“Ma allora a Casa Corazza o in Sala Civica?”.

“Piove, il Teatro si fa in Sala Civica.”

“E’ uscito il sole… cosa facciamo?”

Più o meno è andata così, oggi pomeriggio a Monte Marenzo. Lo spettacolo della rassegna teatrale “I luoghi dell’Adda” alla fine si è fatto nel cortile di Casa Corazza. Bravi gli organizzatori: la Biblioteca e l’Amministrazione e grazie all’ospitalità di AUSER che alla fine dello spettacolo ha offerto un ricco buffet agli spettatori.

Spettatori che hanno riempito il cortile ed hanno applaudito i “Racconti a briglia sciolta” proposti da Ortoteatro, la Compagnia nata quarant’anni fa in quel di Pordenone e che porta in giro gli spettacoli in tutta Italia.

Dire bravo all’attore in scena, Fabio Scaramucci, che è anche regista dello spettacolo, è dire poco. Ha saputo portarci, adulti e bambini, nel mondo delle fiabe della tradizione popolare. Ha coinvolto gli spettatori e soprattutto i bambini facendoli intervenire nella recitazione e nel canto.

E bravo Fabio Mazza (Fabietto), che ha sottolineato con la sua musica molti momenti della narrazione.

Lo spettacolo vuole riproporre l’antico modo di raccontare le storie, senza oggetti di scena: ti aspetti che dalle grandi casse che sono in scena compaia qualcosa… invece nulla. Il racconto è fatto di gesti, movimenti del corpo e espressioni del volto che accompagnano le parole e la bella voce di Fabio Scaramucci.

Ad accompagnare gli attori di Ortoteatro sono stati gli amici di Teatro Invito che ripropongono in Provincia di Lecco la 12^ edizione de “I luoghi dell’Adda” (a questo link l’intero programma http://www.unpaeseperstarbene.it/2016/i-luoghi-delladda-2016/ ) in luoghi e ambienti suggestivi di interesse culturale lungo il fiume Adda che, per l’occasione, diventano palcoscenici naturali.

E’ il caso di Casa Corazza, che racchiude, come un teatro, la platea degli spettatori che ascoltano e immaginano il magico cavallo del Principe, il galletto e il suo padrone e tutti gli altri protagonisti di fantastiche storie. E alla fine… applaudono.

(La galleria fotografica è a cura di Adriano Barachetti)

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