Banda larga a Monte Marenzo: non per tutti?

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26 Responses

  1. Fabio scrive:

    Eccoci al dunque! La vicenda di Angelo Gandolfi conferma il tragicomico finale che pure io, utente Teletu a Carenno, mi ero pre-figurato. Lo si percepiva che Telecom avrebbe fatto valere una sorta di monopolio delle utenze e che gli affiliati a Teletu avrebbero avuto vita dura. Qui a Carenno hanno appena posato i cavi e mancano ancora gli interventi sulle cabine … Quando Teletu afferma di non poter modificare le prestazioni attuali, a mio parere, dice il vero perché non dispone di impianti propri ma utilizza quelli Telecom. Quindi temo che gli utenti di altri gestori non abbiano scelta. Si tratta di un vero e proprio sopruso, mi complimento con Angelo per l’istanza e sono pronto ad imbracciarla appena anche a Carenno attiveranno le nuove connessioni.

  2. Dario scrive:

    Si tratta, purtroppo, di uno dei molti aspetti della vergognosa condizione delle telecomunicazioni in Italia, un “mercato libero” solo sulla carta che vede la posizione dominante di un operatore ex monopolista (ma anche quel “ex” è solo sulla carta), a cui gli operatori alternativi devono rivolgersi per le implementazioni tecniche e la manutenzione delle utenze. Il loro problema è dover sottostare – in tutto e per tutto – alle condizioni commerciali e tecniche che Telecom pratica loro. Telecom non dovrebbe privilegiare i propri clienti diretti a scapito dei clienti degli OLO, ma è innegabile la posizione di svantaggio di questi ultimi (non solo di Teletu, ma di altre compagnie).

    A questo commento (già postato sul gruppo Facebook) aggiungo che un operatore alternativo (in questo caso Teletu) non ha normalmente alcun interesse a “strozzare” intenzionalmente la connessione ai propri utenti, poiché rischierebbe di perderli. L’upgrade ad una capacità superiore dipende dall’OK ricevuto dalla compagnia telefonica di riferimento (in questo caso Telecom Italia), che concede la linea in regime wholesale (all’ingrosso). Il mancato via libera può avvenire per due motivi: o Telecom non può concedere l’upgrade (per cause da analizzare), oppure perché il database delle centrali non è stato aggiornato.

    Per verificare questo aspetto, è possibile consultare il database Telecom per la vendibilità dei servizi xDSL (http://adsl2.csi.telecomitalia.it/) e chiedere la disponibilità di una ADSL 7M per un numero telefonico di Monte Marenzo realmente esistente (inserito con prefisso e senza spazi, ad esempio 0341609999). Probabilmente non risulterà disponibile il servizio ATM a 7Megabit, ma potrebbe esserlo il servizio ETH (Ethernet).

    La vendibilità e la copertura (disponibilità effettiva), però, non sempre coincidono. In alcune centrali dotate di DSLAM GBE (ossia che possono erogare il servizio Ethernet), Telecom per propria politica potrebbe scegliere comunque di non rendere rivendibile la 7 mega a determinati utenti, per motivi tecnici (ad esempio perché si trovano ad una distanza superiore a quella che permetterebbe un segnale ottimale, per non compromettere le prestazioni erogate agli utenti che si trovano in una posizione più favorevole).

    Una richiesta scritta e documentata – o un esposto come quello inoltrato all’AGCOM dall’utente – può senz’altro contribuire a far luce sulla questione.

    Rimane comunque assodato che la “velocità minima garantita da contratto” è un parametro su cui ne’ Telecom, ne’ gli operatori alternativi offrono molte speranze (già ai primi tempi di disponibilità dell’ADSL 640K nelle condizioni contrattuali era fissata a 20kbps, una velocità ridicola).

