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Giochiamo al tagliaspesa?

Il Governo Monti chiede la collaborazione ai cittadini per segnalare gli sprechi.

E’ una notizia che riguarda tutti noi quindi. Anche noi cittadini di Monte Marenzo, anche voi, lettori italiani (e siete tanti) che ogni tanto venite a visitare il nostro sito.

Se non fosse vera la notizia avrebbe del grottesco. “La situazione politica italiana è grave ma non è seria”, per citare uno scrittore che amo molto, Ennio Flaiano, che con tagliente umorismo scriveva dell’Italia del 1956!

A me pare curioso e abbastanza strano: abbiamo un governo di tecnici che nomina dei tecnici e poi chiede alla popolazione di fare il lavoro che dovrebbero svolgere i tecnici che hanno nominato i tecnici.

Però Monti dice che è superficiale pensarla così, anzi dice: “Trovo molto, molto superficiale l’osservazione che io come tecnico ho dovuto chiamare altri tecnici al governo“.

Però facciamo notare a Monti che proprio sul sito della Presidenza del Consiglio per giustificare la scelta di affidare la spending review (la spesa pubblica “rivedibile’’) si legge: “La riduzione, non lineare ma selettiva, sarà realizzata potenziando la linea di risparmio seguita dal Governo nei primi mesi di attività: ad esempio i risparmi (per oltre 20 milioni di euro) prodotti dalla Presidenza del Consiglio grazie alla diminuzione delle consulenze…” ??

Quindi vogliamo o no tagliarle queste consulenze? Affidate a chi poi? A giovani dinamici “tagliatori di teste” che non guarderanno in faccia a nessuno? No.

I supertecnici attendono le proposte...

Enrico Bondi, classe 1934 (ma quando va in pensione?), nominato Commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa per acquisti di beni e servizi con il compito di definire il livello di spesa per voci di costo (urca…).

Giuliano Amato, classe 1938 (vedi sopra), politico di lungo corso, fu deputato del PSI dal 1983 (!) al fianco di Bettino Craxi (!!!), del quale fu consigliere economico e politico fino a diventare sottosegretario alla Presidenza del consiglio e poi Presidente del Consiglio e che, l’11 luglio del 1992, emise un decreto in cui veniva deliberato (retroattivamente al 9 luglio) il prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari per un “interesse di straordinario rilievo”… (infatti l’Italia si salvò dal baratro per l’ennesima volta. Ma che fortuna abbiamo!).  Ad Amato Monti affida l’incarico di dare orientamenti sulla disciplina dei partiti, sul loro finanziamento (allora siamo a posto), nonché sulle forme esistenti di finanziamento pubblico, in via diretta o indiretta, ai sindacati (ciumbia!).

Francesco Giavazzi (giovanissimo, è del 1949) che dovrà fornire raccomandazioni sul tema dei contributi pubblici alle imprese e che, fino a ieri, sul Corriere della Sera criticava l’operato del governo di Mario Monti sulla riduzione della spesa pubblica dopo l’annuncio della spending review…  Ora che è stato “arruolato” dal governo proprio per la spending review chi si prenderà l’onere di criticare Monti e il suo governo?

 

Perdonate la lunga introduzione polemica (è un difetto che ho, lo ammetto) e veniamo ad una spiegazione e ad una proposta.

 

La spiegazione: Cos’è la spending review, la spesa pubblica “rivedibile’’?

C’è un’apposita sezione del sito del Governo “allo scopo di illustrare la spending review, quanto è stato fatto finora e i progressi che si attendono per i prossimi mesi”. Non solo però, perché: “tutti i cittadini, attraverso il modulo ‘Esprimi la tua opinione’, hanno la possibilità di dare suggerimenti, segnalare uno spreco, aiutando i tecnici a completare il lavoro di analisi e ricerca delle spese futili” (e vai!!)

 

Bene.

Prendiamo per buona l’intenzione. Anche se spesso i cittadini sono stati chiamati a dare la loro opinione con uno strumento costoso ma democratico che si chiama “referendum” e, a volte, i risultati di quei referendum sono stati bellamente disattesi (vedi finanziamento pubblico ai partiti…!).

Il rischio è che milioni di cittadini (in un solo giorno ci sono state 40.000 segnalazioni), intasino il sito web del Governo per fare milioni di proposte che aiutino i tecnici a fare i tecnici. Milioni di Italiani che, con buona intenzione o con giustificabile provocazione cercheranno di segnalare sprechi, inefficienze, articoleranno proposte sensate o meno.

Ed il rischio è che tante proposte, anche formidabili, avendo poco peso contrattuale (perché espresse da un numero limitato di persone), non siano degnate di uno sguardo dai supertecnici.

 

Allora la proposta:

Mandate qui i commenti con le vostre proposte.

Arricchite e migliorate i suggerimenti fatti da altri sempre qui.

Costruiamo insieme una grande proposta che manderemo al sito del Governo entro i termini stabiliti (i progetti dovranno essere presentati entro il 31 maggio).

