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Senza CRE che estate è? Continua la nostra inchiesta legata all’anno internazionale del volontariato.

Il Centro Ricreativo Estivo dell’oratorio è una realtà consolidata che si svolge ormai da 25 anni.

Il dato sorprendente ce lo dice Nadia, una delle cofondatrici del CRE nel 1985, iniziato per dare l’opportunità ai bimbi di fare i compiti delle vacanze insieme, e poi via via strutturato e organizzato per far passare due settimane di gioco, divertimento ma anche di preghiera ai bambini che lo hanno frequentato in questi 25 anni.

Il CRE di quest’anno ha come slogan “Battibaleno” con un sottotitolo: “Insegnaci a contare i nostri giorni, e giungeremo alla Sapienza del Cuore” (espressione tratta dal salmo 90).

E’ la dimensione del tempo a dare il contenuto a tutto il progetto. Per i ragazzi significherà imparare a dare valore ai diversi momenti della vita e scoprire che il tempo va innanzitutto “abitato” con tutte le proprie risorse e qualità. È così che il tempo sembra passi via velocemente – in un “battibaleno” appunto – proprio perché la voglia di fare e di esserci si trasforma in occasioni colte in pieno per agire bene, relazionarsi positivamente e diventare grandi.

Il tema, come ogni anno, è stato scelto dagli Oratori delle Diocesi Lombarde.

Ce lo dice Don Giuseppe, che incontriamo dopo l’intervista ai “volontari” del CRE, alcuni organizzatori, animatori ed arbitri che hanno accettato l’intervista del nostro Sito sul valore del volontariato, la nostra inchiesta che si propone di incontrare i tanti volontari delle associazioni di Monte Marenzo nell’anno  internazionale del volontariato.

Avevo chiesto a Nadia e Roberto di farmi incontrare qualche ragazzo e ragazza, qualche giovane leva e qualcuno che ritorna a fare l’animatore da qualche anno ormai.

Ci siamo incontrati sabato, sotto il campanile. Intorno al tavolo e sulle panchine di cemento arrivano alla spicciolata Federica, Erica, Clelia, Roberto, Mike, Martina e Flavio.

A tutti chiedo da quanto tempo fanno volontariato al CRE e quali sono le motivazioni che li hanno spinti a questo impegno estivo.

Federica ed Erica vengono da fuori paese (da Sala e da Torre de Busi) ed è il secondo anno che fanno le animatrici.

Federica è stata spinta a fare questa esperienza seguendo l’esempio della cugina di Monte Marenzo.

Entrambe trovano divertente lo stare insieme e così passano anche un po’ il tempo.

Clelia è al suo quinto CRE da animatrice. Aggiunge alle ragioni del suo impegno la possibilità di stare con gli amici e, ricordandosi la sua esperienza quando lo frequentava da piccola, pensa che sia importante fare divertire i bambini. Con uno slogan felice afferma : “Senza CRE che estate è?”.

Da cronista le rubiamo lo slogan per il titolo del nostro pezzo.

Anche Martina, che ha 9 anni di esperienza, condivide le ragioni di Clelia, sottolineando che il CRE è l’occasione per reicontrare gli amici che si sono persi di vista durante l’anno e le occasioni di divertimento non mancano.

Mike è quasi un veterano dopo 7 anni. Ha fatto tutta la trafila: prima ha frequentato il CRE da piccolo, poi è diventato animatore, poi arbitro ed ora è uno dei responsabili degli organizzatori eventi. Ogni anno mette in discussione la necessità di essere un volontario. Pensa che se mancassero i volontari i bambini non avrebbero la possibilità di vivere questa esperienza. E’ fermamente convinto che il CRE sia l’unica occasione che gli sia data per esprimere la propria creatività.

Roberto invece di CRE ne ha fatti ben 17 da animatore. La voglia è quella di migliorare ogni anno e, da qualche anno a questa parte, cercare di trasmettere ad altri ragazzi maggiori responsabilità, in modo che siano loro a portare avanti l’organizzazione del CRE in futuro per il necessario ricambio generazionale.

Il ricambio degli animatori, ci dice, è fisiologico. Alcuni si stancano, altri ragazzi diventano grandi e iniziano a lavorare. Comunque, oltre alla fatica di ogni anno, ha tanti bei ricordi di momenti passati con i compagni di avventura che sono diventati amici.

