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il Consiglio comunale sul bilancio si replica

La primavera arriva comunque

Ieri sera burrascosa seduta del consiglio comunale di Monte Marenzo, sospesa perché è venuto a mancare il numero legale prima di passare alla trattazione del primo punto all’ordine del giorno.

All’appello il consigliere di minoranza Claudio Caneschi si è seduto tra il pubblico dichiarando di non aver ricevuto la convocazione del Consiglio e quindi di non considerarlo presente. Con animi particolarmente accesi si è avviata una discussione sulla validità della seduta. La maggioranza si è riservata di verificare presso gli uffici di segreteria le ragioni del mancato recapito della e-mail al consigliere di minoranza, ma il sindaco ha sostenuto che a suo parere la riunione poteva considerarsi valida in quanto il Caneschi era presente e informato della riunione attraverso un messaggio sms tre giorni prima.

Altri consiglieri di maggioranza sono intervenuti a sostegno di questa tesi sottolineando che in discussione c’era il Bilancio di previsione 2012, documento già ampiamente noto perché presentato una ventina di giorni prima, inoltre si era tenuto un incontro con il capogruppo di minoranza dove si era stabilita la data del consiglio comunale per il 5 marzo. Ovviamente, il gruppo di minoranza ha ribadito che per loro solo la formalità della convocazione era importante, mentre le altre considerazioni erano ininfluenti ai fini della validità della seduta.

La discussione è andata avanti per altri minuti piuttosto confusamente e alcuni consiglieri hanno cominciato, giustamente, a spazientirsi (Franco Rota ha definito la situazione un teatrino) e alla spicciolata hanno abbandonato l’aula. Alla fine è venuto meno il numero legale e la seduta è stata dichiarata deserta.

Il confronto è continuato nei corridoi e in quella circostanza non formale si sono sentiti ragionamenti interessanti e utili per formulare alcune riflessioni.

Dopo la verifica degli atti burocratici si accerterà se il consigliere Caneschi non ha ricevuto la convocazione formale nei tempi previsti dal regolamento e, se vero, di questo bisognerà darne atto e scusarsi. E’ meno scusabile l’atteggiamento del consigliere, che pur conoscendo benissimo la data del consiglio comunale con largo anticipo, accorgendosi di non aver ricevuto l’invito per un disguido degli uffici, si guarda bene dal segnalarlo tempestivamente agli esecutori degli avvisi e ovviare a quella che è una semplice svista, ma aspetta la sera del consiglio per:

  • dichiararsi vittima di discriminazioni e leso nei propri diritti, come se la maggioranza avesse fatto apposta a non invitarlo (a che pro?);
  • accreditare l’immagine di un’amministrazione incapace;
  • invalidare il consiglio comunale e impedire di discutere gli argomenti all’ordine del giorno.

Questa maggioranza avrà un sacco di limiti, ma non difetta certo nella sensibilità democratica, come dimostra la completa agibilità di cui gode la minoranza rispetto alla vita amministrativa del comune. Per esempio, è stata una precisa volontà politica del sindaco e della sua maggioranza consegnare le chiavi del comune ai consiglieri di opposizione, affinché si possano riunire quando vogliono. Nessuna legge impone di fare questo, lo si è fatto perché si ritiene normale aprire il municipio a tutti i membri della propria comunità, normale dare ad ogni consigliere gli strumenti per svolgere bene il proprio mandato, normale, per una realtà di duemila anime, dove in un giorno ci si incontra sei volte, andare al cuore delle questioni e non lasciarci condizionare dagli epifenomeni della brutta politica che spadroneggia nei talk show.

Nel contempo chi ha il mandato di governare deve concretizzare progetti ed erogare servizi in favore della propria comunità, procedendo col massimo di onestà, trasparenza e capacità. E a Monte Marenzo questi fondamenti ci sono tutti. Le sviste burocratiche e gli errori formali in cui possono incappare qualunque amministratore e apparato tecnico, a nostro parere, non possono essere considerati più importanti dei contenuti politico-amministrativi e dell’onestà di chi opera. Questo aureo orientamento è così profondamente radicato nel gruppo di Un paese per star bene da essere perseguito con coerenza e determinazione.