  3. Maurizio scrive:

    Scusate se mi permetto, ma qui mi sembra che si faccia molta confusione. E soprattutto si diano notizie false.
    Magari ci fosse ancora una situazione di monopolio come quando esisteva solo la SIP che è sempre stata tecnologicamente all’avanguardia! Il problema di questa arretratezza è l’AGCOM che agevola economicamente gli altri operatori a discapito di Telecom che a questo punto limita gli investimenti. Voi spendereste 100 per portare un servizio per poi avere un ritorno di 10 perchè gli utenti fanno contratti con altri operatori?
    E per quanto riguarda il servizio in comuni come Monte Marenzo e Carenno, gli altri operatori per scelta (immagino economica) hanno deciso di offrire un servizio wholesale (ovvero comprano un tot di banda da Telecom) che è molto diverso da OLO (dove hanno proprie apparecchiature).
    Se in Italia si capisse che forse è meglio spendere 5 euro in più ma avere un servizio all’avanguardia le cose cambierebbero…

  4. angelogandolfi scrive:

    So che non è bene che l’autore del post intervenga nei commenti, però volevo completare l’informazione a seguito di quanto scrive Maurizio. E’ vero che i gestori telefonici che legittimamente non perdono di vista il profitto investono malvolentieri in aree disagiate, dove il ritorno in termini di utenti può essere limitato. Nel caso specifico è bene sapere che il superamento del digital divide in 707 comuni lombardi (interventi su 917 sedi di commutazione sul territorio per un impegno complessivo di circa 8.500 km di cavo, di cui 3.000 in fibra ottica)realizzato da Telecom, ha visto quest’ultima aggiudicarsi un appalto della Regione Lombardia, che ha messo 41 milioni di euro di denaro pubblico su un’opera il cui costo complessivo è di 95 milioni di euro (54 milioni messi da Telecom).
    Se Telecom ha partecipato al bando aggiudicandoselo, probabilmente ha ritenuto l’operazione congruente con gli obiettivi aziendali.

  5. Fabio scrive:

    Scusi, Maurizio, dove sta il falso quando dico:
    1) Non ho usato termini appropriati ma mi riferivo anch’io al servizio che da Lei scopro denominato “wholesale” quando asserivo all’impossibilità, da parte di Teletu, di concedere un servizio senza averlo prima contrattato con Telecom che dispone delle attrezzature (tant’è che per avere l’adeguamento dalla mia linea ISDN all’ADSL (!) 640 sono intervenuti tecnici Telecom così come in caso di guasto).
    2) Non ho parlato di “monopolio” ma appositamente di “una sorta di monopolio” chiaramente in funzione di quanto affermato al punto precedente. Il termine può essere anche in questo caso inappropriato (forse a causa di alcune questioni molto spiacevoli che ho avuto in passato con Telecom e che mi hanno costretto a migrare su Teletu per la disperazione). In ogni caso, il concetto rimane: finché un altro operatore non si doterà di impianti propri, tutto dovrà passare da Telecom.
    3) Per anni ci siamo sentiti dire da Telecom: non è conveniente per noi portare la banda larga a Carenno per lo squilibrio tra costi di investimento e benefici. Poi la Regione fa un bando e Telecom si aggiudica, guarda caso, l’appalto e immagino lo voglia far pesare. Ora per avere 7 mega sarò costretto a ritornare da Telecom? Sinceramente, mi piacerebbe poter valutare tra più proposte e valutare l’offerta migliore. Sarà possibile o rimarrà un sogno?

  6. Dario scrive:

    Nessuna notizia falsa: il problema di fondo risiede nel fatto che la rete del maggior operatore di telecomunicazioni italiano (la cui posizione dominante è riconosciuta da Agcom, da tutte le organizzazioni di consumatori, nonché dal presidente Bernabe e dall’ad Patuano, che l’hanno sottolineata in più occasioni) 15 anni fa era sovvenzionata dal suo precedente proprietario (lo Stato), mentre ora è l’asset di maggior rilievo di un’impresa privata, che in quanto tale tende (legttimamente) al profitto e che, forte della propria leadership, rende difficile a molte aziende la vita in un regime mercato concorrenziale.

