I migranti sono centinaia di migliaia. Quanti? Che importa. Quello che importa sono le storie di ciascuno e ciascuna di loro.

Tra migliaia di storie di migranti Elisa ha scelto quella di Titti Tazrar, una ragazza di 27 anni. Avevamo letto di lei in un articolo di Ezio Mauro su Repubblica il 26 agosto 2009. Titti era l’unica donna di cinque sopravvissuti eritrei a una delle tante tragedie del mar Mediterraneo e che ha visto morire accanto a sé 73 compagni di viaggio.

Sono passati otto anni, ma Elisa quel fatto se lo ricorda bene. Me ne aveva parlato un paio d’anni fa. Voleva mettere in scena quella storia, colpita da quell’odissea in mare durata 21 giorni e 21 notti.

Poi Elisa trova la complicità e la sensibilità di Lele e della sua chitarra. Assieme costruiscono lo spettacolo e invitano un po’ di amici alla prima “prova aperta”. Chi ha potuto assistervi ha potuto assistere ad una rappresentazione coinvolgente e dal forte impatto emotivo.

Una scenografia fatta di pochi elementi: un barile di petrolio, un articolo di giornale appiccicato sopra, due pneumatici, carta disseminata in terra… Le luci sui due protagonisti sono i riflessi blu di quel mare che Titti sta attraversando.

Elisa legge il testo con la consueta maestria sapiente che calca un passaggio o appena lo sussurra. Lele l’accompagna con straordinarie musiche composte per lo spettacolo: ci fa ascoltare il rumore del mare e le armonie crescono fino all’assolo finale.

Una grande prova di interpreti per entrambi. Una storia che ci fa riflettere sulla politica dei respingimenti e la realtà dei migranti.

Elisa e Lele vogliono portare questo “teatro civile” nei circoli, nelle scuole, negli oratori nei luoghi di cultura. Pensiamo che questo spettacolo meriti di essere visto ed ascoltato da molti.

Lo spettacolo si può mettere in scena ovunque, anche in un giardino! Per creare dibattiti, o raccolte fondi…

Chi fosse interessato può inviare una mail a: lametamorfosi.counseling@gmail.com

20046673_10212025406782735_3855572688904054530_n19989805_10212029350641329_240271100356042564_n

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.