L’ultimo femminicidio in ordine cronologico è avvenuto domenica 30 novembre a Postiglione, centro della provincia di Salerno: un trentaduenne ha ucciso con un coltello la ex moglie, poi ha “postato” sul suo profilo facebook un insulto e la confessione.

Noi che ci siamo occupati molto di discriminazione e violenza sulle donne, non smetteremo mai di indignarci di questi odiosi omicidi. E non pensavamo neppure possibile che un assassino potesse essere così cinico e insensato da scriverne e vantarsi su un social network, ma alla stupidità e alla perversione umana pare non ci sia limite.

Indigna ancor più il numero di “Mi piace” al post dell’omicida di ben 337 persone dopo 15 ore di attività social, condiviso da altri 418 profili.

A chi appartengono tutti  questi profili che si congratulano con l’autore del post? Sono tutti potenziali assassini? No, si tratta per la maggior parte di ragazzi, ma anche di tante ragazze, in cerca di notorietà.

Esiste una pena giudiziaria per “concorso in stupidità ed omicidio social”? Dovremmo seriamente pensare di implementare il codice penale con questo reato.

Anzi, la prevenzione deve essere lo strumento che deve impedire questi comportamenti. Come? Con più cultura, con più relazione, con più esempi virtuosi, dobbiamo tutti (lo Stato, le agenzie educative, la famiglia e noi singole persone) educare al rispetto e alla convivenza civile.

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