    La prova dell’oggettività di questa situazione è data dal fatto che Telecom, riconoscendo la criticità di questa condizione di “incumbent”, aveva iniziato a partecipare, congiuntamente ad altre compagnie, al tavolo tecnico ministeriale per la costituzione di una “one network” (un’unica grande rete compartecipata da più operatori, ognuno pronto ad investire con una propria quota nell’ammodernamento tecnologico della rete stessa), un’iniziativa attualmente “congelata” che rappresenterebbe la svolta nel mercato delle telecomunicazioni in Italia: non è infatti pensabile che ogni operatore alternativo si possa dotare di un’infrastruttura analoga, per tecnologia e dimensioni, a quella di Telecom (come si può constatare dalla limitate dimensioni delle reti di operatori come Fastweb, Infostrada, BT e altri).

    Altro dato di fatto: in Italia esistono comunque aree in cui gli utenti di Teletu (come quelli di altre aziende), seppur basati su connessioni prese in wholesale, non hanno problemi a connettersi a internet con velocità analoghe ai vicini di casa che sono utenti di Telecom.
    La verità è che sul territorio italiano esistono varie problematiche da affrontare, di carattere tecnico, ma anche di carattere commerciale. Ritengo quindi che una richiesta di chiarimento posta a livello istituzionale possa fornire una risposta adeguata ad un dubbio posto legittimamente da un utente che si sente in condizioni di svantaggio.

  7. Maurizio scrive:

    Sig. Gandolfi, l’ha scritto anche lei: “Se Telecom ha partecipato al bando aggiudicandoselo, probabilmente ha ritenuto l’operazione congruente con gli obiettivi aziendali”. Telecom ha fatto l’investimento e offre ai propri clienti un determinato servizio. Che colpa ne ha se gli altri operatori non vogliono fare uguale? Dovrebbe regalare la banda?

    Sig. Fabio se gli altri operatori non hanno tecnici propri non è perchè Telecom non vuole ma semplicemente perchè sono un costo per l’azienda. Sul secondo punto niente da ridire se non aggiungere che qualsiasi operatore è libero di fare la propria rete, ma per ragioni economiche sfrutta quella di Telecom. In passato Fastweb ha speso un sacco di soldi per cablare zone di Milano e non ha più continuato perchè ha visto che le spese sono maggiori dei guadagni. Per il terzo punto credo che valga quello che ha detto il Sig. Gandolfi: Telecom ha deciso di investire, altri operatori no. Quindi lei è libero di valutare l’offerta migliore.

    Personalmente sono in Telecom da sempre spendendo 70/75€ a bolletta e dicendo sempre di no a qualsiasi proposta telefonica di cambio contratto (con Telecom) o di cambio operatore. Non so se spendo tanto o poco rispetto ad altri gestori, ma a me interessa avere il servizio e non mi è mai capitato di rimanere senza telefono o adsl. Sarò obsoleto ma io sono uno di quelli che pensa che “lasciar la vecchia strada per la nuova si sa quel che si lascia ma non quel che si trova”.
    Lo stesso discorso vale per la telefonia cellulare dove ho mantenuto lo stesso contratto per 15 anni e chiamavo a 1 cent al minuto e mandavo messaggi a 9 cent prima che Vodafone decidesse unilateralmente di ridiscutere le tariffe al rialzo. Anche con Vodafone servizio impeccabile per quanto riguarda la copertura nelle zone dove giro maggiormente.
    Dico questo non per fare pubblicità ad un operatore piuttosto che un altro, ma per far capire che spesso ci si lascia ingolosire da prezzi promozionali quando a mio parere la cosa più importante è il servizio.

  8. Ferdinando scrive:

    Non perdiamo di vista il principio stabilito dalla legge e dal codice delle comunicazioni: dove Telecom è presente come operatore con la propria rete, in assenza di altre infrastrutture, essa deve concedere ad altri operatori la propria infrastruttura, per consentire che i loro utenti abbiano le medesime condizioni degli utenti Telecom chebeneficiano della stessa rete, centrale e cabina, se possibile. Ogni impossibilità e disparità deve avere una motivazione oggettiva.
    Non serve che ” regali” la banda, riscuote regolarmente una tariffe secondo il principio bitstream.
    C’è un mercato che ha delle regole. Vanno rispettate. Punto.

