Un altro sogno, tra le nostre mani (28° 24’ 37’’ N – 13° 59’ 37’’ O)

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1 Response

  1. Cristina Melazzi scrive:

    (….) “Smarrito al cospetto delle sfide che il futuro gli lancia, l’uomo è tentato di lasciare che il ‘destino’ scelga per lui. Sovrappopolazione, carestie, guerre (…)
    Eppure, il futuro del pianeta non è già stabilito. Al contrario, (…) più che mai l’avvenire chiama all’azione, con il rischio, altrimenti, che si imponga al mondo il peggiore dei futuri possibili. (…) Per quanto tangibili risultino già queste ipoteche poste sul futuro, nulla condanna l’umanità al declino o alla perdizione.
    Senza ignorare i rischi che gravano sul pianeta (…), l’avvenire si presenta come un’opportunità da cogliere, un invito ad assumere i mutamenti necessari e, forse, salvifici.
    La prospettiva non è necessariamente l’apocalisse, ma piuttosto una rivoluzione della civiltà, la cui gestazione assume i tratti delle crisi economiche ed ecologiche. Tuttavia, perché possa venire alla luce un futuro di migliore benessere, queste crisi esigono ancora che siano messi in gioco, insieme, consapevolezza, umanesimo e voglia di avvenire. (…)

    Tratto da:
    “Atlante dei futuri del mondo. Migrazioni, agricoltura, acqua, clima…”
    (Slow Food Ed., 2012),
    a cura di Virginie Raisson, ricercatrice-analista in relazioni internazionali, geopolitica e studi previsionali, negoziatrice sul campo in zone di conflitto.

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