Ritornando ai due argomenti al voto ieri sera; mentre riteniamo sbagliato aver voluto ritardare l’adozione del Bilancio di previsione 2012, in quanto penalizza e rallenta l’attività amministrativa, riteniamo non del tutto controproducente dal punto di vista culturale e politico dare al consiglio comunale l’opportunità di portare per la terza volta l’ordine del giorno avente per oggetto Monte Marenzo antifascista e democratica ripudia ogni forma di dittatura ed auspica un paese giusto, pacifico e solidale.

5 pensieri su “il Consiglio comunale sul bilancio si replica”

  1. Avendo assistito a diversi Consigli Comunali, posso portare l’esperienza diretta di una opposizione compatta che cerca di dividere e logorare il Consiglio Comunale con cavilli che io da cittadina interessata a seguire i passi dell’amministrazione non comprendo e considero di poca importanza relativamente all’ordine del giorno. Alla fine torno a casa logorata dalla stanchezza mentale.
    Parliamo tutti di democrazia, rispetto delle regole, trasparenza, senso civico, orgoglio di appartenenza ad un paese come Monte Marenzo. Il momento storico in cui viviamo ci impone di non credere che questi valori siano assoluti e conquistati per sempre solo perché ne parliamo. Anzi, la storia insegna che nei momenti di crisi e confusione ci sono forze ben organizzate pronte a prendere il potere. E già se stiamo attenti ne possiamo avvertire i primi subdoli segnali.
    Quindi dobbiamo allertarci a difendere ciò in cui crediamo e sforzarci tutti un poco di più, perché altrimenti dopo ce le scordiamo le chiavi dei locali comunali disponibili per tutti, perché noi siamo democratici
    Ci vediamo al prossimo Consiglio Comunale?

  2. Ieri incontro Anna Maria Mangili e commentiamo il consiglio comunale di lunedì sera. Tra l’altro mi rimprovera che nell’articolo di commento ho usato la locuzione “il Caneschi”. Osservazione critica pertinente, perché è un’espressione che in un pezzo di taglio giornalistico è sgradevole, ricorda un atto notarile, un mattinale asettico. Mi scuso con Claudio Caneschi; sul resto confermo ogni parola.
    Angelo Gandolfi

  3. E’ una vergogna che qualcuno si permetta di prendere in giro i colleghi del consiglio comunale, che non si riuniscono perché non hanno di meglio da fare ma perché è stata loro affidata questa responsabilità, da noi cittadini, e ci aspettiamo che assolvano il loro compito con serietà, tutti i consiglieri: maggioranza e minoranza.
    E’ una vergogna ancora più grande che si prendano in giro i cittadini, tra cui i propri elettori, rallentando i lavori dell’Amministrazione Comunale, senza alcuna ragione, senza alcun obiettivo.
    Perché non c’è alcun obiettivo ragionevole nell’impedire che il bilancio venga approvato, ma le conseguenze dei ritardi le paghiamo ancora noi: ritardo nel finanziamento delle opere pubbliche, dei progetti per la scuola, la biblioteca, i servizi alla persona, solo per fare degli esempi.
    Se si ritiene che il bilancio non debba essere approvato si discute, si portano mozioni, il consiglio comunale offre gli strumenti, il luogo e l’opportunità per farlo, in modo democratico, da paese civile.

    Se si fa di tutto per evitare il confronto democratico mi chiedo se questo sia un atteggiamento degno di un rappresentante pubblico in un paese, il nostro, dove la Democrazia l’abbiamo conquistata a caro prezzo, ci ricordiamo bene cosa significa dittatura e non siamo pertanto disposti a tollerarla in alcuna misura o forma.

  4. Dispiace vedere che invece di lavorare in maniera armonica per il bene del nostro paese ci si perde in teatrini (giusto il commento di Rota) che servono solo ad esasperare gli animi.
    Credo che i cittadini si aspettino serietà e senso pratico dai propri rappresentanti.
    Me ne ricorderò quando ci sarà da votare per il rinnovo del consiglio comunale…

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