Nonostante il freddo e la neve, in tantissimi hanno affollato il cineteatro parrocchiale di Carenno ieri pomeriggio. In programma la prima del nostro film “Un sentiero per tutti”.

“Nostro” perché la nostra Associazione UPper Monte Marenzo ha contribuito in modo essenziale a realizzarlo. Innanzitutto con la firma del soggetto e della sceneggiatura di Angelo Gandolfi e Sergio Vaccaro e poi perché intorno a questo progetto, prodotto insieme all’Associazione Lo Specchio, siamo riusciti a coinvolgere tante persone che ci hanno dato una mano.

Quando Alberto Nava, presidente dello Specchio, ci ha sollecitato a pensare ad un video sul sentiero ad utenza ampliata del Pertus, che ha la particolarità che tutti lo possono percorrere, dal camminatore esperto a chi si sposta con le ruote (disabile o bimbo nel passeggino) e i non vedenti, ci siamo messi al lavoro su una bozza di soggetto scritto di getto. Poi, a quattro mani, abbiamo modellato la sceneggiatura che è stata modificata più volte nel corso delle riprese, per inserire nel film alcuni aspetti che ci sono parsi importanti.

Così, l’idea iniziale del buio e delle sole voci di Alberto e Uber (il protagonista ipovedente della prima scena del film), si è frammentata con l’esigenza di vedere i due interpreti nel caos cittadino di Bergamo e poi finalmente nella pace e nella natura del sentiero.

E la musica iniziale? Abbiamo pensato che quella più adatta potesse essere “Rumba verso il buco”, un pezzo del Maestro Ezio Bosso, il compositore disabile autore della colonna sonora di “Io non ho paura”. Che fare? Beh, scriviamo all’Autore! Ci risponde gentilmente che la musica ormai appartiene ai tre Produttori del film. Che facciamo? Scriviamo ai Produttori! Poi un bel giorno arriva dalla Florida una telefonata e poi una mail di Giovanni Arcadu, in rappresentanza della San Isidro Edizioni Musicali Srl e Radiocattleya Srl. Finalmente possiamo utilizzare la musica!

Il lavoro si è svolto principalmente la scorsa estate. Fondamentale è stato l’apporto degli operatori di ripresa. Innanzitutto del fedelissimo Giorgio Toneatto (che non finiremo mai di ringraziare, anche se ci fa pagare i suoi servigi con i suoi “pacati” rimbrotti!), affiancato da due giovani: Chiara Burini (che ha già collaborato con noi in altri progetti video) e un ragazzo di 14 anni, Lorenzo Botti. A lui dobbiamo il fatto di non essere incorsi nell’errore di usare colori nei titoli che non possano essere visti da chi è affetto dal problema del daltonismo… Tanto per dire che è stato una bella risorsa, anche se “casinaro” e che però ha fortemente voluto mettersi in carrozzina per girare la scena finale del film.

Il lavoro di montaggio, vista la complessità del girato e delle tante ore di ripresa, doveva a quel punto essere affidato ad un professionista. E proprio sul nostro sentiero, la scorsa estate, facciamo la conoscenza di Carlo Limonta, videomaker con alle spalle un grande lavoro pluripremiato di film di viaggi e di montagne. E’ lì per documentare la 5^ edizione di “In viaggio sulle Orobie”, organizzato dalla Rivista Orobie, con i viaggiatori che hanno percorso in tre giorni un trekking per riscoprire e far conoscere la Dorsale Orobica Lecchese (DOL). Carlo si mette subito a disposizione e fa un grandissimo lavoro di montaggio. Carlo ci dona alcune riprese girate con il drone e prende la videocamera per girare alcune scene mancanti ma fondamentali. E’ lui ad avere l’idea finale del film, a dirigerci con Uber che conta i passi per fermarsi al posto giusto sul sentiero. E’ Carlo che manda un messaggio nottetempo a Sergio ed Angelo per farci vestire come in una scena girata nell’inverno di quattro anni prima in una “prova” fatta da Giorgio Toneatto (e noi due a cercare l’abbigliamento per proseguire la scena il giorno dopo al Pertus).

Insomma potremmo raccontare decine di episodi che abbiamo vissuto durante le riprese e in post produzione. Ma vogliamo qui ringraziare veramente tutti coloro che appaiono nel video, sia come “Protagonisti”, sia come “Comparse”, e tutte le persone e le Istituzioni che, in vario modo, hanno contribuito alla realizzazione del film. Impossibile citarli tutti (nei titoli di coda l’elenco è lunghissimo).

Ieri Alberto Nava (anche lui fondamentale produttore esecutivo del film insieme agli amici dello Specchio), durante la presentazione a Carenno, ha voluto citare giustamente chi ha contribuito economicamente alla produzione del film.

Innanzitutto la Chiesa Evangelica Valdese che, come ha spiegato ieri un suo rappresentante presente alla prima proiezione, ha finanziato il progetto che vede capofila il CAI di Bergamo che porta sul sentiero decine di persone diversamente abili durante tutto l’arco dell’anno. Per la Chiesa valdese questo è uno dei 705 progetti finanziati lo scorso anno con il contributo dell’8 per mille.

Poi gli altri sponsor: l’Associazione Lo Specchio, l’Associazione di volontariato Talità Kum e Roberto Castelli, Maria Luisa Guerini, Matteo Bolis e Elena Mandelli (questi ultimi si sono inventati la produzione di una maglietta da Runners, il cui ricavato della vendita è stata destinato al nostro film. Anche a loro grazie).

Il Sindaco di Carenno, Luca Pigazzini, ha voluto sottolineare l’importanza di questo progetto di promozione del percorso. Sentiero realizzato dalla Comunità Montana Valle San Martino.

Poi la visione del film, accolto al termine con un lungo applauso e tanti sono stati i giudizi positivi che abbiamo raccolto. Addirittura giudicato commovente da alcuni abitanti di Carenno o da altri amici che ci hanno fatto i complimenti. Li giriamo a tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questo film. Grazie a tutti e grazie a tutti gli spettatori della “prima”.

Angelo e Sergio

(Le foto di ieri a Carenno sono di Giorgio Toneatto).

 

2 Commenti

Successo a Carenno alla prima del film “Un sentiero per tutti”

  1. Segnaliamo anche che, nei giorni precedenti la “prima”, abbiamo raccontato sequenza per sequenza il film a
    due protagonisti del film, il campione di sci nautico Uber Riva, ipovedente, e Giuseppe (Pilly) Cossa dello storico Gruppo del “Biglietto per l’Inferno”, non vedente, per poterli rendere partecipi del film finito.
    Entrambi sono stati entusiasti del nostro racconto. Anche questa è una piccola/grande soddisfazione del lavoro che abbiamo fatto.

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