L’Amministrazione comunale di Monte Marenzo ha un obiettivo prioritario: mettere in sicurezza la frazione Levata, costantemente minacciata dalla caduta massi che a distanza di decenni e senza preavviso si staccano dalla parete rocciosa che la sovrasta.

E’ un’operazione che non riuscirà a ridurre a zero i rischi, data l’imponenza dell’area interessata e la complessità geologica dell’unità rocciosa, caratterizzata da sedimenti stratificati che con l’azione degli agenti atmosferici (alternanza di gelo e riscaldamento, nonché il lavorio delle piogge) tende a rilasciare massi anche di considerevoli dimensioni.

L’importante è avviare in tempi rapidi un programma di interventi che richiederà inevitabilmente tempi medio lunghi, utilizzando le migliori tecniche attualmente disponibili, capaci di ridurre il più possibile i rischi per l’abitato.

Con questo mandato è stato dato al geologo dott. Luigi Corna l’incarico di predisporre un progetto di fattibilità dell’importo complessivo di 300.000 €., in parte coperto con mezzi di bilancio comunale (120.000 euro), mentre la rimanente quota è stata chiesta alla comunità montana Lario Orientale Valle San Martino, nell’ambito del PISL Montagna 2011/2013 – Legge Regionale n. 25/2007. Il progetto potrà ragionevolmente essere ulteriormente ampliato a seguito della partecipazione della società RFI (Reti Ferroviarie Italiane) interessata alla protezione della linea ferroviaria Bergamo – Lecco. RFI ha confermato la sua disponibilità alla compartecipazione per la realizzazione delle opere di consolidamento della parete e alla loro manutenzione.

Il programma degli interventi che la Giunta comunale ha deliberato ha preso in considerazione tutte le alternative tecnicamente possibili per assicurare adeguati livelli di sicurezza dell’abitato rispetto al rischio naturale della caduta massi.

In particolare sono in corso di valutazione le seguenti azioni:

  • revisione ed aggiornamento degli studi di pericolosità secondo metodologie scientificamente più aggiornate;
  • valutazione di possibili sistemi previsionali basati su criteri di monitoraggio e manutenzione;
  • realizzazione di barriere paramassi capaci di assorbire una grande quantità di energia, sino a: 3000 kJ., alte cinque metri e per uno sviluppo di circa 100 metri sul fronte non interessato dalle reti precedentemente posate.

Naturalmente potranno essere prese in considerazioni ulteriori opzioni in sede di progetto esecutivo. L’importante è che il programma non si interrompi e possa proseguire nel tempo, adottando le tecniche che via via presenteranno le migliori garanzie.

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