Tutta la comunità di Monte Marenzo si è ieri stretta intorno a don Giuseppe nel giorno in cui ricorreva, esattamente,  il 40° anniversario del suo sacerdozio.

La navata della chiesa parrocchiale stracolma. Seduti in prima fila i suoi quattro fratelli con  altri famigliari. Da varie comunità parrocchiali della bergamasca sono giunti amici che hanno incrociato il cammino pastorale di don Giuseppe prima che approdasse a Monte Marenzo.

Il coro parrocchiale, particolarmente ispirato e bravo, ha accompagnato la Messa mentre tra i presenti si coglieva l’attesa dell’omelia, delle parole che avrebbe rivolto ai fedeli riuniti in questa occasione speciale. Il cuore della riflessione è stata la presenza misteriosa, impalpabile e potente dello Spirito Santo, che pervade l’esistenza di ognuno di noi, anche di quanti non lo avvertono, non lo conoscono. Nel mio cammino, ha tra l’altro confessato don Giuseppe, ha incontrato situazioni umane di profonda sofferenza ed ho potuto reggere solo per questo alito che ha dato forza e senso alla mia esperienza sacerdotale. Ed ha invitato, di fronte ai drammi che segnano il nostro tempo (migrazioni, guerre, povertà, per citarne alcuni) e scuotono le nostre coscienze, a lasciarci condurre dalla presenza dello Spirito Santo, a non cedere al pessimismo e all’indifferenza, ma condividere e aiutare l’altro con uno spirito di letizia.

Al termine della cerimonia, sul sagrato, il sindaco Paola Colombo ha portato gli auguri di tutta la comunità di Monte Marenzo, mentre venivano liberati in volo dei colombi.

Molti si sono trattenuti nel salone dell’oratorio, dove, come è consuetudine, i volontari hanno allestito un lauto e squisito pranzo. Anzi, è proprio doveroso ringraziare i tanti volontari della parrocchia che hanno organizzato tutti gli aspetti dell’evento.

Prima del taglio della torta, precisamente delle torte, le associazioni di Monte Marenzo hanno donato a don Giuseppe una splendida icona realizzata dal maestro Tironi, accompagnata dal seguente messaggio letto da Sergio Vaccaro.

don_giuseppe_upperNel pomeriggio la festa è continuata con l’animazione curata dal gruppo l’AEPER “La Strada” invitato dall’Oratorio. Sorpresa finale. Due giovani giovani postini in bicicletta e con le borse di ordinanza, in omaggio al primo lavoro svolto da don Giuseppe ( la sua famiglia ha una lunga tradizioni di portalettere a Villa d’Adda), hanno recapitato a don Giuseppe decine di messaggi augurali dai componenti della comunità di Monte Marenzo.

Il testo della lettera letta dalle Associazioni di Monte Marenzo:

Monte Marenzo, 11 giugno 2017

 

Ciao don Giuseppe,

ti diamo del tu, come ci hai invitato a fare, come si dà agli amici e alle persone familiari, perché da molti anni sei entrato nelle nostre famiglie.

Lo hai fatto quando sei arrivato a Monte Marenzo, nove anni fa. Sei passato da tutte le case, non per dare la benedizione come ci aspettavamo, ma proprio per conoscerci uno ad uno, come un pastore che conosce uno ad uno i componenti del suo gregge. E hai chiesto di condividere un pranzo od una cena, proprio come si fa in una vera famiglia.

Da allora abbiamo imparato a conoscerti e ad apprezzarti. Ti abbiamo ascoltato e ci hai fatto riflettere con le tue appassionate omelie durante le Celebrazioni dell’Eucaristia, ti abbiamo visto e ci sei stato vicino nei momenti del dolore e in quelli della gioia. Sei stato uguale con ciascuno di noi, anche con chi non è credente o cristiano. Ci hai dato conforto e consiglio, sappiamo che nel bisogno tu ci sei.

Non è essere famiglia questo? Non è essere Comunità?

E hai svolto il tuo ruolo di custode del Vangelo. Hai rafforzato la nostra fede e ci hai sempre detto che la cosa più importante è la carità.

Oggi festeggiamo insieme a te i tuoi quarant’anni di sacerdozio.

Ti immaginiamo ragazzo, nella tua famiglia, a meditare quella scelta. Quanti anni sono passati? Magari ci pensavi andando in bicicletta. Non eri Gimondi (e tu sei più giovane) e le strade non erano quelle di Sedrina ma della tua Villa D’Adda. E a quell’età magari è difficile fare questo passo. Ma forse la vocazione tiene meno conto delle difficoltà e fa invece maggiormente desiderare la ricchezza e la pienezza della vita di un sacerdote.

Allora sei andato in seminario, hai studiato, hai ricevuto l’Ordinazione e da allora non ti sei più fermato. Hai avuto altre parrocchie prima di questa, hai continuato a studiare e sei Dottore in Liturgia, hai voluto condividere alcune esperienze in Missione. E non hai abbandonato la tua passione per la bicicletta…

“Ecco, passa Don Giuseppe”. Così ci diciamo quando ti vediamo. Chi viene da fuori ci guarda e rimane stupito. “Un prete?”. Già, un sacerdote. Tu non mostri di esserlo nell’abito, ma lo sei nel profondo dell’animo.

iconaSapendo della tua passione per la bellezza e per l’arte abbiamo pensato a questa Icona che raffigura la Trasfigurazione di Gesù, opera del Maestro Emiliano Tironi: Gesù si mostra ai discepoli con uno straordinario splendore sul Monte Tabor.

E il Monte Tabor, si sa, metro più, metro meno, è alto come il nostro Monte di Santa Margherita…

Allora auguri don Giuseppe e grazie.

 

Le Associazioni Di Monte Marenzo

Andech, AIDO, Auser, Alpini, Biblioteca, Cacciatori, Gruppo Mamme, Polisportiva, UILDM, UPper

 

Galleria fotografica di Ennio Intiso che ringraziamo.

One comment

40° di Sacerdozio di Don Giuseppe

  1. Un grazie immenso come l’orizzonte a tutta la comunità di Monte e ad ogni persona che si è messa in gioco per la festa di domenica scorsa. Riconoscente e meravigliato positivamente per tutte le associazioni che, unite, mi hanno regalato la pregevole “icona” della trasfigurazione. Ciò che costruisce una comunità sono la collaborazione e l’apertura verso “l’altro”. Camminiamo sempre insieme su questa strada.
    don Giuseppe

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