  9. Maurizio scrive:

    A me risulta che in Italia ci sia l’obbligo di fornire solo il servizio telefonico.
    Ferdinando, gentilmente può citarmi dove viene scritto che Telecom deve garantire che gli altri operatori abbiano l’adsl con le stesse caratteristiche di quella che Telecom commercializza?
    Perchè altri operatori allora vendono adsl con caratteristiche diverse da quella di Telecom? Sono fuorilegge?

  10. Dario scrive:

    La delibera Agcom 34/06/CONS aggiunge che Telecom Italia è soggetta all’obbligo in materia di accesso e di uso di risorse di rete ai sensi dell’art. 49 del Codice delle comunicazioni elettroniche, che consiste nell’obbligo di offerta di servizi bitstream su rame e fibra ottica. Il provvedimento stabilisce inoltre che la fornitura di servizi bitstream deve avvenire a condizioni non discriminatorie e paritetiche tra utenti finali di qualunque operatore (Telecom e alternativi).

    Nel 2006 Telecom aveva formulato un’offerta Bitstream che apriva agli operatori alternativi l’accesso alla sola rete ATM. Sollecitata da Ministero delle Comunicazioni e Agcom al rispetto dei provvedimenti, ha poi integrato l’offerta includendo le reti in tecnologia Ethernet.

    Anche qui nessuna notizia falsa, è tutto verificabile presso il sito Agcom. Suggerisco questo punto di partenza: http://www2.agcom.it/provv/d_249_07_CONS/d_249_07_CONS_All_A.pdf

  11. Maurizio scrive:

    Ho dato una lettura al volo, ma mi pare ci sia scritto solo che Telecom deve dare la possibilità anche alle altre aziende di dare il servizio sul proprio trasporto, non che in caso di utenze wholesale le caratteristiche della linea debbano essere uguali a quelle Telecom. Quindi torniamo al punto di prima… gli altri operatori hanno la banda che pagano.

  12. Ferdinando scrive:

    Un mio commento (scritto “due commenti fa”) è in attesa di moderazione. Provo a riscriverlo.
    Telecom deve dare agli operatori l’accesso alle proprie infrastrutture, per consentire loro di dare ai propri clienti le stesse possibilità di collegamento che Telecom stessa offre ai propri ckienti diretti… non so in quali altri termini esprimermi…
    Nel commento rimasto in sospeso dicevo

    “Al tempo! Non confondiamo servizio universale con eque condizioni di mercato: in Italia Telecom Italia ha l’obbligo di fornire sull’intero territorio nazionale il servizio di telefonia fissa per servizi voce o fax; questo è il “servizio universale”.
    Ma laddove Telecom Italia è presente con infrastrutture idonee alla fornitura di banda larga, è Telecom stessa (in ottemperanza alle prescrizioni del Mercato n.12 delle Comunicazioni elettroniche e delle varie delibere Agcom che regolano questa materia) a consentire a tutti gli operatori di utilizzare, in funzione della copertura geografica, le proprie reti ATM o Ethernet, come riportato qui: https://www.wholesale.telecomitalia.com/it/catalogo/-/catalogo_aggregator/article/31258?p_r_p_564233524_categoryId=31260&p_r_p_564233524_activePortletId=noportlet

    Se un operatore, tra quelli che si avvalgono della rete di TelecomItalia, fornisce una ADSL con caratteristiche diverse, lo fa per una propria scelta di diversificazione dell’offerta. Pagherà a Telecom un canone corrispondente al servizio ricevuto da Telecom, e applicherà al cliente finale la tariffa che riterrà di dover applicare. Stop.

