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Mettici la faccia

don-emanueleDon Emanuele Personeni, parroco di Ambivere, che abbiamo conosciuto un anno fa insieme ad altri tre sacerdoti (don Gianluca, don Andrea e don Alessandro delle Comunità parrocchiali di Ambivere, Mapello e Valtrighe) nella Tenda ad Ambivere, di fronte alla chiesa parrocchiale

http://www.unpaeseperstarbene.it/2016/in-quella-tenda-ad-ambivere-con-quattro-sacerdoti-che-vogliono-scuotere-le-coscienze/ in una iniziativa che voleva scuotere le coscienze e l’indifferenza della gente sui temi della povertà, dei migranti e delle guerre, ci invia una mail che pubblichiamo:

Mettici la faccia

Io, don Emanuele Personeni, parroco di Ambivere, BG, in solidarietà con i prigionieri politici palestinesi che sostengono  uno sciopero  della fame da più di un mese, (dal 17 aprile 2017) non prenderò cibo martedì 23 maggio 2017. Faccio questa scelta per attirare l’attenzione sulle violazioni dei diritti umani dei prigionieri palestinesi da parte di Israele. Attualmente sono circa 6500 i prigionieri palestinesi detenuti per motivi di sicurezza da parte di Israele. Queste persone vengono private delle visite familiari per mesi e in alcuni casi per anni. Inoltre circa 500 palestinesi si trovano in detenzione amministrativa senza un processo né la formulazione di un’accusa. Circa 1800 prigionieri hanno aderito a uno sciopero della fame di massa per protestare contro queste violazioni bevendo solo acqua e sale. Israele deve cessare le sue politiche illegali e crudeli contro i prigionieri palestinesi, abolire le restrizioni sulle visite familiari e garantire condizioni di detenzione che soddisfino pienamente gli standard internazionali.

La detenzione illegale dei palestinesi e il trattamento inumano ad essi inflitto si comprende nel quadro dell’occupazione decennale dei territori palestinesi da parte di Israele.  Tutti gli stati che vantano di essere “stati di diritto” e “stati democratici”, hanno il dovere di adoperarsi perché Israele adempia quanto il diritto internazionale e umanitario richiede.

Il silenzio assordante dei media e della politica occidentale è il primo complice delle violazioni dei diritti umani che si stanno consumando in Palestina e Israele.

Unisciti anche tu all’iniziativa.

METTI LA TUA FACCIA E INOLTRA QUESTO MESSAGGIO CON IL TUO NOME E COGNOME.

Per una panoramica delle iniziative promosse da organismi internazionali e palestinesi vedi il sito di:

http://nena-news.it

http://www.assopacepalestina.org/2017/05/amnesty-aderisce-alla-campagna-per-i-prigionieri-in-sciopero-della-fame/

don Emanuele Personeni

 

Un pensiero su “Mettici la faccia”

  1. LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PAOLO GENTILONI

    Signor Presidente Gentiloni,
    don Emanuele Personeni, parroco di Ambivere in provincia di Bergamo, ha deciso di condividere lo sciopero della fame iniziato dai prigionieri palestinesi rinchiusi nelle carceri dello Stato di Israele.
    Una forma non violenta per richiamare la comunità internazionale sulle condizioni in cui versano migliaia di detenuti palestinesi: privati delle visite familiari, alcune centinaia senza la formulazione di una accusa né tantomeno una sentenza in un processo.
    Come sarà possibile avviare qualsiasi cammino di pace in questa martoriata terrà se vengono negati diritti fondamentali ad un intero popolo? Se da tre generazioni i palestinesi vengono cacciati dalle loro terre, le loro case abbattute, la loro libertà limitata da un muro che lentamente li soffoca?
    Signor Presidente, ascoltiamo l’invocazione di don Emanuele e attiviamo tutti i nostri strumenti diplomatici, di relazione, e si intervenga nelle sedi opportune per chiedere il rispetto dei diritti umani per i prigionieri palestinesi, per il popolo palestinese, per aiutare la stessa Israele ad abbandonare una politica di cieca e inaccettabile sopraffazione, destinata ad alimentare una infinita e tragica spirale di violenze e vendette.
    Le allego un link dove potrà leggere il comunicato integrale di don Emanuele: http://www.unpaeseperstarbene.it/2017/mettici-la-faccia/
    La ringrazio per l’attenzione e cordialmente saluto.
    Angelo Gandolfi

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