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La storia del bucì e altri straordinari “Libri…di classe”

bucì_DSCN1875_webBambini emozionati ma preparati e precisi, orgogliosi e sorridenti, insieme alle loro insegnanti, hanno offerto lo scorso lunedì di fine maggio un pomeriggio speciale ai loro familiari ed al pubblico intervenuto per la mostra e la presentazione-spettacolo dei lavori realizzati nel corso dell’anno dalle classi 3^A e 3^B della Scuola Primaria ‘Abele Colombo’ di Monte Marenzo.

Davvero molto ricca l’esposizione, distribuita sui tavoli ed alle pareti di una Sala civica così trasformata ed animata da questo colorato allestimento a base, ebbene sì, di libri: librini, libretti e libroni di ogni tipo, dimensione e colore.

E cosa c’è di straordinario?

C’è che questi variegati libri sono tutti “fatti in casa”, o meglio “fatti a scuola” e “a mano”, creati dai bambini e con i bambini nel corso di quest’anno scolastico: pagina per pagina, pensiero per pensiero, parola per parola, disegno per disegno, fino ad una vera e propria stampa al torchio per i preziosi libretti dedicati all’acqua.

Dopo la bella cantata in coro dedicata ad un allegro topo di libreria, anche la scritta a grandi lettere ‘Evviva la lettura’ sullo sfondo del palco non sembra così scontata e seriosa…

Poi a gruppi i bambini spiegano, per ogni tavolo, il tema esposto e il percorso svolto, invitando a osservare e sfogliare i risultati del loro lavoro: un impegno che vede cimentarsi anche i bimbi di origine straniera.

Dai Diari di classe che raccolgono gli episodi salienti o curiosi o difficili vissuti dalla piccola comunità scolastica nell’anno, ai Libri delle Parole come dizionari personalizzati, ai minuscoli e animati libretti sui colori, alla raccolta delle lettere scambiate con un’altra scuola “amica di penna”, alle pagine sagomate  del libro-Foca per una particolare storia d’animali, ai poetici libriccini “in barca” dell’esperienza con i tipografi offerta dalla Biblioteca, fino al Gran Librone di un’intera classe ispirato alla Storia del bucì.

E quest’ultimo, scusate se è poco, se na va pure al Concorso Nazionale “L’Italia delle fiabe” per i 150 anni dell’Italia unita! Le insegnanti hanno infatti deciso di aderire all’invito del Ministero per un progetto didattico ispirato alla raccolta di Italo Calvino. Il progetto è stato sviluppato, con un percorso davvero originale e stimolante, particolarmente coinvolgente per i ragazzi, partendo da una favola in dialetto raccolta in paese, ormai anni fa, e pubblicata nel 2000 sul volume “Monte Marenzo tra storia, ambiente, immagini e memoria” (disponibile in Biblioteca).

Così il pomeriggio di lunedì scorso ha visto anche la partecipazione di un ospite un po’ speciale: il signor Tullio Colombo, che ha letto quella Storia del bucì che la sua mamma Maria, allora in veste di nonna, aveva raccontato al nipote Luca, e che avevamo raccolto al registratore proprio per il nostro libro sul paese.

Insomma questa fiaba continua il suo secolare viaggio tra generazioni: un plauso alle insegnanti Elena Morandi e Ilaria Bonaiti per aver pensato a ricreare con i loro alunni questo circolo virtuoso, e un augurio per il concorso (a cui mi permetto di aggiungere il mio tifo personale di raccoglitrice d’allora…)

Un plauso alle loro colleghe AnnaMaria Mangili e Marilena Manzoni, ai genitori che hanno attivamente collaborato e naturalmente ai bambini, che non dimenticheranno questa bella esperienza.

Non è mai tardi per ricominciare a dare il valore sociale che merita al ‘lavoro educativo’ svolto da scuola, famiglia e altri.

Ecco cosa ne dicono due giovani economiste italiane, Elena Sisti e Beatrice Costa, in un piccolo attualissimo libro, “Le donne reggono il mondo”: La New Economics Foundation, calcolando il contributo in “valore sociale” di alcune professioni, conclude che “un banker della City di Londra, per ogni sterlina che guadagna, distrugge 7 sterline di valore sociale, mentre le persone che si occupano dell’educazione dei bambini, per ogni sterlina guadagnata, generano 9,5 sterline di beneficio sociale” (p.16, ed.Altreconomia, 2010).

Cristina Melazzi

Un pensiero su “La storia del bucì e altri straordinari “Libri…di classe””

  1. Ero stata invitata dalle insegnanti, in qualità di Assessore all’Istruzione e alla Cultura, all’inaugurazione della mostra, purtroppo non avevo potuto parteciparvi per impegni lavorativi. Mi sono recata a visitarla durante uno dei giorni di apertura e ne sono rimasta molto colpita. Colpita dal lavoro certosino fatto in classe coi bambini; colpita dall’aspetto educativo di promozione alla lettura fatto diventando autori, illustratori e impaginatori; colpita dall’impegno e dalla creatività dei bambini; colpita dalla sintesi di cultura locale, curiosità, cultura italiana, cultura europea e antropologia che è racchiusa nel libro “La storia del bucì”.
    Coglierò al più presto l’occasione per complimentarmi con le insegnanti, i complimenti a molti dei bambini li ho già fatti. Intanto mi auguro che questa scuola di qualità fatta di esperienze contagi altre realtà, altre insegnanti, altre scuole
    Molte volte esperienze come queste non sono sufficentemente valorizzate, l’idea della mostra in sala civica aperta a tutti è stata molto bella, ma sarebbe bello allargare ancora di più l’esperienza alla popolazione con una lettura-racconto, in piazza o in una di quelle corti dove avveniva il tramandarsi a livello verbale della tradizione locale. Che cosa ne pensate?
    .

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