Un post su Facebook di un nostro amico ….

Spero di non offendere nessuno perché frainteso… Cosa vorrei dal 2016? … Citando la mia vecchia prof di italiano vorrei una vita più ricca di humanitas con tutto quello che si porta dietro … Nell’ultimo anno quasi il 100% dei post che leggevo erano su cani abbandonati, cani maltrattati, animali seviziati dall’uomo, animali in canile, animali persi, … tutto lodevole … tanto di cappello … ce ne fossero di amici così attivi … li avessero tutti amici così sensibili …

Vorrei solo nel 2016 vedere anche qualche post di tutti i maltrattamenti di uomo contro uomo, di esseri umani al limite della sopravvivenza, di bambini che ancora muoiono nel mondo, cosa sconcertante nel secondo millennio…

Natale 2015 mi ha riempito di una gioia che non pensavo di potere mai provare… il viso incredulo e contento… commosso… dei miei figli quando hanno aperto il regalo che avevo fatto loro: un’adozione a distanza con Save the children… scelta dopo un mese di ricerche fra tutte le Onlus disponibili che si occupano di bambini…

Ero in ansia sulla possibile reazione ma non avrei dovuto… non ho 2 figli ma 2 angeli… che hanno apprezzato tantissimo capendone il significato… un piccolo contributo ogni mese per potere aiutare chi ne ha bisogno ed è stato più sfortunato di noi alla nascita…

Ora aspettiamo con ansia foto e notizie del nostro nuovo cucciolo sperando un giorno di poterlo anche incontrare, sperando un giorno che questo non sia più necessario perché l’humanitas é diventata patrimonio di tutti… indistintamente di tutti, indipendentemente da razza, colore, sesso, gusti, religione, cultura, età…

Stefano Marzelli

http://adozioneadistanza.savethechildren.it/

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One comment

Cosa vorrei dal 2016?

  1. Ho conosciuto Stefano nel 2008 a san Giuliano Milanese dove, con un gruppo di altri “matti”, abbiamo lavorato insieme.
    E’ un ragazzo di Ravenna ed è spesso in giro per il mondo, magari per mesi su qualche piattaforma in mezzo al mare. Appena può torna a trovare i suoi figli gemelli.
    Un ragazzo divertente e divertito dalla vita, generoso, e anche questa volta mi ha stupito.
    Così come è bello sapere che due ragazzi di 16 anni (l’età che hanno ora i suoi gemelli) gioiscano di questo regalo anziché dell’ennesima playstation.
    Bravo Stefano. E bravi i gemelli.

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