Il brutto tempo di sabato non sembrava proprio un buon auspicio, invece la ‘domenica dell’affresco’ ha accolto benevolmente fin dal mattino i visitatori alla chiesetta e, nel pomeriggio, bambini e famiglie che volevano cimentarsi, all’ombra dei castagni, con sabbia, grassello e colori.

Molto suggestivo, ma certo non semplicissimo, allestire sull’altura di Sta Margherita un piccolo laboratorio per sperimentare la tecnica base dell’affresco: ma Cinzia Mauri, esperta restauratrice, come altre volte ha provveduto a predisporre (grazie anche al supporto di Biblioteca, UPper e dell’Altra Via) tavoli, materiali, acqua, attrezzi, pennelli, mentre la jeep di Graziano, carica del tutto, si è inerpicata fino alle falde del Monte.

Per l’ultimo tratto di trasporto a mano, si sono aggiunti come aiutanti anche i primi visitatori e così ci è venuto da immaginare i passi di quel Maestro frescante che, in solitudine o con qualche aiutante, doveva essere salito, secoli fa, su quella stessa altura, con la sua sacca di attrezzi, disegni, pennelli e altro ancora sulle spalle.

A proposito, qualcuno ha scritto un bel libro, poco conosciuto, sulla storia di quel Maestro…

Cinzia ha accompagnato un primo gruppetto, illustrando sia le Storie di Sta Margherita, così come il frescante dei primi ‘400 le ha dipinte sulle pareti dell’oratorio, sia il tracciato archeologico del recinto e della torre di quello che gli studiosi hanno ormai identificato come il Castrum di Cantagudo, ricordato in documenti del 1287 e del 1392.

Anche questa volta è però con rammarico ed imbarazzo che rileviamo, con i visitatori, la bruttura (e il pericolo) dei pannelli del percorso esterno, da tempo divelti e rovinati da ignoti ‘passanti’, così come la scarsa funzionalità della casetta-accoglienza.

Peccato, perché il sito è tra l’altro una tappa dell’Ecomuseo Val San Martino, oltre che un vanto per Comune e Parrocchia: sappiamo le difficoltà del caso, ma ci permettiamo un promemoria al riguardo.

Qualcuno, sul far del mezzogiorno, aperti gli zaini, si è goduto un panino e una bibita… tra storia e natura, riprendendo quindi la strada di casa. Tra loro, fa piacere segnalare un signore venuto da Mandello del Lario, che si è congedato lasciando a sua volta un invito a visitare, da lui guidati, la bella chiesina romanica di San Giorgio (lungo il Sentiero del Viandante), altrettanto preziosa per gli originali affreschi (che Cinzia stessa ben conosce per il suo lavoro di restauratrice!).

Il pomeriggio è dedicato al laboratorio: i partecipanti, in buon numero, sono per lo più bambini e ragazzi, qualcuno di Monte Marenzo, qualcuno dai paesi vicini, accompagnati dai genitori che a loro volta si mettono alla prova ai due tavoloni o incoraggiano i più timidi o scattano qualche foto. Qualcuno ha già provato a scuola, ma i più sono alla prima esperienza e non è facilissimo prender confidenza con una tecnica inconsueta, mentre la conduttrice cerca di seguire un po’ tutti e rispondere alle domande dei più grandi.

Passa anche Don Giuseppe e fa piacere scoprire tra i visitatori anche persone da fuori provincia (mi annoto qualcuno da Bernareggio…) che ha saputo dell’apertura della chiesina sul web.

Alla fine ciascuno porta con sé il proprio ‘mattone affrescato’ ed insieme, ci auguriamo, la piacevole sensazione di un pomeriggio con le mani tra i colori, proprio lì nei pressi della chiesina che custodisce tanti colori…

Una mamma di fuori, ospite della nostra Sindaca, mentre scende le scale di sasso dal monte, ancora ci ringrazia per la bella giornata, tenendo in mano il sacco viola dei rifiuti, da caricare con tutto il resto sulla jeep: perché tutto, naturalmente, deve scendere di nuovo a valle.

Grazie e Buon agosto, Santa Margherita, a presto.

Cristina 

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