Ad un estremo ci sono le cacche dei cani sul marciapiede, all’altro la violenza contro persone dalla pelle di diverso colore, in mezzo una valanga di comportamenti che degradano il nostro essere umani e seminano tassi di aggressività e noncuranza che, alla lunga, possono logorare la convivenza civile e democratica delle nostre comunità.

Ecco, la parola è proprio questa: civile. Essere civili non vuol dire dare il buongiorno e la buonasera quando ci si incontra (oddio, è sempre bello salutarsi). Significa soprattutto utilizzare bene le nostre libertà e farci garanti della libertà degli altri, significa tutelare i diritti fondamentali che ci aspettano in quanto persone e cittadini, significa essere responsabili e protagonisti della convivenza nel contesto di vita di appartenenza, significa rispettare la legalità.

Tutte cose già previste e sancite dalla Costituzione della nostra Repubblica, già contenute nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, nonché nella esperienza di quelle pratiche quotidiane che ci fanno star bene e in pace.

Se è già tutto scritto e sperimentato, il problema qual è? Uno dei problemi è che l‘insegnamento dell’educazione civica, della formazione alla coscienza civica, della educazione alla cittadinanza – chiamatela come volete – non è da tempo materia insegnata ai nostri ragazzi.

Da qui la decisione dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) di lanciare una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare, che introduca l’ora di educazione alla cittadinanza come materia curricolare nelle scuole di ogni ordine e grado.

Molti i comuni che hanno aderito, tra questi Monte Marenzo.

A questo proposito il nostro sindaco Paola Colombo ha rivolto un appello a quanti hanno partecipato alla cerimonia del 4 Novembre: “Questa giornata ci deve ricordare che il modo migliore per commemorare degnamente i nostri caduti è impegnarsi in prima persona, ogni giorno, nel nome, certamente dei diritti ma soprattutto dei doveri di ognuno di noi: solo così questa Italia sarà davvero l’Italia che tutti noi vogliamo.

A questo proposito, prima di concludere desidero informarvi che l’ANCI (Associazione dei Comuni Italiani) ha proposto una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che vuole reintrodurre l’insegnamento dell’educazione Civica come materia scolastica.

L’obiettivo della campagna e quello di raccogliere le firme a sostegno della legge che vuole riportare l’educazione alla cittadinanza nelle scuole di ogni ordine e grado con lo studio della Carta costituzionale e del principio di uguaglianza. Si propone di dare una solida educazione al senso di responsabilità, al rispetto degli altri, della legalità, dell’ambiente di trasmettere contenuti fondamentali per il vivere civile. Per firmare questa petizione potete recarvi in comune negli orari di apertura degli uffici e avete tempo fino al 5 gennaio.”

Un invito che UPper fa proprio e invita a recarsi in comune per sostenere con la propria firma questa iniziativa.

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