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Il Sud del Nord Europa. Una corrispondenza dal Belgio di Beatrice Barachetti

beatriceDopo Alice dal Giappone, anche la sua amica “Sisma”, Beatrice Barachetti, ci manda una corrispondenza dal Belgio, dove studia. Gli amici Upper possono avere un osservatorio privilegiato sulle prossime elezioni in Belgio. Che c’entra con noi di Monte Marenzo? Non siate provinciali, siamo tutti cittadini d’Europa e i fatti del Belgio possono influire come è accaduto recentemente per la Grecia. Se poi molte cose possono risultare sconosciute ai lettori itailani (dato che di politica belga si sa poco in giro…), e se pensate che ci sia bisogno di chiarimenti chiedete a Beatrice: vi ragguaglierà.

Grazie comunque a Beatrice per la sua corrispondenza e buoni studi dagli amici Upper.

Il Sud del Nord Europa.

 Giugno 2010, tempo di elezioni. A seguito della caduta del governo federale lo scorso aprile, il Belgio (proprio tutto il Belgio, dato che il voto qui è un obbligo) si recherà alle urne il prossimo 13 giugno. La posta in palio, benché al di fuori di questo fazzoletto di terra se ne discuta poco, è altissima: questo Paese ha infatti bisogno di un leader che scongiuri la possibilità di ulteriore spaccatura tra la Comunità Francofona, vecchio traino dell’economia nazionale grazie alle sue miniere di carbone, e quella Fiamminga, oggi più ricca, produttiva, vivace e di lingua Neerlandese, e i cui nazionalisti invocano l’indipendenza con conseguente  abolizione della monarchia. Non solo: questo Paese ha bisogno di un leader che risolva per sempre le solite “questioni della lingua” che hanno provocato le ennesime dimissioni dell’ex premier Yves Leterme, un leader che sarà chiamato a presidiare l’Unione Europea il prossimo semestre, a festeggiare in pompa magna a fianco del re Alberto II i cinquant’anni di indipendenza del Congo, oltre che a difendere il Paese dalla crisi economica e dalla corruzione, che non è solo una moda mediterranea. Sarà forse per questo, oltre che per la sua babelica confusione, che Bruxelles viene chiamata “la porta del Sud”?! Insomma, il Belgio affronta una situazione delicatissima, in cui non può permettersi di cadere in una nuova crisi istituzionale e di governo come quella del 2007/2008, che Herman Van Rompuy aveva cercato di tamponare per preservare l’unità di questo Stato che nel ‘93 si è voluto federale.

Negli ultimi giorni i sondaggi chiaramente si susseguono frenetici, ma ricadono nel disinteresse generale per la loro scarsa attendibilità, viziati come sono dagli odi tra le due maggiori comunità, a loro volta alimentati dall’insofferenza della regione di Bruxelles Capitale, ossia una circoscrizione di cui fanno parte Bruxelles e una cinghia di paesi circostanti che votano partiti francofoni nonostante si trovino in territorio fiammingo, e su cui si gioca tutta la partita elettorale. Nella lista dei leader che paiono più gettonati, uno ha attirato in particolare la mia attenzione, Elio Di Rupo. Ecco. Non so se alla giuda di questo confuso e complesso Paese faccia più paura Vlaamse Belang, partito che siede con la nostrana Lega Nord al parlamento europeo, o un Italiano. Scherzi a parte, staremo a vedere.

Beatrice

4 pensieri su “Il Sud del Nord Europa. Una corrispondenza dal Belgio di Beatrice Barachetti”

  1. Grazie degli auguri, prima di tutto.
    E se siete interessati posso anche fare un piccolo aggiornamento postelettorale.
    Ciao!
    Beatrice

  2. Cara Beatrice, innanzitutto urge un brindisi per il tuo compleanno. Poi ti ringrazio di averci fornito un quadro preciso, sintetico e anche con un giusto sense of humor sulla situazione politica del Belgio.
    Solo apparentemente a noi può sembrare una realtà lontana e priva di paralleli con il nostro Paese. Invece il Belgio è ad un passaggio storico delicato perché, emblematicamente, presenta tutti gli elementi per una lettura della crisi degli stati nazionali e, di contro, l’emergere delle realtà regionali che tendono a definirsi come istituzioni politico-amministrative autonome. Dinamiche non necessariamente negative se portano ad una articolazione territoriale del potere statale, più vicina ai cittadini e capace di promuovere la massima partecipazione al governo del Paese. Terribilmente carica di rischi e di pericoli se mira a sfarinare la nazione in più regioni-stato in conflitto tra di loro. Un salto indietro per l’Europa di oltre due secoli. In Italia, dove ormai si afferma di tutto, compreso il suo contrario, e dove le contraddizioni e il caos sono diventati forme di governo c’è chi mira, come la Lega e parte del PdL, a disarticolare lo stato nazionale. Non tanto per i nobili principi dell’autonomia federalista della nazione nella cooperazione e nella democrazia, ma molto più prosaicamente per spolpare fino all’ultimo lembo di carne il nostro povero Paese, e lasciare che si regga solo sullo scheletro delle Alpi e degli Appennini. Ovviamente non ci riusciranno perché noi glielo impediremo.
    Ciao e alla prossima. Angelo

  3. Nella fretta di pubblicare mi son dimenticato di fare gli auguri a Beatrice da parte degli amici Upper (come si festeggiano gli anni in Belgio? Torta e spumante oppure Gaufres (waffel), Speculoos, Gracht Brood, o Fromage Blanc cosparso di zucchero?
    Se senti la mancanza ti spediamo i cannoli siciliani!
    Auguri.

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