    Chiuderei questa parentesi per tornare, in maniera più appropriata, al caso relativo a questo post. Non facciamoci sfuggire un’incongruenza: mi pare di capire che all’indirizzo internet ht
     riportato sopra da Dario Bonacina (tecnico e giornalista autorevole e preparato in materia di informatica, telecomunicazioni e relativi mercati, che ringrazio per le utili informazioni) si trovi lo strumento che gli operatori alternativi utilizzano per interrogare i database di Telecom per la rivendibilità dei servizi xDSL. Se inseriamo un numero telefonico di Monte Marenzo per un servizio ADSL 7 Mega su rete Ethernet, esso viene definito come disponibile.
    Dunque, perché a un cliente di un operatore alternativo come Teletu non può essere attivato un servizio che Telecom stessa definisce come vendibile?
    *

  13. Ferdinando scrive:

    “Gli operatori hanno la banda che pagano”

    Verissimo. Ma qui siamo di fronte ad un utente che ha sottoscritto un contratto adsl con velocità nominale di 7 megabit in download. Quindi Teletu corrisponde Telecom un canone corrispondente.
    La adsl presente nel listino Teletu è identica alla 7 Megabit di Telecom (non è una 5 mega o una 2 mega), Teletu ha offerto quella all’utente.
    Difficile che Teletu limiti intenzionalmente la banda disponibile Mentre è assai probabile che ci sia un impedimento che Teletu subisce da Telecom. Attenzione, non parlo di malafede, ma di una circostanza che il cliente ha tutto il diritto di vedere chiarita.

  14. Sergio scrive:

    Solo un intervento di chiarimento per Ferdinando sul suo commento in attesa di moderazione.
    Il sistema wordpress quando nei commenti ci sono dei link, a volte blocca automaticamente il commento e lo mette nella casella “in attesa di moderazione”. Cosa che è avvenuta nel commento inviato alle 23.45 e non nel commento che leggete qui sopra delle 8:25 (tenete conto che l’ora non è aggiornata). Di solito sblocco i commenti in attesa (rari a dir la verità) appena mi collego.
    Ferdinando ha avuto la pazienza di riscriverlo quindi potete leggerlo tranquillamente. Ci scusiamo con Ferdinando e con i lettori per l’inconveniente. Buona giornata a tutti.

  15. Ferdinando scrive:

    Credo che il problema fosse il commento che conteneva due link.
    Ne ho tolto uno ed è stato postato.
    Grazie!

  16. fabrizio scrive:

    Volevo solo dare un contibuto alla discussione adsl con telecom e con altri operatori.Premetto che conosco molto da vicino le vicende societarie di Telecom Italia che è come caduta in un baratro a causa dell’acquisizione di Tronchetti Provera che la caricata di debiti solo per operazioni finanziarie e che per questo motivo si è trovata senza risorse da dedicare agli investimenti.
    Ma ad oggi sono chiari almeno due elementi:
    Il settore delle telecomunicazioni e della telefonia in particolare è l’unico settore che ha visto i consumatori beneficiare della liberalizzazione.Infatti in 10 anni il complesso dei costi telefonici è diminuito del 35% mentre registriamo un più 70% nell’energia elettrica ed un più 100% per il gas.
    La telecom di oggi,a guida Bernabè,è una società decisamente migliorata che non distribuisce dividendi alti come nella sciagurata era tronchetto,ma pensa sia a ridurre il debito che a migliorare la rete.
    Gli altri operatori pagano un’affitto per l’utilizzo della rete ma lo fanno a priori,per esempio teletu si è impegnata a pagare a
    Telecom italia per il 2013 una quantità di KBYT sulla base di quanto era disponibile a fine 2012 e cioè una serie di linee ma tutte a 640 K.
    Tant’è che nel protocollo d’intesa Telecom Italia-Regione Lombardia per il superamento del digital-divide la Telecom si è impegnata a completare i lavori entro il 31/12/2013 fissando con quella data pure l’impegno a mettere a disposizione la rete per altri operatori.
    Altra informazione che non tutti conoscono è che quando nel 2011 vodafone ha acqusito la “Fallita tele 2″ che poi ha cambiato ragione sociale in” TeleTu Vodafone”,alla telecom Italia sono rimasti sul groppone quasi 200 milioni di euro non pagatti dalla tele2 fallita.
    Comunque anchio fino a novembre ero in teleTu ma poi telefonando al 187 ho aderito alla promozione rientro in Telecom Italia “Tutto senza Limiti” e dopo trenta giorni ero rientrato sia con la voce che con l’adsl in telecom.Ieri alle 16, verificato che una decina di famiglie beneficiavano dei 7 mega,ho chiamato il 187 chiedendo di poter godere della nuova velocità e in men che non si dica,circa 2 ore,ho verificato di poter godere anche a casa di un ‘adsl accettabile.
    Buona giornata.