Quindi dobbiamo correre. Mandateci le vostre idee subito. Il Paese aspetta voi!

12 pensieri su “Giochiamo al tagliaspesa?”

  1. Il progetto salva ITALIA sarà efficace per uscire da questa situazione drammatica, solo se tutti siamo consapevoli che la questione fiscale nel nostro paese è drammaticamente non equilibrata in base ai propri redditi di lavoro di qualunque professione. ma ritengo vergognosa e voluta la forte evasione che negli ultimi anni si gareggiava a trovare strategie nuove per eludere il fisco. Chi ha responsabilità di Governo non può per equità generale non considerare questo.
    Questo è il momento per agire per il bene dell’ITALIA unita e solidale del suo popolo

  2. Gli unici che non possono evadere le tasse sono quelli a busta paga perciò:

    i lavoratori dipendenti e pensionati dovrebbero chiedere di pagare le tasse come fanno le imprese e i liberi professionisti e cioè non in anticipo ma con la dichiarazione dei redditi(Unico, 740, 730) che avviene l’anno dopo. Sempre che ne abbiano voglia, ma del resto non è forse quello che succede per tutti gli altri?

    Salta tutto? Molto probabilmente si. Ma credo che giunti a questo punto ne deriverebbe un nuovo Patto sociale in cui tutti, ma proprio tutti pagheranno le tasse. Tasse ben inferiori alle attuali.

    Vanno però ridotte anche le fonti di spesa pubblica che oggi sono circa 8.500. Per questo vi rimando,se ne avete voglia, ancora una volta, al mio sito http://www.partell.it e cliccate su Riforma Amministrativa.

    Sembrava impossibile oggi sembra necessario tra un po’ sarà indispensabile!

  3. Interessanti tutti questi commenti ,concordo con quanto scrive Marilena nel 1° commento e aggiungo:
    svolgere pratiche burocratiche (a volte infinite) portano a spazientirsi, andrebbero ancora snellite, non come lo stato attuale! dove la “palla” rimbalza da un ente all’altro, ai danni dei poveri utenti 🙁

  4. ma allora chiediamoci: 1) ma chi ha in mano il vero potere? 2) ma dove ci vogliono dove ci vogliono portare? Qual’è la mappa mentale che ci stanno inculcando? Aiuto!! che significa per me aiutiamoci a difenderci, come diceva il nostro sindaco nel discorso del 25 aprile solidarietà è la parola chiave
    marilena

  5. Ma se chi amministra (in questo caso il Governo)continua a governare male perché bisogna salvarlo?
    Lo sostengo da tempo, vedi i miei post molto datati, da quando per esempio questo governo ha impiegato pochi giorni per fare una riforma assurda e ingiusta delle pensioni e non riesce (non vuole) fare nulla, al di là di operazioni di facciata, per le liberalizzazioni, per la lotta vera ed efficace con restituzione del maltolto contro evasione fiscale, corruzione, criminalità organizzata, costi della politica.
    Tutte cose che neppure il governo LEGA NORD / Berlusconi hanno ovviamente minimamente affrontato, anzi hanno favorito proprio evasione (120 miliardi l’anno!), corruzione (60 miliardi l’anno), costi della politica (inefficienze, burocrazia, soldi pubblici usati per usi personali, lauree finte, diamanti, casette in canadà…).

  6. Caro Sergio, quando amministri e stai in un gruppo,tante tante volte devi votare cose che non condividi per salvare il gruppo che sostiene altrimenti rischi di far cadere l’amministrazione,troppo facile sparare bisogna mettersi in gioco e capisci come funzionano le cose non è sempre come tu vorresti.
    Poi eliminiamo tutti gli sprechi., ma come in tutte le cose bisogna mediare le cose si ottengono facendo piccoli passi.

  7. Tutto vero. Ma ci sono tanti, troppi sprechi e le risorse così malamente impiegate dovrebbero essere dirottate sui servizi ai cittadini come tu dici. Sprechi odiosi a partire dai costi della politica (60.000 auto blu ad esempio), impiegate, queste risorse, da chi ha malamente governato questo paese fino ad ora, LEGA NORD e tecnici inclusi, passando dal PD (vedi voto al senato salva pensioni d’oro) al PDL e UDC…
    Del progetto lacrime e sangue ho qualche dubbio, visto che le lacrime ed il sangue sono da sempre versati da pensionati e lavoratori e MAI, dico mai dal vero cancro di questo Paese: evasione fiscale, corruzione e criminalità.

