concerto
Il concerto, Marc Chagall

Valeria è una nostra cara amica. Per alcuni mesi ha cercato e trovato al “Nespolo” di Airuno sollievo da una profonda sofferenza. Questa è la sua bellissima e toccante testimonianza che ci ha autorizzato a pubblicare.

Nespolo Comunità pulsante di Vita.

Maggio 2016

Arrivo in autoambulanza stremata e colma di paura: catetere, le ossa del bacino doloranti dal contatto sobbalzante con un sedile rigido, senza energie, una larva.

Solo l’anima bramava sospinta dall’intuizione. Sì, era il luogo dove volevo stare, di cui avevo bisogno.

Chantal, bionda con il fiore tra i capelli mi ha accolto e trasportata nella stanza numero 12; iris, luce, quiete. Ho chiesto di fare una vacanza dai tubi, prelievi, macchine diagnostiche indagatrici fredde. Ho imparato a chiedere, ad ascoltarmi, sentivo…mi avrebbero aiutata, sostenuta…non sapevo ancora che mi avrebbero amata.

Mi chiesero cosa desiderassi…risposi un bagno. Sì, me lo avrebbero fatto il giorno dopo.

Mia figlia stremata col cuore foderato di angoscia e gli occhi persi nel dolore…luogo di Morte…non avevo le forze per farle da mamma, sostenerla. Solo il sorriso potevo offrirle e dirle che mi sentivo a Casa e lo sarebbe stata anche per lei. Sentivo quanta Vita pulsava…

Donne e uomini operosi, generosi, sereni e consapevoli, rispettosi, traboccanti di Umanità mai sentita prima.

Mi sono abbandonata nel letto come una naufraga sulla spiaggia…mi sentivo al sicuro.

Nella stanza di Luce ho dormito con le finestre aperte respirando aria fresca… i miei polmoni ringraziavano dopo l’arsura dell’ossigeno.

Il bagno, acqua purificatrice, tre donne mi hanno lavato con cura amorevole e gioiosa, asciugato e massaggiato con olio il corpo scarno e provato dalla sofferenza…la rinascita sussurrava.

Nel silenzio della notte la luna piena è venuta a trovarmi argentea, insieme alla domanda “sei pronta a morire”. No, non ero pronta. Il respiro affannoso, mi sentivo soffocare dall’angoscia, ho chiesto aiuto, è arrivata l’infermiera mi ha preso la mano e con dolcezza mi ha sussurrato di lasciare la porta aperta alla paura quando la sentivo bussare… mi ha chiesto se volessi un aiuto, un farmaco per rilassarmi. Il mio corpo aveva poche energie per gestire tutte quelle emozioni dolorose. Il sonno arrivò e mi avvolse in una coperta di assenza.

La resa, la consapevolezza della morte ha lasciato lo spazio ad accogliere la Vita in ogni istante.

Il risveglio all’alba con il concerto impetuoso degli uccelli, il grazie e l’inizio della magia. L’Amico Musico che vive in armonia con la natura iniziò ogni mattina a suonare antichi strumenti a fiato nella mia camera e le vibrazioni senza limiti raggiunsero tutti gli ospiti per molti giorni.

La mia Anima venne nutrita dal Grande Spirito e le parole del mantra scritte su un telo dai colori indiani appeso alla parete e cantate insieme a più voci. La penna di aquila la sabbia del mare le pietre colorate i fiori il sale di Cervia la lucina nel sale colorato dell’Himalaya i massaggi ai piedi il cibo le persone, tante, incuriosite e libere di condividere e esprimere il bene in forme insolite.

Incontri di amici lontani nel tempo, coincidenze, lì ritrovati. La preghiera che unisce in forme diverse. La vibrazione di tutto questo a beneficio di tutti.

I miei piedi cercavano il contatto con la Terra e un giorno in giardino la toccai tremante e poi più ferma e sentii la Vita chiamarmi.

Con immensa gratitudine a tutto il “Nespolo” Hospice.

Valeria

Categorie: Letteratura Servizi

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I miei piedi cercavano il contatto con la Terra

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