Quando leggo, o scrivo al computer, a tratti riposo la vista guardando dalla finestra del mio studio (chi lo frequenta riterrà ridicola questa definizione, in quanto è un ibrido tra una camera da letto e un ripostiglio).

La visuale che godo è piuttosto angusta. Una porzione di cielo verso Est ristretta tra un alloro, un abete e una quinta rappresentata dalla collina boscosa di Santa Margherita.

Sabato 22 dicembre, ore 17:35, alzo lo sguardo dalla tastiera e noto un punto luminoso nel pertugio celeste. Proprio non ricordavo di averlo mai visto prima. Faccio una veloce verifica – mappa celeste di Sky Maps, eventi astronomici ricorrenti della stagione e quelli una tantum (non sono un esperto) – e concludo che si tratta della cometa 46/P Wirtanen che ci sta lasciando. Monto il cavalletto e fotografo con un pessimo obiettivo di 810 mm. Mando lo scatto a Sergio con i parametri dell’osservazione (direzione Est, costellazione del Toro, vicina alla stella Aldebaran) che lo inoltra ad un comune amico astrofilo.

E’ molto probabile che sia lei, sentenzia l’amico.

Solo ora decido di condividere con gli amici di UPper questo colpo di fortuna, per una ragione tutta mia. La cometa mi è capitata in casa dopo che, causa il freddo pungente che non sopporto, avevo rinunciato dopo alcuni tentativi di raggiungere il miglior punto di osservazione a noi più vicino: il Pertüs.

E’ un segno, no?

 

Categorie: Scienza

2 Commenti

Bye bye e grazie

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