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Volontari polisportiva. Seconda puntata

Seconda puntata dell’intervista ai Volontari della Polisportiva per la nostra inchiesta sulle Associazioni di Monte Marenzo nell’anno internazionale del volontariato.

(la prima puntata potete leggerla a questo link http://www.unpaeseperstarbene.it/2011/polisportiva-monte-marenzo-volontari-dal-1968-%E2%80%93-prima-puntata/).

Oggi è la volta di altre due discipline sportive: il calcio e il basket. E continua la nostra intervista itinerante tra i vari impianti sportivi.

 

Sono tanti i volontari della Polisportiva che si occupano di calcio. Tra i tanti abbiamo scelto di incontrare chi cura i più piccoli. Per farlo andiamo al campo di calcio il venerdì alle 16.00. Qui Renato e Nicolò Caroli e Andrea Brembilla stanno già predisponendo il campo per le attività dei bambini.

 

Renato Caroli

Chiedo a Renato da quanti anni si dedica a questa attività e in cosa consiste l’allenamento per bimbi così piccoli.

Almeno una decina d’anni. Non ricordo precisamente. Ci dedichiamo ai bambini classi 2004-2006, cioè le prime classi della Primaria e l’ultima dell’Infanzia. La denominazione della categoria è “piccoli amici”. Non fanno un campionato. I genitori li portano qui il venerdì e ce li affidano per un’ora e mezza.

Il primo obiettivo è quello di divertirsi, giocare, senza pressioni, senza caricare di responsabilità i bambini.

Intanto gli facciamo fare degli esercizi tecnici per apprendere le regole fondamentali. Ogni bimbo ha una palla e non la molla mai, prende confidenza con la palla. Ogni tanto si gioca qualche amichevole.

L’altro obiettivo è quello di farli stare tra loro e quello di rispettarsi l’un l’altro. Fare degli sport di squadra facilita l’apprendimento di questa regola del rispetto. E quello che si impara a 5 anni rimane per tutta la vita.

 

Non ci sono agonismo e le tensioni a cui assistiamo a volte nel gioco del calcio, anche in categorie minori?

Assolutamente no. A questo livello fino ai “pulcini” non esiste.  Poi crescendo le cose purtroppo cambiano. La spettacolarizzazione del calcio, gli esempi non sempre edificanti dei calciatori professionisti, il fatto che in Italia ci sono 50 milioni di Commissari Tecnici e che l’avversario è visto spesso come un nemico anziché un rivale, porta, a volte, a guastare i ragazzi e i genitori.

 

Dicevi che i genitori di bambini così piccoli si affidano a voi.

Più che le parole parlano i numeri. Da anni rappresentiamo, come Polisportiva, un esempio di serietà che non ha uguali sul territorio. La quota di iscrizione è restituita in abbigliamento sportivo e in accessori. I genitori si fidano perché trovano un ambiente sano. Con persone che mettono il loro impegno e spesso anche il loro denaro perché ci sia qualità, competenza e serietà.

 

Perché volontario nella Polisportiva e nel calcio?

Ho sempre giocato a calcio da ragazzo nelle categorie minori. Ho ancora tutti i segni di una lunga carriera (ride, poi si fa serio). Lo si fa perché ci si crede, perché è indispensabile per la Società in cui viviamo. Senza il volontariato, in tutti i campi, molte cose non sarebbero possibili, è importantissimo sia a livello economico che sociale.

Lo faccio per lo sport e per i più piccoli perché loro sono una parte dell’umanità sincera e sana e si vorrebbe che l’uomo rimanesse così.

 

Scambio due parole anche con Nicolò ed Andrea. Da quanto tempo fate i volontari qui, perché lo fate?

Nicolò: Sono cresciuto con la Polisportiva. Ho giocato nelle categorie minori ed ora faccio il portiere in Prima Categoria con il Cisano. Alleno anche i portieri delle tre squadre della Polisportiva. I Piccoli li seguo da due anni. Perché lo faccio? Ti rispondo con una sola parola: per i bambini, cioè educare tramite il gioco.

Andrea: Ho sempre giocato ed ora sono nel Cisano. Anch’io alleno i piccoli da due anni. Le famiglie si fidano di noi perché vedono la serietà e che abbiamo con loro un bel rapporto. Stare con i bambini significa dare l’esempio. Trasmettere alle generazioni future il buon esempio che abbiamo ricevuto.

 

Eccoli assieme nella foto e durante il loro lavoro di volontari con i piccoli.

Andrea Brembilla e Nicolò Caroli

L'allenamento dei "Piccoli Amici"

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli ultimi volontari della Polisportiva che incontro sono Mattia Caroli e Simone Lo Martire, allenatori di Basket e Minibasket. Li trovo al Palazzetto il giovedì sera, attorniati da un bel numero di piccoli giocatori intenti a palleggiare e a tirare verso i canestri.

