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A Lecco tornano i Bravi (quelli del Manzoni)

Da Lecco, in un amen, la notizia ha fatto il giro del mondo:  il signor Antonio Piazza, per caso proprietario di una lussuosa Jaguar, per caso presidente dell’ALER provinciale per meriti politici (PdL, ovvero partito della libertà di fare quel che si vuole), un bel giorno, sempre per caso, parcheggia in uno spazio riservato ai disabili. Una persona disabile chiama la polizia locale la quale sanziona il signor Piazza.

Ammettiamolo francamente, una persona rispettabile come lui non si sarebbe mai immaginato di subire un affronto simile nella sua città. Indignato e ferito nelle cose più care (la Jaguar), sale in ufficio e brandisce un taglierino, torna in strada e buca le gomme dell’auto della persona disabile.

Mai avrebbe pensato che un gesto tutto sommato incruento, quasi uno scherzo goliardico (non c’è stato spargimento di sangue) avrebbe provocato un vero e proprio terremoto. E’ stato costretto a rassegnare le dimissioni dalla presidenza ALER e dagli incarichi di partito, come se non bastasse  ha dovuto chiedere scusa un po’ a tutti e a sue spese sostituire le gomme danneggiate (a consolarlo gli è rimasta solo la Jaguar).

Io, da disabile che trova sovente occupato da automobilisti senza scrupoli e contrassegno lo spazio in cui dovrei sostare, che si sente dare del rompicoglioni se accenno una educata protesta, provo ammirazione e invidia per questo automobilista disabile di Lecco che è riuscito a provocare questo sconquasso, vindice di tutti noi in una sola volta.

La questione ha avuto un epilogo positivo e ne siamo felici.

Due cose ci preoccupano. La prima è che la vicenda non sia sufficiente a far cessare il malcostume dei prepotenti nei confronti di questo, tutto sommato piccolo diritto dei disabili. La seconda è che viviamo in un tempo dove nella vetrina mediatica (servizi, ospiti in studio, trafiletti in prima pagina e post sul web) non sempre viene esposta merce di qualità.

2 pensieri su “A Lecco tornano i Bravi (quelli del Manzoni)”

  1. Caro UPper,
    intanto aggiungo la mia solidarietà alla persona che ha subito questo gesto incivile, giustamente e coraggiosamente denunciandolo

    Condivido sia l’amara ironia di Angelo che le considerazioni di Sergio e lo sconcerto generale, tanto più di fronte alle incredibili dichiarazioni auto-giustificative (?!) espresse in pubblico dall’autore del misfatto

    Ma poi pensavo: visto che, come comunità, dobbiamo sforzarci di trovare possibilmente un esito ‘positivo’anche per i casi più ostici
    e visto che il nostro Comune (come altri) è impegnato a fornire quotidianamente, anche grazie alla generosità di molti volontari, un notevole aiuto a chi si trova in situazioni svantaggiate,

    perchè non offrire la disponibilità ad ‘ospitare’, per un limitato periodo di opportuna ‘rieducazione civica’, il personaggio in questione, impegnandolo in turni di servizio socialmente utile, per esempio per il trasporto disabili?

    scusa, forse è una provocazione, ma (come dicono i bambini…) chi ha cominciato?

    un saluto,
    Cristina

  2. Angelo fa questo pezzo in tono ironico e ammiro il suo self control.
    A me questa notizia (come tante altre in questo paese) fa arrabbiare per due motivi (arrabbiatura al quadrato).

    Angelo ricorda quante auto di “gente comune” posteggiano in uno spazio riservato ai disabili, fenomeno che si vede spesso. Non dice però della fatica che deve fare (lui in carrozzina) e che devono fare i disabili come lui quando non possono parcheggiare dove invece dovrebbero. Con Angelo spesso abbiamo dovuto allontanarci dal luogo riservato e fare uno slalom tra auto e marciapiedi con barriere architettoniche, viaggiare per strada con il pericolo di essere investiti da qualche automezzo…
    L’inciviltà di queste persone (spesso, manco a dirlo, proprietari di auto di grossa cilindrata, di SUV e fuoristrada) è rivoltante, verrebbe voglia di ricorrere sì al taglierino per rigare l’auto all’incivile.
    Proprio ieri ho assistito ad un episodio al parcheggio Conad di Calolzio, dove sono comparsi civilissimi cartelli con il logo Conad (meritevole)che invitano a non sostare lì senza contrassegno e avverte: quello che potrebbe per te essere un piccolo problema potrebbe essere un grande disagio per una persona disabile.
    Ebbene, nonostante il cartello, l’incivile col classico SUV (senza contrassegno) arriva, posteggia e fa i fatti suoi.
    Forse il cartello doveva essere “Vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap!” per scoraggiarlo?

    Il secondo motivo di arrabbiatura è il ruolo istituzionale e politico del sig. Piazza, presidente ALER per motivi clientelari e politici. Dai politici ci si aspetterebbe una condotta pulita, invece è nella cronaca di tutti i giorni come questi signori abusino del loro potere, rubino a man bassa, compiano ogni sorta di reato senza che mai paghino alcunché, anzi vanno in TV ospiti di trasmissioni inguardabili.
    Il sig. Piazza intervistato dalla giornalista si difendeva, si giustificava, per un gesto indifendibile e ingiustificabile.
    La rabbia per questi signori che viaggiano con auto blu e con scorta mentre in altri paesi i politici vanno al lavoro in bicicletta o in autobus e prendono compensi infinitamente minori ai politici nostrani, è ormai oltre il livello di guardia.

    Quindi sono comprensibili le domande che fa il nostro amico Ambrogio Sala, vicesindaco di Olgiate Molgora, che prende carta e penna e scrive ai giornali. Riporto fedelmente:
    “”Su tutta questa vicenda mi porgo alcune domande:
    • Il risarcimento del danno l’ha pagato il sig. Piazza o l’ALER? Forse la lettura dei giornali di questi giorni (vicende rimborsi di Fiorito ed altri) potrebbe favorire un travisamento, ma è una domanda che mi sono subito posto.
    • Soprattutto dopo le parole di Monti sull’evasione fiscale, mi chiedo come fa un dipendente delle Poste in aspettativa per mandato sindacale (UGL)a permettersi una Jaguar?
    • Perché la Guardia di Finanza non fa un giro da quelle parti?””

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