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Angelo Gandolfi tra “i nuovi mille”, gli italiani che fanno l’Italia

C’è una nuova iniziativa editoriale del giornale l’Unità (quello fondato da Antonio Gramsci per intenderci).

L’abbiamo conosciuta durante la trasmissione televisiva di Fabio Fazio, “Che tempo che fa”, nell’intervista fatta alla sua Direttrice, Concita De Gregorio.

L’Unità sta pubblicando le schede degli ITALIANI CHE FANNO L’ITALIA, nella famiglia, nell’impresa, nella ricerca, nella scuola, nella difesa del patrimonio storico, nelle nuove tecnologie, nello sport, nella produzione di cultura e di memoria.

SPESSO CAMMINANO CONTRO VENTO e devono combattere con uno Stato che non funziona o contro la criminalità organizzata. Ma sono storie di successo, anche quando si tratta di battaglie ancora non vinte.

Ecco. E sull’Unità di oggi, a pagina 27, sotto il titolo “I nuovi mille. Il nostro Risorgimento, facce, storie, racconti, imprese di chi costruisce il Paese” c’è Angelo Gandolfi.

Anche se c’è un errore nella professione, la foto è proprio la sua. E deve avergli fatto piacere che il giornalista dell’Unità, ripercorrendo la sua storia, abbia poi titolato: “Angelo Gandolfi. Come Don Milani in Lombardia”.

L’accostamento al grande prete fondatore della Scuola di Barbiana, deriva dalla sua prima esperienza “civile” qui nel suo paese, a Monte Marenzo: quella della “scuola popolare” che molti anziani si ricordano e che rappresentò l’inizio di un impegno sociale, culturale e politico che dura tutt’ora.

Andatevi a prendere l’Unità quindi. Ed al “nostro direttore del sito” i complimenti della Redazione e di tutti gli amici di UPper.

(Ecco il link alla versione pdf on line dell’Unità http://www.unita.it/polopoly_fs/1.278290.1300814689!/menu/standard/file/22mille.PDF)

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9 pensieri su “Angelo Gandolfi tra “i nuovi mille”, gli italiani che fanno l’Italia”

  1. Mi aggiungo anche io ai complimenti a Angelo e a quella bellissima esperienza della scuola popolare alla quale credo che abbia partecipato anche mia mamma. Dovrò verificare.
    Conoscevo e ammiravo già Angelo e non avevo bisogno di conferme sulla qualità del suo impegno, ma devo dire che questo periodo in consiglio comunale ha anche rafforzato i miei pensieri.
    Credo che essere citato in una pezzo dal titolo “I nuovi mille. Il nostro Risorgimento, facce, storie, racconti, imprese di chi costruisce il Paese” ed essere affiancato a don Milani non possa che essere una grande soddisfazione e per Angelo rappresenta un meritatissimo riconoscimento: complimenti ancora!

  2. ma che bello, che stupore. Solo oggi dopo tanti giorni riesco a collegarmi al sito di Upper, vita da contadini di primavera permettendo, e scopro uno spaccato di vita di questo paese così coerente con i miei principi educativi di lontana insegnante milanese degli anni 70, quando la scuola era tanto importante.
    Ringrazio di cuore

  3. E’ vero. C’ero anch’io.
    E con me molti altri giovani che si sono prestati a far da docenti in quella straordinaria esperienza della scuola popolare di Monte Marenzo.
    Ognuno di loro aveva il compito di insegnare una materia.
    Io, appena diplomata maestra, cominciai proprio lì la mia prima esperienza di docente, che ancora oggi prosegue.
    Tra i miei compagni di avventura ricordo la mia compagna di studi Silvia e poi Chicchi, Beppo, mia cugina Emilia… Ce n’erano altri, ma non mi ricordo (d’altra parte sono passati quasi 40 anni!!).
    E naturalmente c’era Angelo, a guidare e ad animare quella splendida avventura che segnò l’inizio di un impegno sociale, culturale e politico in paese e nel territorio.
    Non ricordo tutti i nomi dei ragazzi che frequentarono quella scuola (ne ricordo solo alcuni di Monte Marenzo), ma ricordo benissimo che le lezioni si svolgevano nella grande aula a pianterreno, nel vecchio Municipio, situato proprio dove ora c’è la piazza.
    Era la vecchia aula scolastica nella quale io avevo frequentato la quinta elementare.
    Qui con i ragazzi della scuola popolare ci si ritrovava la sera, dopo il lavoro.
    Non si studiava sui libri, o meglio non solo sui libri. Molti materiali di studio venivano costruiti da noi stessi, poco alla volta.
    E quanta emozione quando accompagnammo quei ragazzi in una scuola nelle vicinanze di Bergamo a sostenere gli esami per il diploma di terza media: furono tutti promossi!

  4. La segnalazione sull’Unità, ripresa ampiamente dal quotidiano La Provincia di Lecco il giorno dopo, confesso mi hanno un po’ imbarazzato, oltre ovviamente a farmi piacere. Il mio disagio è dovuto soprattutto all’accostamento con don Lorenzo Milani, una straordinaria figura di uomo e educatore che ha segnato la mia visione su molti aspetti dell’esistenza. La scuola popolare di Monte Marenzo, messa in piedi con lo spirito e il metodo profuso da don Milani nella scuola di Barbiana, è dei primi anni ’70 e non fatico a considerarla la più bella esperienza che mi sia capitata. Tra i nostri docenti una giovanissima Daniela Cattaneo, ora nostra maestra elementare, e come studenti tanti ragazzi/operai di Monte Marenzo ed alcuni dei paesi vicini, dei quali taccio i nomi per non incorrere nel rischio di tralasciarne alcuni.
    Ringrazio quanti hanno commentato sul nostro sito con parole di apprezzamento e affetto, ringrazio amici che non sentivo da anni e che per l’occasione mi hanno telefonato e, infine, ringrazio chi continuando a restare nel anonimato ha segnalato ai giornali questa storia, magari esagerando un po’ sui meriti del sottoscritto.

  5. Ho appena letto l’articolo di Sergio e voglio complimentarmi anch’io, avevo sentito parlare di questa iniziativa scolastica, ma non sapevo esattamente cosa fosse nè che Angelo fosse tra i fondatori. Questo oltretutto fa onore anche al nostro paese.

  6. Bellissimo questo articolo a sorpresa che a pagina 27 de L’UNITA’ di oggi descrive i NUOVI MILLE – IL NOSTRO RISORGIMENTO.
    Fra questi il nostro caro ANGELO GANDOLFI, ricordato come don MILANI a MONTE MARENZO IN LOMBARDIA, da sempre in prima fila a dedicare il suo impegno politico e sociale per migliorare culturalmente il progresso della nostra società.
    L’articolo sull’UNITA’ descrive le sue doti e l’ingegno di usare il suo sapere per aiutarci a crescere.
    Grazie a chi lo cita in questo bellissimo articolo. Un riconoscimento doveroso.

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