La Gàgiöla, il Subbiòt, l’Ocanèl, dove sono finiti? La Paerana, l’Aletù, la Guina, che ne è stato di loro?

Meno di mezzo secolo fa questi uccelli si potevano vedere a Monte Marenzo nelle siepi di Pruàda, nei campi aperti di Costa, lungo il Bisone e il Premagió, nei boschi di Campiòsc, mentre ora sono definitivamente, o quasi, scomparsi; almeno qui da noi.

Le ragioni sono molteplici e note. La responsabilità principale è stata nella intensa urbanizzazione e la conseguente scomparsa del loro habitat fatto di aree coltivate a seminativi, di filari di viti, di frutteti, dello straordinario santuario ecologico rappresentato dalle siepi e dai boschi.

Con questo post vogliamo dar vita ad una breve rassegna di questi “cari estinti” e, per rendere meno avvilente l’inventario, in coda dare notizia anche di alcune specie immigrate di recente.

Come in ogni lavoro svolto con serietà ma con metodo empirico, potrebbero esserci omissioni e imprecisioni, certamente non volute. In tal caso invitiamo chi ne sa più di noi a commentare e precisare sul nostro sito.

Di ogni esemplare riportiamo, oltre al nome scientifico e la denominazione italiana, anche la definizione nel bergamasco parlato della Valle San Martino, l’unica ad essere usata a livello popolare al tempo della presenza nel nostro territorio di questi uccelli.

Ringrazio Mario Colombo e Giovanni Aondi per la loro consulenza, preziosa per il fatto di aver da ragazzi esplorato la natura di Monte Marenzo in lungo e in largo, ed oggi, di saper guardare ancora con occhio attento i nostri prati e boschi.

NOME BERGAMASCO

Paerana

NOME ITALIANO

Zigolo giallo

NOME SCIENTIFICO

Emberiza citrinella

CARATTERSTICHE

Lungo circa 16 centimetri per un peso attorno ai 30 grammi, lo Zigolo giallo è caratterizzato dal colore giallo vivo della testa e dell’addome, oltre che dal peculiare tono ruggine del dorso. Vive in ambienti semi aperti, parzialmente coperti da alberi e siepi, frequenta i seminativi cespugliosi e i margini dei boschi, ma pratica anche i campi coltivati, soprattutto durante l’inverno.

zigolo_giiallo

 

 

One comment

Cari estinti. 1 – La Paerana

  1. Complimenti ad Angelo per la bella e interessante iniziativa!
    Che bello vedere foto dei nostri uccelli sulle pagine di upper!

    Mi permetto di intervenire perchè per passione e professione mi dedico proprio allo studio degli uccelli
    e di come cambi il loro comportamento e la loro distribuzione nel corso degli anni. Essendo anche cittadino di Monte Marenzo, mi trovo spesso a discutere con chi si interssa di uccelli in paese, spesso però guardandoli in ottica culinaria più che naturalistica, e volevo approfittare per lasciare un pensiero in proposito.

    Tutte le evidenze scientifiche confermano quello che dice Angelo: una grandissima parte delle specie di uccelli europee si sta lentamente estinguendo. E questa estinzione sta avvenendo a un tasso drammatico: alcuni uccelli come l’Ortolano Emberiza ortulana, parente stretto dello Zigolo giallo di qui sopra, è stimato in crollo dell’85% negli ultimi anni. Per parlare di Monte Marenzo, io stesso ho avuto modo di veder estinguere tra il 2005 e il 2010 le poche coppie di saltimpalo e di quaglia che nidificavano nei prati di Pomino ma negli ultimi anni non si sono più fatte vedere. Allo stesso modo l’Averla piccola, che nidificava fino a pochi anni fa nella zona di Spaiano è ormai sparita.

    Le principali cause identificate dagli scienziati per spiegare questo crollo nelle popolazioni sono 4:
    – riduzione degli habitat naturali idonei alla nidificazione (anche cambiare tipo di coltivazione è sufficiente a far sparire alcune specie!),
    – caccia illegale
    – competizione con specie esotiche
    – cambiamenti climatici

    Sul primo di questi problemi è davvero difficile intervenire: complicate politiche di decrescita felice e green-economy potrebbero portare nel corso di qualche decennio a un miglioramento a scala continentale, ma non sembra purtroppo che il mondo vada verso un periodo di pace e prosperità in cui ci si preoccuperà di questi problemi.
    Sul secondo problema: una recentissima indagine di BirdLife international, l’ente Europeo per la protezione degli uccelli, dichiara ufficialmente che in italia abbiamo il più alto numero sia assoluto sia pro capite di uccelli uccisi illegalmente. Si stimano 5,6 milioni uccisi ogni anno, 19 uccelli illegalmente uccisi per ogni chilometro quadrato di territorio. Per fare un confronto, in Francia, un territorio grande il doppio e più popolato, se ne uccidono “solo” 500 mila ogni anno (gli Ortolani in particolare sono una delicatessen pagatissima in Francia).
    Attenzione che stiamo parlando solo di uccelli uccisi illegalmente, non si considerano i milioni uccisi invece a norma di legge, e contiamo che la Lombardia ha le leggi più permissive di Europa in tal senso!!

    Insomma, non possiamo nasconderci dietro ciò che è colpa di tutti e quindi alla fine di nessuno, come succede se si parla di urbanizzazione o cambiamenti climatici. L’estizione degli uccelli è anche colpa nostra o meglio loro, di quelli che ancora nel 2015 e nella regione più permissiva d’Europa si ostinano a cacciare fuorilegge numeri enormi di piccoli uccelli. In tempo di guerra si capisce, la necessità e la fame giustificano (quasi) tutto, ma oggi…

    Per finire volevo invece commentare che sono giorni ottimi quelli a cavallo tra Agosto e Settembre per veder mangiare qualche Beccafico anche a Monte Marenzo, a me è capitato settimana scorsa qui in giardino. Stanno infatti migrando in questi giorni dal Nord Europa fino all’Africa centrale e passano da noi per fare rifornimento energetico. Almeno di questi, ce ne sono meno di un tempo ma ancora parecchi se ne possono vedere, forse perchè nidificano soprattutto nel grande Nord, dove i predatori a due zampe non arrivano nè con le case nè con il fucile.

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