Domenica sera don Giuseppe non ha commentato il Vangelo durante la messa delle ore 18.00, ma ha lasciato completamente la parola alla dottoressa Micol Fascendini che ha portato la sua testimonianza come medico operante nell’organizzazione non governativa CCM in Etiopia.

L’Etiopia è un paese povero, ci ha detto, ma la regione dove opera lei, la regione somala, è la più povera del paese, dove appunto tocchi con mano questa povertà.

Lei è specializzata in salute pubblica e fa parte del CCM, organizzazione nata a Torino anni fa che si propone di rafforzare e divulgare nel mondo il diritto alla salute.

Questi medici lavorano in Eiopia ed anche in altri paesi stranieri, con l’intento di cooperare con il sistema sanitario già esistente, rafforzandolo, integrandolo, formando i medici, ma anche, e questo è di vitale importanza, lavorando con la comunità. Si fa cultura sanitaria, ossia si istruisce la gente alle più basilari norme igienico-sanitarie. I villaggi, prettamente rurali, sono dispersi e lontani dall’ospedale principale o dai centri medici perifierici per cui, come organizzazione, si sono dotati di una clinica ambulante e, avvisando tramite un informatore la gente del villaggio, fanno sapere che alla tal ora del tal giorno passerà il medico.

La dottoressa Fascendini si occupa in particolare delle donne in gravidanza e dei bambini. Il 90% delle donne partorisce in casa e questo è soprattutto un’abitudine tramandata di madre in figlia. Anzi, anche se la donna volesse partorire in ospedale, deve avere prima il consenso del marito e della suocera che non sempre viene concesso. Inoltre, prima di chiamare il medico che pratica la medicina tradizionale, la gente del posto si affida al medico-stregone che, molto spesso, fa solo danni.

Un altro ostacolo al ricovero in ospedale sono i mezzi di trasporto, che non sempre ci sono, e le strade sterrate, in mezzo a chilometri di bosco. Insomma, è una vera impresa raggiungere l’ospedale che magari, quando c’è l’emergenza, non è in grado di gestirla.

Ecco che il CCM si sta prodigando per rafforzare l’offerta medica per infondere più fiducia nella gente quando questa si decide di andare in ospedale. Inoltre, quest’anno il CCM ha fatto una grossa campagna di sensibilizzazione sulla salute materna perché, anche se le partorienti a casa hanno un valido supporto “dall’ostetrica” del villaggio (altro non è che una donna anziana), non sempre le condizioni igieniche sono tra le migliori ed il rischio infezioni è molto alto.

A seguito della testimonianza in Chiesa, dove tra l’altro la dottoressa Micol ha ringraziato per la generosità economica espressa dalla comunità di Monte Marenzo a sostegno dei progetti del CCM, ci siamo spostati in oratorio dove abbiamo visto alcune foto fatte da lei in Etiopia e tutti i presenti hanno posto domande per capire di più queste realtà che a noi sembrano impensabili. Come per esempio, la mancanza di acqua, l’infibulazione ancora esistente per le donne, i campi profughi (dove queste persone vengono ospitate ma costrette a vivere nei campi appunto senza possibilità di muoversi, in pratica una libertà vigilata), le guerre fra tribù che fanno sempre morti e feriti.

La dotoressa Fascendini vive in Etiopia con la famiglia composta dal marito e da due bambine. Prima di questa esperienza ha vissuto, sempre con CCM, in Vietnam ed in Kenia.

Anna Maria

 

Una nota a margine dell’incontro con Micol Fascendini che è appena arrivata dall’Etiopia (al mattino era ancora sull’aereo) ed ha accolto l’invito di Don Giuseppe con entusiasmo.

Ad ascoltare Micol in chiesa c’è una persona che, giunta a casa a Monte Marenzo, racconta ai propri ospiti la testimonianza appena ascoltata.

Tra i presenti c’è Valeria Turrisi che subito capisce di aver già conosciuto Micol e corre all’Oratorio per accertarsi della coincidenza.

Valeria, che è di Lecco, è moglie di un operatore del CESVI (organizzazione laica e indipendente che opera per la solidarietà mondiale) e che lavora anch’esso in giro per il mondo per la Cooperazione e lo Sviluppo. Micol e Valeria si sono conosciute ed hanno lavorato appunto in Kenia e i loro bambini hanno giocato assieme.

Attualmente la sua famiglia vive ed opera in Myanmar (Birmania).

Abbiamo quindi assistito all’abbraccio tra queste persone speciali che acconsentono poi di farsi fotografare con i propri bambini.

Micol è già pronta a partire verso Torino dove ha sede il CCM, organizzazione laica non Governativa e Onlus fondata nel 1968 da un gruppo di medici e da allora la missione dell’Associazione è promuovere il diritto alla salute per tutti e garantire le cure primarie nei Paesi a basso reddito.

Micol e Valeria, due giovani donne che rispondono alle tue domande con il sorriso di chi “ama la vita”.

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