Al tavolo ora arriva Flavio, che è un ”esterno” (viene da Cisano). Dice che il CRE di Monte Marenzo è più libero rispetto ad altri CRE, che sono più formali. Qui è decisamente meglio e gli animatori danno persino una quota per partecipare (il costo dell’entrata in piscina).

I ragazzi mi spiegano a turno come lavorano e le differenze di ruolo tra animatori ed arbitri, la natura dei giochi (sempre quelli ogni anno ma con varianti).

Poi gli chiedo se ritengono importante il ruolo del volontariato in genere e se conoscono altre realtà di volontariato di Monte Marenzo.

Martina conosce la realtà del Gruppo Alpini (il papà è il Presidente Elio) e partecipa al gruppo polisportiva di Pallavolo.

Flavio ci segnala un Gruppo che lavora nel territorio, quello delle Guardie Ecologiche, un ruolo importante visto che si occupa di salvaguardia dell’ambiente.

Clelia ci ricorda la Biblioteca e l’Oratorio. Mike il Gruppo Missionario con il quale ha lavorato in “Oltre ogni confine”.

Federica ha aiutato nel Gruppo EquoSolidale di Calolzio ed è consapevole che con il lavoro del volontariato si possono aiutare altre persone.

Roberto fa l’animatore in altre strutture pubbliche per lavoro. Se altrove si “guarda l’orologio”, si aspetta di concludere la propria giornata di lavoro, qui a Monte Marenzo il discorso è diverso e più coinvolgente. Si diventa volontari a tempo pieno, non si contano le ore, si cerca di fare di tutto e di più per far bene le cose.

Interviene di nuovo Flavio, che dà valore al fatto di non essere pagati, anzi ciò è maggiormente apprezzato.

Mike è d’accordo: se ti pagano si perde il significato di quello che fai, smonti il motivo per cui sei qui.

Faccio notare ai ragazzi che, pur essendo in oratorio, (“un luogo per pregare o di divertimento?”, per citare un articolo di Mike apparso sul bollettino parrocchiale lo scorso dicembre), nessuno ha citato tra le motivazioni del proprio volontariato le ragioni della fede…

Roberto mi dice che, vista la sua esperienza personale, queste ragioni c’erano sicuramente quando iniziò il proprio impegno di animatore. Poi il ruolo di organizzatore ha preso il sopravvento, anche se quelle ragioni rimangono. E’ anche cambiato il concetto stesso di CRE in questi anni, molto più orientato sugli aspetti sociali ed educativi dello stare insieme.

Clelia conferma questa impostazione, cambiata negli ultimi anni.

Federica comunque ricorda che ogni giorno viene letto ad alta voce un pensiero scelto da Don Giuseppe su cui riflettere.

Mike ha trovato interessante il video ad episodi che viene proposto quest’anno in “Battibaleno”, che ha una “morale” su cui riflettere. Un esempio sono i ricordi belli del passato, ma poi bisogna guardare avanti.

Consigliereste la vostra esperienza di volontariato ai vostri amici?

Dipende, è la risposta di Mike, sicuramente qui, non credo altrove.

Nel salone vedo Giovanni e Francesco, genitori, anche loro qui a fare i volontari per la cena della sera. E Don Giuseppe e Nadia mi ricordano l’impegno delle mamme per i laboratori. Insomma i volontari son tanti (oltre ai 50 ragazzi animatori).

Chiedo di poter fare una foto ai ragazzi che ho intervistato. Nessuno vuole. Poi Nadia porta le magliette con il logo del CRE di quest’anno. Allora i ragazzi si mettono in posa sotto il campanile.

Eccoli, qui, prima e dopo la posa ufficiale (al centro).

Siete pronti per lo spettacolo finale? Nessuno ne vuole parlare. Poi ho saputo che è andato tutto bene. Attendiamo le foto.


4 pensieri su “Senza CRE che estate è? Continua la nostra inchiesta legata all’anno internazionale del volontariato.”

  1. ciao ragazzi, colgo l’occasione di questo spazio, a nome di tutti i genitori dei bambini che hanno partecipato al CRE 2011, per ringraziarvi per tutto quello che avete reso possibile anche quest’anno.GRAZIE
    Rocco

  2. Dovevi aspettartela la foto. In fondo siete venuti bene e spontanei 😛

    Comunque colgo l’occasione dell’articolo per ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno preso parte ieri come spettatori allo spettacolo ma anche agli attori per l’ottimo lavoro svolto.
    Al momento sono alla ricerca di qualcuno che abbia fatto delle foto in modo tale che possano essere qui condivise

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