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In viaggio negli States (foto e prime impressioni di Laura e Roberto)

Laura e Roberto, i creatori del sito di UPper, sono negli USA per lavoro (ovviamente nella Redmond di Microsoft), ed ogni tanto si ritagliano dei viaggi per scoprire e conoscere i territori vicini. Ci hanno inviato alcune foto da Seattle (le prime due) e di da Bellingham – Washington – a confine con il Canada (le altre due), che volentieri pubblichiamo.

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Cliccare sulle foto per aprire il grande formato.

 

Ecco alcuni stralci di e-mail che descrivono il primo impatto col Nuovo Mondo.

 

Seattle giornata da acqua alle ginocchia!

Dopo un avvio senza cartine e il navigatore che non capiva assolutamente dove ci trovavamo, alla fine abbiamo perfino trovato l’albergo. ‘Sti americani sono un po’ fissati! 20 mila controlli prima di entrare! Siamo in giro con un super suv Ford che per ogni accelerata consumerà 2 litri.

Ciao Robi.

 

Qui negli Stati Uniti tutto bene (cibo a parte ovviamente: a forza di sandwich a 10 piani di carne e salse sto cominciando a ripensare troppo spesso alla mia ultima cena italiana a base di polenta, brasato e un buon barbera).

Comunque non attacchiamo con le lamentele. Invio qualche scatto di Bellingham, la luce era meravigliosa così come la vedi nelle fotografie e avere finalmente una macchina e un obiettivo che sanno cogliere quello che vedo mi rende molto soddisfatta (seppure ampie carenze della fotografa vadano colmate).

Quindi ecco qua una selezione da Bellingham – Washington confine con il Canada. Le foto con un  pazzo in pantaloncini che ha attraversato il lago (che poi è una baia dell’oceano Pacifico) sulla tavola, a un certo punto non l’ho visto più, quindi credo abbia fatto un bel po’ di strada. E’ arrivato al porto in macchina, ha scaricato dal baule la tavola, l’ha messa in acqua ed è partito! così, come quando parcheggi, attraversi e vai a fare la spesa!

Non so se Roberto ti ha già accennato al fatto che questi americani sono abbastanza fuori (gente in pantaloncini e infradito se ne vede in continuazione), comunque molto amichevoli, solidali e colti (ci sono librerie ovunque, anche nei paesi più sperduti e oggi ho visto fuori da un centro commerciale un punto di raccolta di libri da donare ai poveri. “Book for charity”, una sorta di punto Caritas, ma di libri anziché di vestiti! In effetti perché non pensare che un povero potrebbe aver bisogno di un libro tanto quanto di un vestito?).

Se sei a piedi chiunque si ferma per farti attraversare ed è normale che il barista, il cameriere, il negoziante ,così come l’autista del bus ti salutino con un “buongiorno! come stai stamattina?” O “ciao, come va oggi?” All’inizio rimanevo perplessa (quando ordini un caffè non ti aspetti che il cameriere ti chieda come stai, se non l’hai mai visto prima! tantomeno l’autista del bus!) Magari chissà, sono così solo qui nello stato di Washington, in ogni caso sono lontani anni luce dagli individualisti “money, money, money!” che immaginavo.

Insomma, cibo a parte, quest’America mi stupisce. Non appena riprenderà il nostro tour, ti manderò altre foto (connessione permettendo!).

A presto, Laura.

Un pensiero su “In viaggio negli States (foto e prime impressioni di Laura e Roberto)”

  1. “Book for charity”!
    Grande l’idea di un punto Caritas con raccolta di libri per i poveri! Effettivamente perchè non ci abbiamo ancora pensato qui?
    Potremmo rilanciare l’idea anche in Italy, magari per riciclare i libri di Saviano e di altri autori che i politici della Lega hanno mandato al macero togliendoli dagli scaffali delle biblioteche pubbliche! (Vergogna! Solo ai tempi del fascismo e del nazismo e dell’Inquisizione si bruciavano e si mettevano all’indice i libri. E gli autori sono messi a tacere dove ci sono le dittature o mandati nei Gulag stalinisti).
    Negli States invece si pensa ai libri per i poveri come “cibo per la mente”. Quindi, ogni tanto, importiamo anche le buone idee, non solo i brutti modelli di omologazione culturale e consumistica.

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