Gli Alpini l’avevano promesso: “Ad agosto sistemeremo il tetto di Santa Margherita”.

Gli Alpini sono stati di parola. Hanno cominciato i lavori martedì e ieri hanno smontato il ponteggio.

Quattro giorni di lavoro ed ora il tetto è rimesso a nuovo e hanno anche sistemato il muro di sostegno del terrapieno sul lato sud della chiesa che stava cedendo in due punti.

Ieri pomeriggio sono andato a trovare Elio Bonanomi, il Presidente e gli Alpini per documentare con qualche foto e un’intervista la fine dei lavori.

Elio è visibilmente soddisfatto del lavoro fatto a regola d’arte dagli 8 Alpini, tutti ex muratori in pensione, che, oltre a lui, si sono avvicendati  in questi 4 giorni: Gianni Rota Conti, Emilio e Piero Fumagalli, Francesco Bonanomi, Gianpaolo Ravasio, Josuè e Fulvio Carenini, Antonio Barachetti. Li vuole citare tutti perché tutti sono stati bravissimi. E aggiunge Dario Losa che ha procurato il ponteggio e ha regalato 300 coppi e Davide Ravasio che ne ha portati molti altri.

Il problema del rifacimento del tetto era ormai diventato urgente dopo la sua posa avvenuta giusto 30 anni fa ancora per opera degli alpini.

Elio mi mostra la foto di quei tempi, tutti sul tetto con 30 anni e qualche chilo di meno!

Gianni Rota Conti, esperto capocantiere, ci spiega che il colmo (sostituito),  era ormai completamente deteriorato. Tempo pochi mesi e qualche forte acquazzone e il tetto sarebbe ceduto.

Di qui la decisione di rifare completamente il tetto.

Elio ci fa l’elenco dei materiali che sono serviti, trasportati tutti a mano nell’ultimo tratto fino alla chiesetta dopo innumerevoli viaggi con la fuoristrada degli Alpini e dopo 9 viaggi fino a Villa d’Adda per recuperare i materiali (quanto gasolio consumato?).

600 coppi vecchi (regalati) e poi tutto il resto acquistato dagli Alpini:

22 copponi vecchi

16 sacchi di malta bastarda

21 quintali di sabbia mista

7 sacchi di cemento

11 lastre di ondolux per il sottotetto

400 litri di acqua

E poi le ore di manodopera: almeno 230.

E bisognerà aggiungere il lavoro e i viaggi per la rimozione dei detriti.

Anche Osvaldo Fontana è intervenuto per la verifica dell’impianto di allarme e del pannello di energia solare.

Il tetto ora è sistemato benissimo, con tutti i coppi vecchi allineati che faranno il loro dovere per lungo tempo.  Sotto i vecchi coppi gli Alpini hanno trovato di tutto. Il tetto era ormai dimora stabile di ghiri, scoiattoli e scorpioni.

Elio mi mostra alcune lastre vecchie tutte bucate. Dall’interno della chiesa in alcuni punti del tetto si vedeva la luce. Era quindi urgente sistemare il tetto come era stato segnalato ad inizio anno al tavolo di discussione promosso da noi di UPper con tutti gli Enti preposti (Parrocchia, Comune, Ecomuseo, Comunità Montana, Biblioteca) per riqualificare tutta la zona di Santa Margherita.

Anche il muro a ridosso della chiesa (anch’esso fatto 30 anni fa dagli Alpini), è stato sistemato in due punti che erano crollati. Il rischio era che un’ulteriore crollo poteva compromettere la stabilità di tutto il terrapieno a ridosso della parete sud della chiesa.

Mi fermo a parlare con loro mentre stanno lavorando. I gesti consueti e sapienti di impastare la calce, di mettere le pietre al posto giusto, di fissarle con il cemento, vengono accompagnati da frasi e battute, sul lavoro di una vita, sui ricordi di tanti episodi. Scatto qualche foto insieme a Martina (che potete vedere sulla pagina facebook Baita Parco Penne Nere di Monte Marenzo https://www.facebook.com/baita.parcopennenere/media_set?set=a.212689268890277.1073741825.100004476164342&type=1)

Rimango con loro durante una piccola pausa di ristoro (nel conteggio non abbiamo messo le bottiglie di vino!).

Rimango con gli Alpini fino allo smontaggio del ponteggio e alla pulizia davanti all’entrata della chiesa.

Mentre lo fanno guardo e fotografo quella targa sulla facciata della chiesa, con le date dei restauri del 1876 e del 1939 e, accanto, quella con la scritta“Salvata dagli Alpini, restaurata col contributo della Comunità Montana Val S. Martino, 1994”. Oggi potremmo scrivere che, ancora una volta, gli Alpini hanno salvato la chiesa.

Li ringrazio tutti e voglio ringraziarli anche in queste righe. Vorrei stringere le mani ad uno ad uno a questi volontari, sempre pronti “a fare” con un grande spirito di sacrificio e ad adoperarsi per questo gioiello tra i boschi che è Santa Margherita, un bene prezioso della Comunità del quale tutti dobbiamo aver cura.

One comment

Santa Margherita: un grazie agli Alpini

  1. Ancora gli alpini di Monte Marenzo,un altro gesto importante per
    tutta la comunità, ripristinare il tetto e le mura perimetrali per continuare con cura a salvare gli affreschi preziosi della chiesetta S.Margherita.Grazie Grazie Grazie

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