Pio La Torre, Carlo Alberto dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano quattro italiani fuori posto. Personaggi troppo veri per un’Italia di egoismi e di convenienze. Quattro uomini che facevano paura al potere. Lo sapevano che li avrebbero fermati, prima o poi. Italiani troppo diversi e troppo soli. Una solitudine generata non solo da interessi di cosca ma anche da meschinità e colpevoli indolenze.                                                                                                               

Avevano il silenzio attorno. A un passo. Pio La Torre, nel partito al quale ha dedicato tutto se stesso. Il generale dalla Chiesa nella sua arma, lui che aveva “gli alamari cuciti sulla pelle”. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in quel Tribunale popolato da giudici infidi. Vite scivolate in un cupo isolamento pubblico e istituzionale.

Parole di Attilio Bolzoni che parla così del suo “Uomini soli”, opera letteraria da cui è stato liberamente tratto lo spettacolo omonimo portato in scena lo scorso sabato nella splendida cornice di una Santa Margherita fresca e solare, nell’ambito dell’iniziativa “Luoghi per pensare” proposta da Andech, Comune e Biblioteca.

Oltre alla riflessione e all’approfondimento storico e civile, la proposta ha consentito a circa un’ottantina di persone, tra cui moltissimi bambini, di visitare la chiesetta (grazie alla sapiente guida di Andrea Mangione) e di riscoprire un luogo di cui forse a volte ci dimentichiamo, ma che rappresenta un vero gioiello tra i boschi da curare e preservare.

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