Oggi pomeriggio, dalla località Ravanaro a Monte Marenzo, alcuni cittadini residenti nella zona hanno segnalato al Comune un consistente smottamento franoso a ridosso del torrente Carpine, nella stessa zona che nel 1994 trascinò a valle il depuratore comunale.

Non è certo quando l’evento franoso si è verificato, se stamattina, nella notte, o durante il fine settimana. I proprietari non avevano notato nulla almeno fino a giovedì visto che la zona era recintata per il pascolo di alcuni asini. La frana ha trascinato a valle, verso la cascata del torrente, parte della recinzione ed alcuni alberi che erano sulla sommità del dirupo.

Sul posto si sono immediatamente recati il Sindaco, Paola Colombo, il vicesindaco Roberto Milani, il Tecnico Comunale Geom. Giancarlo Frigerio e, chiamato dagli amministratori, il geologo Dott. Luigi Corna.

Il geologo si è anche portato sul corpo della frana (accompagnato da un cittadino residente) e ha accertato la natura e la consistenza della frana che si estende per qualche decina di metri. Molte rocce sono ora a vista e si sono spezzate nella caduta. Una delle cause del distacco potrebbe essere le abbondanti precipitazioni di questi mesi. Questi smottamenti, secondo il Geologo, sono dovuti alla roccia friabile.

Giusto un mese fa, Angelo Gandolfi, sul nostro sito, in un post dal titolo “Cosa insegna Refrontolo a Monte Marenzo” (http://www.unpaeseperstarbene.it/2014/cosa-insegna-refrontolo-a-monte-marenzo/) a proposito della frana di Ravanaro scriveva: “per la frana di Ravanaro ancora attiva il comune di Monte Marenzo, nonostante gli studi e le continue richieste di aiuto lanciate in ogni direzione (Regione, Provincia, Comunità Montana, comune di Calolziocorte, ecc.), non hanno avuto alcuna risposta concreta.

Eppure, come si legge nelle relazioni del geologo dottor Corna, e pubblicate anche sul nostro sito (http://www.unpaeseperstarbene.it/2013/la-frana-di-ravanaro-nellaggiornamento-del-piano-di-protezione-civile/ ), la situazione che si potrebbe determinare sarebbe alquanto rischiosa e in tempi molto inferiori alle ere geologiche. In sostanza, dal versante a suo tempo interessato della frana che travolse il depuratore, si staccherebbe e scivolerebbe a valle un nuovo fronte di alcune migliaia di metri cubi di terra e rocce ostruendo l’alveo del torrente Carpine creando un invaso assai pericoloso per le aree sottostanti del territorio di Calolziocorte.”

Per fortuna la frana, in questo caso, non ha ostruito l’alveo del torrente, ma ovviamente la situazione deve essere monitorata.

Preoccupazione da parte dei cittadini residenti e degli Amministratori che hanno dato subito mandato ai tecnici di fare i rilievi del caso e di stendere una relazione per le valutazioni conseguenti.

Il Comune provvederà a mettere in sicurezza l’area. Si è inoltre ritenuto importante interessare immediatamente gli altri due Comuni interessati (Calolziocorte e Torre de’ Busi) e la Regione.

(foto della redazione di UPper sul posto –  www.unpaeseperstarbene.it)

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