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“L’altro… nell’Islam”. L’incontro con Carlotta Testoni si chiude con due domande…

Ieri sera, in Chiesa a Monte Marenzo, si è tenuto il secondo dei due incontri-testimonianza previsti in programma durante la festa Missionaria dal tema “Chi è l’altro”.

Dopo il primo incontro del 5 giugno con Don Claudio Visconti, Presidente della Caritas Diocesana di Bergamo, che ha cercato di far riflettere su “L’altro… nei profughi” http://www.unpaeseperstarbene.it/2015/don-claudio-visconti-fa-riflettere-su-laltro-nei-profughi/, è stata la volta di Carlotta Testoni, professoressa di Filosofia al Liceo Lussana di Bergamo (ora in pensione), originaria di Bologna ma da trent’anni attiva nella Comunità della Parrocchia di Santa Lucia di Bergamo, dove Don Giuseppe l’ha conosciuta molti anni fa.

Carlotta Testoni ha già avuto modo di incontrare la comunità di Monte Marenzo durante la Quaresima di quest’anno con due “lezioni” dedicate a Etty Hillesum e Dietrich Bonhoeffer due straordinarie figure del ‘900 vittime del nazismo, testimoni di fede e fraternità:

http://www.unpaeseperstarbene.it/2015/in-chiesa-a-monte-marenzo-una-lezione-di-storia-per-due-testimoni-di-fede-e-fraternita/

http://www.unpaeseperstarbene.it/2015/etty-hillesum-la-ragazza-che-non-sapeva-inginocchiarsi-dietrich-bonhoeffer-il-pastore-pacifista-che-si-oppose-a-hitler/

Ieri sera il tema invece era “L’altro… nell’Islam” e Carlotta Testoni ha tenuto una lezione sulle origini della Religione monoteista, la sua storia e la storia di Maometto, dei principi e i dettati di quella fede e dell’influenza che l’Islam ha avuto e ha nel mondo arabo e non solo.

Convinta femminista, Carlotta Testoni non poteva non partire dall’immagine delle donne velate che hanno colpito subito la sua attenzione e la sua curiosità su questo mondo. Da qui il suo studio e approfondimento. L’altro fenomeno che le suscita indignazione è vedere e sentire gli integralisti uccidere “nel nome di Dio”.

Molti di questi integralisti ignorano letteralmente quali siano i fondamenti, assolutamente non violenti, dell’Islam, di come il potere si serva di loro per lotte interne ed esterne, tra Sunniti e Sciiti, tra il mondo arabo e quello Israeliano, tra i fondamentalisti e “gli infedeli” e di quale sia il disegno, il progetto dell’ISIS.

Carlotta Testoni ha raccontato anche della sua testimonianza di un viaggio recente a Gerusalemme dove è problematica la convivenza tra ebrei, musulmani e cattolici. Ma ha anche rassicurato le persone presenti ieri sera in chiesa, alcune delle quali parteciperanno ad un viaggio in Terra Santa, invitandoli ad andare in una città piena di storia, fascino e bellezza.

Ha anche dato alcuni consigli di lettura: Ogni mattina a Jenin, libro di Susan Abulhawa, la storia di una famiglia araba lungo i sessant’anni del conflitto israelo-palestinese; Hagj di Leon Uris; i libri di Fiamma Nirenstein e un saggio di Paolo Branca.

Io, che ho avuto a che fare col mondo arabo per lavoro e ho letto molta letteratura araba e israeliana, mi permetto di segnalare anche Lettere del sole, lettere della luna, dell’Israeliano Itamar Levy, storia di un ragazzo palestinese che l’occupazione ha costretto all’analfabetismo e che, lettera araba dopo lettera, con fatica e amore, impara a decifrare il mondo; Salam, maman di Hamid Ziarati, Le vicende di una famiglia iraniana prima e dopo la Rivoluzione, attraverso gli occhi allegri di un bambino. Quest’ultimo libro è satto scritto in italiano dall’autore che vive a Torino da molti anni.

Tornando a ieri sera Carlotta Testoni ha concluso con due domande sulla situazione politica nel medio oriente e in nord africa lacerate dall’ISIS: A chi giova? Cosa possiamo Fare?

Già cosa possiamo fare? Forse provare a comprendere, rispettare, amare…

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