Monte Marenzo, 11 luglio 2014, h.23,45

Da lassù, oltre quota 2000, questa luna serena sarà ancora più bella, più bianca, più grande, ad illuminare il silenzio delle montagne ed invitare al riposo una strana compagine di camminatori.

Questa notte dell’11 luglio, il team di “Orobie” la sta trascorrendo sulla cima più alta del gruppo delle Grigne, in vetta al Grignone, nello storico Rifugio Brioschi, dopo aver percorso, per la seconda tappa del trekking, un dislivello di oltre 1.300 metri.

La molto amata rivista bergamasca, cui fa capo il Tour, e altri organi di stampa e informazione, non ultimo il nostro sito (http://www.unpaeseperstarbene.it/2014/le-grigne-in-viaggio/), hanno presentato nei dettagli e parleranno a lungo di questa seconda edizione di “In viaggio sulle Orobie”, camminata di montagna e d’altro.

Da qui voremmo solo mandare un saluto riconoscente agli ‘artisti viaggianti’ con i quali giovedì, in una splendente giornata di bel cielo di Lombardia, abbiamo avuto l’onore e il piacere di condividere un tratto di percorso.

Anche l’andar per sentieri e monti, passo su passo e a mente aperta, può essere una pratica d’arte. E certo le biografie degli alpinisti che, come guide, commentatori o partecipanti, compongono il team, delineano ritratti di livello ‘mitico’, per imprese, per età e, visti da vicino, per tranquilla e sorridente sicurezza e grande semplicità: doti comuni ai ‘patriarchi’, pur così diversi, Giuseppe Alippi Det e Mario Curnis.

 

Ma il bello del gruppo è poi il multiforme ingegno che vi è rappresentato.

Il musicista e compositore d’origine scozzese, suonatore di corno e pedagogista della ‘ecologia’ della musica, che annuncia l’arrivo del gruppo al rifugio suonando una conchiglia fossile (http://www.mus-e.torino.it/mayes.html)

L’esperto fotografo naturalista, che ama dormire in quota, in solitaria, dentro la neve, per catturare le immagini della prima alba e dell’ultimo tramonto.
La giovane campionessa di sci nordico, che viene dal Togo e vive e si allena sulle nevi di Livigno: un gran sorriso e mille treccine di ogni colore.

L’attore, viaggiatore e scrittore, che, nella sosta sul prato di San Calimero affacciato sulla valle e nella sera al rifugio, ci legge pensieri d’autore sulla montagna e sul senso delle cose.

La curatrice del festival lecchese di viaggi e culture, con alle spalle arrampicate in Patagonia, che fa sosta con noi lungo il sentiero per l’irresistibile attrazione dei lamponi di bosco.

L’artista che esplora le potenzialità espressive delle nuove tecnologie creando video-ambienti a comunicazione totale per grandi eventi e si racconta a partire dal suo grazie per la convivialità trovata ai tavoli della cena all’aperto.

I due giovani chef, smessi zaino e scarponi e rivestiti di bianco, che ricevono gli applausi per la bravura nell’arte del cibo.

La violinista ragazza e il fisarmonicista che offrono ai convenuti, nella raccolta saletta rivestita di legno, inediti brani di tango a due ‘voci’, a commento di questa prima tappa.

L’alpinista lecchese che ha promosso l’itinerario, che ha una parola per tutti e sul tardi monta in disparte la piccolissima tenda sul prato ‘per dormire più vicino possibile alla terra’.

Cosa vorrà dire una così strana compagine, di persone diverse, per quattro giorni insieme lungo cammini di montagna, a cui si aggregano anche compagni per un giorno o per un tratto di percorso?

Intanto vorrà dire che c’è del bello nel nostro territorio e vale la pena che ce ne accorgiamo.

Vorrà dire che sono tanti, diversi, i percorsi personali e le ragioni private che possono portare a star bene nei luoghi della natura. Che possiamo viverli da vicino questi luoghi e provare a frequentarli così, camminando e accogliendo l’invito a buoni pensieri che viene dal paesaggio, dagli spazi di cielo e di verde che ancora non abbiamo perso. Che possiamo, cammin facendo, anche ascoltare, conoscere e magari raccontare chi siamo, scambiare storie, riflessioni, progetti…

Ormai è passata da un bel po’ la mezzanotte anche in vetta. Un nuovo giorno aspetta al risveglio i viaggiatori delle Grigne, verso la prossima meta.

 

Qui alcune immagini della giornata del 10 tra il Rifugio Riva sopra Primaluna e San Calimero sopra Pasturo.

Clicca sull’immagine per vedere il video di Martin Mayes che suona il corno

Cristina

 

Oltre a Cristina Melazzi e Graziano Morganti, che hanno accompagnato il Gruppo per un buon tratto e ce lo hanno raccontato e documentato con alcune immagini, anche Giorgio Toneatto e Carlo Viganò, hanno avuto un “incontro ravvicinato” nella prima tappa del percorso presso il Rifugio Pialeral. Giorgio ha ovviamente fotografato alcuni protagonisti di questo viaggio che si sono volentieri “messi in posa” per il nostro sito (sotto le immagini, nelle didascalie, i nomi dei protagonisti del viaggio sulle Grigne ViaggioGrigne-30).

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