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Monte Marenzo, la galaverna del 22 gennaio

  1. “Dopo la neve della notte di Natale, un freddo vento aveva spazzato via ogni nube e ci aveva portato un sole pulito e trersissime stelle. Al mattino, dopo il profondo cielo della notte, sembrava fosse nuovamente nevicato, tanto la galaverna sfilacciava lunghe barbe, ornando di gioielli scintillanti ai primi raggi del sole i rami delle piante e i fili della luce. Qualche passero gettava nell’aria, ogni tanto, una manciata di quei gioielli e si rifugiava, poi, con le penne rigonfie, su una gronda, osservando timoroso il danno provocato.”

    Da “La messa dell’uomo disarmato” di Luisito Bianchi, amico di Monte Marenzo (lo invitammo per il 25 aprile qualche anno fa in biblioteca e visitò la nostra Santa Margherita.

  2. Non sapevo che si chimasse GALAVERNA le gelate nebbiose notturne sui rami degli alberi che sembrano cristalli.Non è mai troppo tardi!ciao Gianni

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