  8. Non vogliatemene, ma non condivido in nulla la forsennata e dissennata campagna in corso contro la spesa pubblica. E ancora di più mi turba vedere che su ogni piazza mediatica si innalzano le ghigliottine per tagliare lo stato sociale e i servizi propri di ogni società civile.
    Sì, perché sono convinto che la sacrosanta moralizzazione della vita pubblica, la doverosa guerra agli sprechi e l’auspicato ritorno a comportamenti austeri, sarà l’occasione per dare una mazzata alla sanità pubblica, all’istruzione e ricerca, all’assistenza ai più fragili, all’accesso ai beni comuni, alle istituzioni pubbliche rappresentative, al tenore di vita dei redditi bassi. Se così fosse nel nostro Paese si andrebbe incontro al crepuscolo della democrazia e al sorgere di una oligarchia per nulla illuminata.
    La mia non è una posizione dettata da pulsioni sentimentali, bensì ha oggettive ragioni pratiche, verificabili nella lettura della composizione del debito italiano.
    Se l’insieme della ricchezza prodotta in Italia (PIL) nel 2011 è pari a 100, l’ammontare complessivo del debito è in Italia pari al 314%, esattamente come in Corea del Sud che è in piena espansione, mentre in Giappone è il 512%, in Inghilterra il 507%, in Germania, caposaldo del rigore europeo è il 278%. L’Italia non è quindi molto differente dalla Germania, così come lo è la Grecia.
    Più interessante ancora è scorporare questo 314% del debito e vedere che il 111% è da addebitare alla pubblica amministrazione, il 76% alle banche, l’82% alle imprese, il 45% alle famiglie.
    Quindi, ripuliamo pure la spesa pubblica di tutto il malaffare, le scorie e le inefficienze, ma come risolviamo l’indebitamento della società civile che ammonta al 64,6% del PIL? Ancora, come faranno cittadini e le imprese così in difficoltà a reggere dal punto di vista sociale e della convivenza, se li graviamo di tasse e tagliamo i servizi per ridurre oltre ogni misura la spesa pubblica? Inoltre, con un impoverimento generale dovuto alla mancanza di plusvalenze delle imprese, alla incapacità di spesa delle famiglie, alla chiusura dei crediti bancari, il tutto condito da uno stato e da enti locali ai margini dei processi economici, come potremo mai avviare una qualsiasi prospettiva di benessere?
    Credetemi, siamo su una strada che non ci porterà da nessuna parte, o meglio, potrebbe portarci al disastro. Allora? Se la medicina deve essere amara allora lo sia per tutti.
    Il governo del Paese venga affidato ai rappresentanti eletti dai cittadini, sulla base di un progetto lacrime e sangue dove l’onere maggiore sia a carico di chi più ha, a cominciare dai governanti stessi.
    I medi e grandi patrimoni siano chiamati ad un prestito d’onore straordinario in favore della rinascita delle proprie comunità e si lanci una grande campagna culturale, oltre che di controllo, per una fiscalità diretta meglio proporzionata alle possibilità di ogni contribuente.
    Si faccia una più equa distribuzione dei redditi, di qualsiasi natura, tra tutti i cittadini.
    Ogni persona in età di lavoro deve avere un’occupazione e un reddito.
    Ogni ragazzo deve intraprendere e completare il maggior numero possibile di percorsi formativi e di studio.
    Si avvii un new deal economico e scientifico che punti sull’ambiente, sull’agricoltura, sulle industrie innovative (biotecnologie, nanotecnolgie, digitale, nuove energie, ecc.) sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, sulla ricerca, sulle culture e il turismo.
    Si affermi una ampia presenza italiana nel mondo fondata sulla cooperazione reciproca.
    Si rafforzi la lotta alla criminalità organizzata, soprattutto attraverso strumenti che rescindano gli intrecci economici e finanziari.
    Si riformi la giustizia civile affinché i cittadini vengano tutelati e garantiti nel diritto in tempi certi e brevi.
    E in ogni cosa che facciamo cerchiamo di metterci un soffio ideale, una qualità culturale, un’attenzione umana, senza le quali ogni progettualità si sgonfia e va in affanno presto.
    Angelo

  9. ma perchè ci si accanisce contro la nostra Provincia di Lecco: io penso che non vada abolita la provincia con i suoi funzionari efficienti, ma solo le poltrone costose, che sprecano i nostri soldi senza che noi ne capiamo niente: Invece io ho sempre avuto interventi puntuali ed esaustivi, nonchè cordiali dagli impiegati del settore agricoltura della provincia di Lecco.
    Ribadisco,a mio parere non si tratta di abolire le comunità montane, le province, le prefetture, i comuni piccoli, ma di eliminare il parassitismo ed il clientelismo ad ogni livello. Se non si punta a questo avremo solo spostato il problema riunendo gli sprechi tutti in un solo posto, lontano da noi e che quindi sarà molto più difficile controllare. Lo ritengo un falso problema

  10. 1) Riduzione delle spese militari e rientro immediato dall’Afghanistan

    2) Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e all’editoria

    3) Adeguamento stipendi dei politici alla media europea e diminuzione del numero dei parlamentari

    4) Soppressione delle province

  11. l’auto grigia che passa da monte marenzo ogni fine settimana con autista e altra persona e il senatore Castelli,chi paga? ELIMINARE, è un grande spreco di DENARO PUBBLICO visto che il senatore non ha incarichi .

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