Don Giuseppe, un anno e mezzo fa circa, vede fuori dalla casa di Jessica e Marco, a Pomino, un orologio solare.

Le Meridiane sono un antico strumento per la misurazione del tempo, Jessica l’ha realizzata perché la sua passione per le meridiane risale a circa tre anni fa, confrontandosi ed aiutata dall’amico Daniele Engaddi, appassionato di astronomia, che calcola e disegna la meridiana.

Così Jessica realizza una meridiana a casa sua e a Valgreghentino, sempre con l’aiuto di Daniele e di Cinzia Mauri per la decorazione, a casa di alcuni amici.

La visita di Don Giuseppe fa scattare l’idea: perché non fare una meridiana  sulla Chiesa a Monte Marenzo?

L’idea prende corpo ed inizia un lavoro di studio e preparatorio. Si devono stabilire le coordinate del luogo e identificare la parete (meglio se esposta a sud) dell’edificio sulla quale disegnare la meridiana. Poi bisogna studiare quanto la parete è inclinata rispetto all’asse est/ovest.

Un tempo, per determinare i punti e le linee da tracciare sulla meridiana veniva fatto un rilievo puntuale nell’arco dell’anno.

Oggi c’è l’aiuto del computer che offre un metodo analitico basato su un sofisticato calcolo matematico per tracciare tutte le linee orarie, quelle equinoziali, le curve del solstizio d’estate e d’inverno, il calcolo dello stilo o gnomone (che è il particolare attrezzo conficcato nel muro che proietta l’ombra) e il suo relativo posizionamento e inclinazione rispetto alla parete.

Infine bisogna passare al disegno vero e proprio della meridiana, che abbia un suo stile caratteristico, una rappresentazione grafica a secondo del gusto dell’artista che lo realizza o del committente.

La decisione è quella di realizzare la meridiana ad affresco sulla parte sud della Chiesa e qui entra in gioco Cinzia Mauri, che, esperta di questa antica tecnica può dare i consigli e l’aiuto materiale necessario per compiere l’impresa.

Ma, come avveniva nel Quattrocento per la nostra chiesetta di santa Margherita, c’è bisogno di qualcuno che permetta al “frescante” di preparare la parete in modo tale da ricevere il colore “a fresco”. Così vengono coinvolti, e ben volentieri danno una mano, Stefano Mazzoleni che procura il ponteggio (la meridiana è disegnata a 6 metri di altezza) che viene montato da Ferruccio e Manuel Secomandi e da Nello.

Insieme a Jessica e Cinzia, Piero Milani rimuove l’intonaco nella porzione della parete interessata.

Stefano e Nello stendono la malta per permettere la stesura dei colori “a fresco” e Ferruccio compie la stessa operazione per la cornice della meridiana.

Salite sul ponteggio venerdì 26 luglio, Anno Domini 2013 (A.D. MMXIII), Jessica e Cinzia, sotto l’occhio attento di Don Giuseppe (nel ruolo del committente), e del sole che non si è placato per tutto il fine settimana, armate di righe e squadre, di pennelli e colori, proteggendosi con un telo durante i caldissimi pomeriggi di sabato e domenica, lavorano quasi ininterrottamente per tre giorni.

Jessica e Cinzia lavorano di lena e spesso rispondono alle domande che da sotto i curiosi rivolgono loro. Passano le ore, c’è anche la folla felice che anima il sagrato durante un matrimonio. Cinzia e Jessica sono accaldate, stanche ma felici e su, ogni tanto, qualche rondine sfreccia in alto nel cielo, a controllare che tutto proceda bene.

Per la posa dello gnomone, lunedì, interviene ancora Daniele. Il suo intervento, dice Jessica, è stato fondamentale: posare uno stilo polare non è molto semplice ed è il momento topico di tutto il lavoro, il più emozionante.

Il temporale e le grandi raffiche di vento di lunedì lasciano posto al sole dei giorni successivi e giovedì viene messo un sottile strato protettivo sul disegno.

Infine venerdì una splendida meridiana adesso fa bella mostra con i suoi bei colori in terra d’ombra e lo gnomone proietta la sua ombra sulle linee orarie e di calendario e, per chi volesse, mettiamo qui una spiegazione di come si legge, visto che indicherà sempre l’ora vera locale di Monte Marenzo e non quella indicata dall’orologio (uguale per tutto il nostro meridiano) o l’ora legale che adottiamo in primavera e in estate.

Come si legge un orologio solare: vai a questo link preparato da Jessica (leggere un orologio solare)

 

Il ponteggio che nascondeva la parte inferiore del disegno viene rimosso e rivela, sulla parte inferiore della meridiana, una scritta latina:  “TRANSIT HORA MANET CHARITAS”, che possiamo tradurre così “passa l’ora (il tempo), rimane la carità”.

Don Giuseppe ha voluto far mettere una citazione di San Paolo, il nostro santo Patrono, che così scriveva in una lettera ai Corinzi (1Cor 12,31 – 13,13).

 

“Aspirate ai carismi più grandi! E io vi mostrerò una via migliore di tutte.

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.

E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.

E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.

La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità.

Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.

La carità non avrà mai fine.”

 

Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà.

Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!

La carità è semplicemente la perfezione cristiana. La maturità cristiana consiste nell’amare con amore di agàpe, non in altre prestazioni o esibizioni. Anzi, perfino la fede e la speranza che finiscono quando finisce l’uomo non reggono di fronte all’agàpe, alla carità: “che non avrà mai fine”.

 

Grazie a Don Giuseppe che ricorda a tutti questa virtù. E grazie a Jessica e Cinzia, a Daniele Engaddi e a tutti quelli che hanno collaborato per realizzare la meridiana.

 

Le immagini che documentano il lavoro sono state scattate da Adriano Barachetti, Sergio Colombo e Sergio Vaccaro

3 Commenti

TRANSIT HORA MANET CHARITAS – A.D. MMXIII

  1. Quando ammiriamo opere come queste,realizzate nei secoli scorsi, ci affrettiamo ad esclamare: “Bellissima, purtroppo non se ne fanno più di queste cose”. Cinzia, Jessica e Daniele smentiscono clamorosamente. Non ci manca nulla, né artisti, né studiosi del moto dei corpi celesti, né bravi artigiani. Casomai ci mancano di frequente committenti attenti e sensibili.
    Complimenti all’intero team.
    P.S Penso di sintonizzare il mio modesto swatch sull’ombra della superba meridiana.

  2. Bellissima. Grazie di cuore a chi si è adoperato alla realizzazione della nostra meridiana. Molto significativa anche la frase che ci esorta alla carità che non passa mai.

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