  17. Sergio V. scrive:

    Fabrizio conferma indirettamente quello che sospettavo e scrivevo nel mio post precedente http://www.unpaeseperstarbene.it/2013/banda-larga-a-monte-marenzo-il-regalo-dei-magi/ all’annuncio dell’attivazione della banda larga ma non in modo automatico.
    Quindi, ricollegandomi all’articolo di Angelo e dei numerosi commenti suscitati, la banda larga non è per tutti neppure per gli utenti Telecom. Non si capisce però perché un abbonato Telecom da anni, che paga regolarmente ADSL minimo 2 mega o addirittura 7, non sia stato passato automaticamente al nuovo servizio.
    Al 187 danno le risposte contraddittorie (anche allo stesso utente) e ciò non dovrebbe accadere se ci fosse una direttiva univoca di Telecom.
    Intanto un furgoncino di una ditta subappaltatrice è spessissimo fuori la centralina di Monte Marenzo (magari non c’entra nulla).
    Comunque il problema rimane. Anche Telecom non fa la sua parte correttamente e la banda larga non è per tutti (anche per chi la paga!).

  18. angelogandolfi scrive:

    Ringrazio tutti quanti hanno commentato questo post, con dovizia di approfondimenti tecnici e commerciali, tutti interessanti e assai utili ad affinare la mia conoscenza su questi temi.
    Forte di questo bagaglio specialistico ho parlato con uno dei funzionari della Regione Lombardia che hanno seguito il progetto per il superamento del digital divide, traendo una conclusione che mi sembra esaustiva.
    Telecom si aggiudica il bando e compartecipa al progetto per aggiornare le cabine di sua proprietà e consentire connessioni in banda larga. Gli altri gestori hanno il diritto di affittare la linea veloce, purché adeguino il canone rispetto alla precedente situazione dove la trasmissione era a 640 Kb.
    Ora, se a Monte Marenzo (per esempio) gli utenti di Vodafone Teletu sono pochi pochi, questa non ha alcun interesse ad aggiornare il canone a Telecom per dare il servizio ai propri abbonati, senza poter far pagare a questi ultimi un diverso contratto che sarebbe sperequato rispetto al proprio pacchetto standard e quindi decisamente fuori mercato.
    AGCOM, dal canto suo, si limiterà a vigilare che Telecom consenta ad altri gestori di utilizzare la linea veloce, ovviamente dietro pagamento di un nuovo canone di affitto della rete. Punto.
    Considerato che Teletu mi ha scritto che non mi può incrementare la velocità di trasmissione, penso proprio non mi resti altro che fare sacchi e bagagli e trasferirmi dove mi offrono il servizio. Servizio indispensabile per poter gestire in modo adeguato questo sito, per rispetto dei nostri naviganti, perché siamo molto impegnati a tenerlo costantemente aggiornato, perché lo vogliamo di qualità e ricco di pagine (almeno confidiamo sia così).
    Salve.

  19. Attilio scrive:

    Scusate l’intromissione.
    Stavo leggendo i vostri commenti alla ricerca di informazioni, essendo anch’io in una zona interessata dal passaggio da ADD ad ADSL “vera”.
    Mi pare di capire dagli interventi di Fabrizio e di Sergio che, una volta ultimati i lavori Telecom, deve essere il cliente a chiamare il 187 e a richiedere esplicitamente di passare da 640Kb/s a 7Mb/s.
    Ho inteso bene ? Perchè la cosa mi lascia sbigottito a dir poco…
    Grazie per i chiarimenti.