Mattia, hai fatto un corso specifico per allenare?

Sì, un corso di 2 anni e poi ci sono i corsi di aggiornamento periodico. Ora sono istruttore regionale. Ho giocato a basket per 14 anni, fin da piccolo. Poi, 4 anni fa, con mio padre, ci siamo detti: perché non sfruttare il nuovo impianto coperto per far conoscere anche il minibasket a Monte Marenzo? All’inizio gli iscritti erano una dozzina, ora contiamo circa 60 bambini nelle varie classi di età, dal ’99 fino al 2006. Io seguo gli allenamenti il martedì e il giovedì. Simone gli allenamenti da lunedì al giovedì. Poi il sabato e la domenica ci sono le partite di campionato.

 

E tu Simone?

Io, dopo un corso di 2 anni, sono istruttore nazionale per il minibasket e allenatore di base per il basket. Faccio l’istruttore da 10 anni. Sono di Calolzio e 2 anni fa ho “sposato” il progetto di una Società sportiva in crescita, quella di Monte Marenzo. Tra l’altro è nata l’idea di formare una squadra femminile under 13 a Monte Marenzo, una novità per il territorio, quindi è nata la collaborazione con Calolzio da cui arrivano alcune ragazze che formano la squadra femminile.

 

Non credo sia semplice insegnare le regole del basket.

Mattia: è uno sport molto tecnico, ma è importante apprenderle soprattutto per chi fa il campionato (i bambini classe 2005/2006 non lo fanno). Ci vuole una buona dose di pazienza, ma noi, come istruttori, siamo in primo luogo “educatori” sia in campo che fuori, ed educhiamo al rispetto per gli altri, oltre che cercare di far appassionare ad un gioco, ad uno sport.

Simone: c’è un lavoro di preparazione diverso per ogni età. Puntiamo sull’aspetto ludico e sull’importanza di conoscere il proprio corpo. I valori dello stare assieme, dello spirito di squadra che sono poi i valori dello sport.

 

I motivi del vostro volontariato?

Mattia: Mi piace stare con i bambini, vederli crescere ed imparare ti riempie di soddisfazioni. E si desidera che diventino qualcuno, che si affermino nello sport e nella vita.

Simone: Innanzitutto la Polisportiva ha come obiettivo il bambino. Come ho detto all’inizio, ho condiviso questo progetto per la serietà di una Società non a scopo di lucro con gente che mette il cuore in quello che fa. Altre Società hanno iscrizioni più elevate e danno meno, mentre qui viene data una dotazione di abbigliamento di tutto rispetto. E so che particolari situazioni economiche familiari vengono tenute in conto dalla Società.

Simone Lo Martire e Mattia Caroli

Allenamento minibasket

 


 

 

 

 

 

 

Tiro libero per le nostre

Martina Ferrara

Torno al palazzetto sabato pomeriggio, alla prima partita di campionato delle ragazze contro il Comense.  Prima del fischio d’inizio si osserva un minuto di silenzio per le vittime del nubifragio nel Messinese. E’ il vero spirito dello sport che non dimentica la solidarietà.

Poi la partita, un compito proibitivo visto che le avversarie, rispetto alle nostre, sono come il Milan o l’Inter. Al di là del risultato le nostre si impegnano e alla fine vengono applaudite da tutti.

Al tavolo dei giudici c’è Martina Ferrara.

Giochi ancora a basket?

Lo faccio da 11 anni ed ora gioco in serie C con il Mariano Comense. Questa sera ho la sesta partita di campionato e per ora siamo prime in classifica.

Anche tu aiuti ad allenare?

Facendo l’università non ho moltissimo tempo, ma aiuto volentieri negli allenamenti delle Under 13. E’ il quarto anno che collaboro con gli allenatori. Lo faccio perché il basket è lo sport che amo. Quando ho iniziato io dovevo fare 30 km per andare ad allenarmi. Adesso penso che queste ragazze hanno la possibilità di giocare vicino a casa e questo mi appaga molto.

 

Le risposte di Andrea e Nicolò, quelle di Mattia, Simone e Martina mi colpiscono molto. Mi fanno pensare che i giovani di questo paese sono una risorsa di valori che bisogna cogliere. Chissà se altri ragazzi vorranno mettersi in gioco e responsabilizzarsi come stanno facendo loro?  

Un pensiero su “Volontari polisportiva. Seconda puntata”

  1. Sergio hai scritto talmente tanto della polisportiva che non riesco a starti dietro a leggere il tutto, prima parte e seconda parte.

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