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Solidarietà al sindaco Brivio dall’Amministrazione di Monte Marenzo

Le immagini del TG Lombardia mostrano Virginio Brivio, sindaco di Lecco, che racconta con la consueta tranquillità e pacatezza delle minacce ricevute dalle strutture locali della criminalità organizzata, per la precisione da componenti della ‘ndrina dei Coco Trovato. Forse è il primo sindaco di una città del Nord che da qualche tempo si sposta senza essere perso di vista da un robusto agente della polizia locale.

La chiusura di attività in mano alle mafie non è la solo una precisa volontà politica, sociale e culturale esercitata dalla Giunta di Brivio.  Contano anche i gesti simbolici, come inserire nel Piano di Sviluppo Generale del comune di Lecco il progetto Prendere coscienza e reagire, riservato al personale comunale con l’obiettivo di fornire loro gli strumenti di lettura e di contrasto del costume mafioso e metterli nelle condizioni di cogliere eventuali “segnali” anomali e reagire di conseguenza.

Il nostro sito ha più volte dato risalto ad eventi promossi da associazioni (come Qui Lecco Libera) e istituzioni della provincia di Lecco, che da anni denunciano in modo circostanziato la permeabilità del sistema commerciale e imprenditoriale alla penetrazione mafiosa.

Il servizio televisivo ha portato i microfoni nel quartiere di Lecco dove il Sindaco ha disposto la chiusura di un locale pubblico, dopo un’informativa della prefettura dove risulta che a gestirlo siano delle persone legate al clan di Coco Trovato. E qui sta l’aspetto inquietante, dove gli intervistati hanno mostrato una dimensione sconosciuta dalle nostre parti: il timore di parlare. La giornalista pressava con la domanda: “Lei cosa ne pensa della criminalità organizzata in città?”. Le risposte mandate in onda, quando ci sono state, sono identiche a quelle sentite in mille servizi giornalistici e in mille inchieste televisive: “Non so nulla. Non mi riguarda. Per me sono brave persone”.

Mentre ascolto mi torna in mente lo sconforto provato giusti due anni fa, quando l’allora Ministro degli Interni Roberto Maroni si dichiarava “offeso e indignato dalle parole infamanti di Roberto Saviano”, che durante una puntata di Vieni via con me aveva osato denunciare che le mafie si erano radicate anche nei nostri territori.

Il sindaco Gianni Cattaneo ha scritto a Brivio esprimendo solidarietà anche a nome dei cittadini di Monte Marenzo e dando la propria disponibilità a qualsiasi iniziativa utile a difendere la legalità e la democrazia nel nostro territorio.

2 pensieri su “Solidarietà al sindaco Brivio dall’Amministrazione di Monte Marenzo”

  1. Segnalo a questo proposito un articolo molto interessante sulla visita a Lecco di Vincenzo D’Onofrio, PM della direzione antimafia di Napoli, dove il PM spiega come i cittadini possono e devono contrastare le mafie, che sono presenti sul territorio e del territorio si servono per i loro affari.
    http://www.resegoneonline.it/articoli/D-Onofrio-una-giornata-a-Lecco-Mafia-al-Nord-L-hanno-voluta-gli-imprenditori-/
    Si può dissentire, naturalmente, ma quello che vorrei sottolineare è che la mafia è un brutto affare che ci riguarda, se non la contrastiamo, se facciamo finta di niente e guardiamo altrove, è un passo verso la connivenza.

    Vi segnalo anche un bellissimo libro di Giuseppe Ayala: Chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni con Falcone e Borsellino.

  2. Alla solidarietà espressa dal Sindaco Gianni si unisce quella dell’Associazione UPper.

    Abbiamo dato conto lo scorso settembre del successo della Serata dell’iniziativa “CONTRO LA MAFIA. Partecipare per vincerla” http://www.unpaeseperstarbene.it/2012/successo-della-serata-contro-la-mafia/
    E segnalammo il lavoro svolto da Qui Lecco Libera nella stesura della mappa ‘Lecco: provincia di mafia’ e, sul web, ‘ndrangheta2.0 navigare informati http://www.quileccolibera.net/mappa/la-mappa, ovvero, la cartina della colonizzazione della ‘ndrangheta sul territorio lecchese con nomi, volti, luoghi e voci dei protagonisti di una storia della criminalità organizzata anche nel nostro territorio (ad esempio nella confinante Torre de Busi) e che quei luoghi, oltre ad essere confiscati, devono ora tornare a pieno titolo ai cittadini che possono costruire attività virtuose.

    Partecipare per vincerla (la mafia) è proprio la chiave che ognuno di noi deve usare.
    Chiudo con una citazione scritta dai ragazzi di “MOSAICO” di Monte Marenzo che, dal giorno di quella iniziativa, è esposta sulla cancellata della sede CAG in piazza: “Né indifferenza, né violenza. La mafia si distrugge con l’intelligenza”.
    http://www.unpaeseperstarbene.it/wp-content/uploads/2012/11/Mafia.jpg

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