  20. Sergio V. scrive:

    @Attilio
    Ti confermo che tutte le persone con le quali ho parlato nella nostra zona (Monte Marenzo – prov. Lecco, tu in che zona?) hanno dovuto chiamare il 187. Non so se dopo una prima fase iniziale poi tutti gli utenti Telecom verranno passati automaticamente. Alcuni per avere i 7 mega hanno dovuto sudare le classiche 7 camicie. E non è una battuta. Gli operatori Telecom sono, come dice Andrea in commento ad un altro post, sono anche gentili, ma le risposte che hanno dato a molti lasciano veramente sbigottiti. E ripeto che sia assurdo che il passaggio non avvenga automaticamente.

  21. angelogandolfi scrive:

    Ritorno sulla questione per dare un ragguaglio allo sbigottimento di Attilio.
    Confermo che anche cittadini di Monte Marenzo hanno ripetutamente chiamato il 187 per attivare la banda larga e da molti giorni aspettano che qualcuno si faccia vivo, nonostante siano già utenti di Telecom con contratto flat all inclusive.
    Sempre ragionando con la funzionaria regionale richiamata nel mio post precedente, ho concordato che il comune di Monte Marenzo invia una mail in Regione con nominativo degli utenti/cittadini in attesa, affinché i competenti uffici intervengano sul gestore.
    Da tutto questo mi sembra poco probabile che Telecom faccia la fatica di spulciare gli elenchi degli aventi diritto e proceda in automatico al upgrade.

  22. Maurizio scrive:

    Mi permetto di fare un ulteriore precisazione extra questioni tecniche adsl.
    Il fatto che gli operatori dei call center di qualsiasi compagnia diano risposte spesso contradditorie è causato dal voler tagliare i costi in qualunque modo da parte delle società. Infatti spesso gli operatori dei call center non sono dipendenti della ditta, ma sono dipendenti del call center e a seconda dell’orario rispondono per i problemi di telefonia, vendono il vino o propongono corsi informatici. Non ci credete? Quando ci parlate chiedete che vi venga dato un codice identificativo…

  23. Sergio V. scrive:

    A proposito di taglio costi:
    E’ oneroso per Telecom spulciare gli elenchi degli aventi diritto e proceda in automatico al upgrade?
    Dopo questa operazione non è meno oneroso semplicemente fare un solo intervento alla centrale invece di far intervenire decine di volte gli operatori Telecom o la ditta in subappalto?
    Misteri…

  24. Maurizio scrive:

    Ma l’upgrade penso venga fatto da remoto, non credo serva l’intervento dei tecnici. Si tratta solo di cambiare la configurazione della linea.
    Non so quante adsl ci sono a Monte Marenzo, ma se fossero per ipotesi 200, non credo escano 200 tecnici (per assurdo) o comunque ci siano ad esempio 4 tecnici con 50 attività ognuno. Senza considerare le nuove attivazioni. Altrimenti l’adeguamento della velocità lo farebbero per il 2020!

  25. graziano scrive:

    Come volevasi dimostrare! La fibra ottica – intendendo l’infrastruttura fisica – avrebbe dovuto restare pubblica. Questo perché la fibra per sua natura non ha limite misurato di trasporto e pertanto tutti operatori o reti aziendali possono passare insieme nella fibra. L’hanno lasciata invece di proprietà di Telecom Italia a differenza di quantoi é avvenuto invece per la rete elettrica la cui infrastuttura fisica é rimasta a Terna, che é pubblica.
    Era chiaro fin dal 1994 (anno di uscita del libro “Essere digitali” di Nicholas Negroponte) che il futuro delle comunicazioni sarebbe stato su linee principali in fibra ottica.
    Quello che era ed é ancora nel cielo: TV in primis finirà prima o poi sulla fibra.
    Ho regalato nel 1998 alla Giunta Provinciale il libro suddetto sperando che tutti stessero aggiornati sulla questione.
    Ma in Sede di Governo Centrale non valgono regole di conoscenza ma quelle di “clientela”. A Telecom sono sostanzialmente stati regalati circa 35mila miliardi (vecchie lire) e questi, dopo 20 anni continuano a spadroneggiare e a riservarsi il diritto usurpato di decidere chi può usare o no le linee che loro detengono anche se sono state pagate e in molti casi ripagate con soldi pubblici. W l’Italia

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