Quando la polenta si mescola al cacao si crea una miscela esilarante.

La polenta è il dialetto bergamasco ed il cacao sono le storie in spagnolo del lontano Nicaragua.

Se poi a raccontarle in queste due lingue, condite e legate dall’italiano è una strana Gioppina di origine Argentina e che ha girato il mondo prima di arrivare a Bergamo, le storie prendono un sapore gustoso e il divertimento è assicurato.

Ieri pomeriggio i bambini (seduti sul tappeto davanti al palco) e i gli adulti che hanno affollato la sala civica (sulle sedie e in piedi vicino alle finestre) hanno potuto gustare le storie narrate da Candelaria Romero   nello spettacolo organizzato dalla Biblioteca di Monte Marenzo.

 

“S-cecc e chavalas” è il titolo di un libro che è una raccolta di fiabe della tradizione bergamasca e nicaraguense, in tripla lingua (italiano, bergamasco e spagnolo), con coloratissimi disegni e fiabe inventate dai bambini della bergamasca nell’ambito di un progetto a sostegno delle biblioteche comunali e delle Biblioteche Comunitarie Rurali del Colectivo de Mujeres de Matagalpa in Nicaragua.

http://www.unpaeseperstarbene.it/2011/%E2%80%9Cs-cecc-e-chavals-un-libro-di-fiabe-tra-la-bergamasca-e-il-nicaragua/

 

A curare l’edizione del libro è la Cooperativa Sociale Liberi Sogni Onlus di Calolziocorte (www.liberisogni.org) e Adriana Carbonaro che ha presentato lo spettacolo insieme alla Presidente della Biblioteca Elisa Barachetti (nella prima foto).

 

Candelaria Romero ha sapientemente coniugato le storie della càvra del zàmbel con le altre della tradizione sudamericana e quelle inventate dai bambini delle scuole della bergamasca raccolte nel libro che ha proprio questo scopo (come si legge nella pagina introduttiva): “abituare i bambini, fin dalla tenera età, a relazionarsi con vissuti e tradizioni di parti lontane, del mondo e facilitare la tendenza al decentramento dal proprio punto di vista fa sì che l’incontro con lo straniero non venga vissuto con paura e diffidenza.”  Così come “il recupero di fiabe e tradizioni locali, attraverso l’incontro con i nonni, porta alla consapevolezza che l’identità non è mai fissa e stabile nel tempo, ma in continua evoluzione e soggetta a innumerevoli contaminazioni. E questa è una ricchezza immensa da valorizzare”.

 

A fine spettacolo Candelaria scambia volentieri due chiacchiere con i bambini e i genitori e a noi conferma la sua biografia avventurosa. Nata in Argentina da genitori poeti, a tre anni lascia il suo Paese insieme alla sua famiglia e risiede in Bolivia e in Svezia. A sette anni inizia la sua formazione artistica diplomandosi nel 1991 presso il Ginnasio d’Arte Drammatica di Stoccolma. Da venti anni risiede in Italia.

Ha partecipato con le sue opere teatrali e le sue poesie a convegni nazionali ed internazionali e i suoi lavori sono stati pubblicati in diverse riviste di poesia, didattica e filosofia.

Nel dicembre 2008 vince il premio nazionale “Bianca Maria Pirazzoli” come migliore attrice.

Nel 2010 pubblica “Poetica e teatro civile – tre monologhi per Amnesty e Survival”, raccolta drammaturgica dei suoi lavori di teatro civile (Aracne), e “Poesie di fine Mondo”, raccolta poetica edita da Lieto Colle.

I suoi scritti sono inseriti nel progetto “L’italiano degli altri”, promosso dall’Accademia della Crusca e dal Ministero per gli Affari Esteri in Italia (Ed. Treccani).

Candelaria ha anche un sito web: http://www.operaidelcuore.it/romero/romero.htm

Nella galleria fotografica alcuni momenti dello spettacolo.

 

 

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