Se passate al mattino o alla sera sul ponte tra Calolzio e Olginate, o vi soffermate nelle stesse ore lungo le sponde dell’Adda, avrete sicuramente notato stormi di uccelli transitare verso sud al mattino e rivederli tornare verso nord al tramonto.

Sono gabbiani. Gli esperti hanno identificato la specie a cui appartengono: sono i “gabbiani comuni”.

Questa specie trascorre gran parte dei mesi dell’anno sulle sponde del lago sopra Lecco, ma non nidificano sul Lario. Molti di questi uccelli utilizzano il lago solo come luogo per trascorrere la notte, al mattino infatti si trasferiscono lungo l’Adda raggiungendo i territori della pianura dove si alimentano nelle discariche del milanese e sui terreni agricoli. Per riportare un dato numerico sulla presenza di questi “pendolari”, durante il censimento tenuto il 13 gennaio 2013 al ponte sull’Adda a Lecco ne sono stati contati 5883 mentre transitavano verso sud per poi fare rientro alla sera.

A differenza di altri “pendolari”, costretti in coda in auto sulle nostre strade, o stipati nei vagoni dei treni tra Lecco e Milano, i gabbiani possono avere la libertà di spostarsi più facilmente, anche se pure loro devono fare decine di kilometri al giorno (festivi compresi) per procurarsi il cibo.

Una settimana fa (il 12 novembre) ero con l’amico Giorgio Toneatto ad Olginate, sulla strada che fiancheggia l’Adda. Guardando a est, verso Monte Marenzo, appena sopra la “sella” dove si posa il nostro paesello, c’era una bella luna crescente. E lì, nel cielo, uno stormo di gabbiani (alcuni in formazione) rientravano verso il lago per passare la notte.

I gabbiani erano appena rischiarati dalla luna che brillava in un cielo limpidissimo dopo il vento che aveva soffiato nei giorni precedenti.

Giorgio, con la sua fotocamera, ha scattato e li ha fermati lì, imprigionando il loro volo in una immagine.

Anch’io avevo la macchina fotografica e ho scattato.

Non sarà una foto perfetta, ma mi piace condividerla e riflettere che, forse, tra quei gabbiani ce ne sia uno come il loro celebre collega Jonathan che, guardando il paesaggio sotto la luna, pensava di essere in Paradiso.

Foto - Giorgio Toneatto
Foto - Sergio Vaccaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo aver scritto il pezzo, e non riuscendo a capire dove nidificano i gabbiani, ho chiesto all’amico Michelangelo Morganti ( laureato in scienze naturali e dottorando di ricerca su “Migrazioni degli uccelli e cambiamento climatico”) di chiarirci le idee sulle abitudini dei nostri gabbiani. Ecco la sua risposta:

I gabbiani comuni che svernano da noi sono di provenienza nord-centro-est Europa, non si sa esattamente, con l’eccezione di una popolazione ungherese, marcata con anelli colorati, di cui ormai sono abbondanti le riosservazioni in zona.

Ti allego una slide da una presentazione che ho fatto recentemente con la storia di uno di questi gabbiani, la foto è mia del dicembre 2011.

Sulla routine giorno-notte: molti restano anche di giorno sul lago, molti scendono appunto verso le discariche, come dicevi, e credo che passino la notte spargendosi  sui vari pontili del lago, o comunque da qualche parte dove possano appoggiarsi e essere al sicuro da predatori di terra.

Detto ciò, vista la quantità, qualcuno dovrà pur passare la notte sulle spiagge del lago, non ci starebbero tutti sui pontili…

🙂

 

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