Ieri pomeriggio a Casa Corazza c’era “La Giostra del mais“, il  percorso del mais dalla spannocchiatura  alla  farina per polenta, organizzato dall’Amministrazione Comunale Monte Marenzo in  collaborazione con  Azienda agricola  Chiaravalle, l’Azienda agricola Paolo Amato AUSER Casa Corazza.

Giacomo Milani andato lì come genitore, ha fatto alcune foto e ce le ha inviate (lo ringraziamo), con questo messaggio: “E così Zia Teresa (Francesca Galbusera) raccontò e incantò grandi e piccini (seduti per la coreografia su balle di fieno). Nell’aria profumo di paglia, i bimbi divertiti a spannocchiare di qua e di là, trasformarono la sala in una cascina di paglia e mais”.

Allora abbiamo chiesto a Francesca Galbusera, della azienda agricola “Paolo Amato”, ma anche autrice di libri per bambini e, per l’occasione “narrastorie” (vedi il suo sito http://www.nididifiaba.it/  ), di raccontarci come è andata.

Ecco il racconto di Francesca:

Domenica 11 novembre, una tipica giornata autunnale: un po’ di pioggia, nuvole basse, un paesaggio incantato tra i boschi. All’aperto non si può stare; e allora, cosa si fa? Si può andare in stalla a spannocchiare e ad ascoltare le storie dei “vecchi”.

E’ stato più o meno così. Gli ambienti di Casa Corazza, qui a Monte Marenzo, sono stati trasformati in locali tipici di una cascina: balle di fieno come sedie, pannocchie da “scartocciare” e sgranare con una vecchia sgranatrice a mano, mais da trasformare in farina con due piccole macine a manovella, storie contadine da ascoltare e un fiore da realizzare con gli “scartocci” delle pannocchie.

Nel primo pomeriggio, Pier Cattaneo, della azienda agricola “Cascina Chiaravalle” di Cisano Bergamasco, ideatore dell’iniziativa, ha illustrato ai bambini presenti il ciclo del mais, dalla semina alla polenta, mostrando loro i diversi passaggi così come venivano eseguiti ai tempi dei nostri nonni.

I bambini si sono divertiti a spannocchiare, a sgranare e a macinare, gesti antichi che tuttavia procurano sempre emozione ed entusiasmo anche nei piccolissimi.

Poi la zia Teresa, ha iniziato a narrare la sua vita da bambina, quando, nella corte della nonna, le donne si trovavano a lavorare sotto il portico o nella stalla delle mucche. Qui sua nonna raccontava storie divertenti, ma anche un po’ paurose.

Grandi e piccini hanno così assaporato un altro momento antico, quello del racconto.

La merenda con pane e nutella, offerta dal Comune con la collaborazione dell’Auser, ha contribuito ad allietare il pomeriggio, che si è concluso con la costruzione di un fiore realizzato con le brattee delle pannocchie. Avvolti dal profumo della paglia, in una calda atmosfera che a tratti sembrava davvero restituire la magia della stalla, bambini e adulti hanno sperimentato, giocato, ascoltato e sono stati insieme trascorrendo un pomeriggio forse insolito per la nostra quotidianità, ma in fondo familiare per la nostra memoria.

 

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