Carlo Limonta è un regista sapiente ed è maestro nel montare i suoi film. Lo si è visto ieri sera a Calolzio, al Circolo ARCI Spazio Condiviso di Piazza Regazzoni, la bella realtà culturale che da un anno propone eventi, convegni, momenti di incontro, confronto e dibattito.

Carlo ha presentato il suo film “I tesori della DOL” e la sua sapienza è quella di saper raccontare attraverso le immagini. Nessuna è superflua o fuori luogo. Ogni inquadratura è quella più appropriata a descrivere le parole che stiamo ascoltando e, in un sapiente montaggio, la musica sottolinea le immagini e le parole.

Abbiamo conosciuto Carlo Limonta un anno fa, proprio mentre girava questo film, in occasione dell’incontro tra i viaggiatori della 5^ edizione di “In viaggio sulle Orobie”, organizzato dalla Rivista Orobie e i nostri amici del Centro Diurno Disabili del Pascolo di Calolziocorte, accompagnati dai Volontari dell’Associazione Lo Specchio, sul Sentiero ad Utenza Ampliata che noi abbiamo ribattezzato “Un sentiero per tutti”.

Eravamo lì proprio per documentare quell’incontro e abbiamo visto Carlo seduto sul retro di un fuoristrada con il portellone spalancato, riprendere frontalmente la discesa degli amici del CDD.

Poi Carlo è stato il nostro preziosissimo montatore di “Un sentiero per tutti”, anzi, potremmo dire che è stato il terzo autore del film perché ci ha suggerito alcune scene significative.

“I tesori della DOL” racconta del viaggio di quattro giorni, dal 13 al 16 luglio 2017, organizzato dalla Rivista Orobie per riscoprire e far conoscere la Dorsale Orobica Lecchese (DOL). I viaggiatori sono partiti dalla Val Gerola, hanno sfiorato il Pizzo dei Tre Signori, sono passati dai Piani di Bobbio e i Piani di Artavaggio, hanno raggiunto il Resegone e, dopo la Passata, hanno percorso le Camozzere, il Monte Ocone, il Pertüs, il Monte Tesoro, Valcava e la Roncola per poi concludere il viaggio alle Piane di Almenno. Il Viaggio vuole far conoscere, oltre alle bellezze naturali che questo percorso offre, anche la ricchezza di tradizioni, di saperi e sapori che si sono conservati in queste vallate. Il gruppo di viaggiatori era composto da alpinisti, giornalisti, fotografi, artisti, esperti di cibo e vino che si rapportano con escursionisti, appassionati di montagna, ma anche alpeggiatori e rifugisti.

L’amico Ruggero Meles è, da 5 anni, l’animatore e il motore de “In viaggio sulle Orobie”, e ieri sera ha ricordato che quel viaggio è stato solo il primo, importante, atto per un rilancio della DOL e dei suoi tesori che faccia diventare questo cammino un percorso vivo e capace di dare opportunità di lavoro nell’ambito di un turismo sostenibile. Una scommessa che aveva lanciato un anno e mezzo fa quando, in occasione della presentazione del quaderno ecomuseale dedicato alla montagna valsanmartinese, a cura della Comunità montana Valle San Martino e chiudeva il racconto delle montagne dell’Ecomuseo della Val San Martino proprio con la D.O.L. “che collega, con un tessuto di rocce e boschi, tutte le storie che abbiamo incontrato. La vogliamo presentare come un fiume che scorre alto sopra le nostre teste. I sentieri raggiungono la dorsale salendo, come fossero affluenti anomali, dai paesi che fanno parte del territorio dell’Ecomuseo della Val San Martino per permettere agli escursionisti di raggiungere decine di località ricchissime di storia e di natura e godere di un impareggiabile panorama sulla pianura e sull’arco alpino.”

Il film è proprio questo racconto e abbiamo visto non solo i luoghi, ma anche gli uomini e le donne che tengono vive le nostre montagne con la loro amorevole presenza. Tanti i personaggi che ne descrivono le caratteristiche storiche, ambientali e sociali: dall’alpeggiatrice al produttore di formaggi, dal rifugista agli studiosi più diversi, dal giornalista all’alpinista.

E ci sono anche tanti amici di UPper e di Monte Marenzo in questo film: Angelo Gandolfi  che parla dell’importanza del Percorso ad utenza ampliata del Pertüs e che qui il silenzio può essere apprezzato anche dai non vedenti; Michelangelo Morganti, ornitologo dell’Università di Pavia che si sofferma al patrimonio naturalistico, in particolare la ricchezza dell’avifauna; Cristina Melazzi che ci parla del forte legame tra montagna e tradizione edilizia, testimoniato anche nel Museo Ca’ Martì di Carenno; e infine Cinzia Mauri, che ha composto un bellissimo acquerello “animato” con il profilo delle montagne della Dorsale Orobica. Carlo, ieri sera, ci ha rivelato che per realizzare lo slow motion di pochi secondi del film, ci sono voluti 800 scatti fotografici in sequenza, con Cinzia che si è spostata pazientemente dall’inquadratura altrettante volte per permettere uno scatto pulito, riprendere il lavoro di poche pennellate e scostarsi per un nuovo scatto…   

Tante le domande e le riflessioni che hanno suscitato la proiezione del film ieri sera allo Spazio Condiviso affollatissimo che ha accolto il film di Carlo Limonta e la “scommessa” di Ruggero Meles con grandi applausi.

3 Commenti

"I tesori della DOL" applaudito al circolo ARCI Condiviso

  1. Ho letto con attenzione il libro di Michele Corti che ha parti interessanti , però espone anche tesi meno condivise da altri storici. E’ comunque un libro che val la pena di leggere ed il Centro Studi Valle Imagna ne ha ancora molte copie.

  2. Vorrei rispondere a Giulano e Ornella che gentilmente ci segnalano il libro di Michele Corti “LA CIVILTA’ DEI BERGAMINI” sulla posta di UPper.
    Conosco il libro ma non l’ho ancora letto, mi sono già ripromesso di farlo e quello che ho appreso circa i Bergamini è il frutto di una lunga intervista fatta al prof Michele Corti nei sotterranei del Museo del Bitto Storico Ribelle a Gerola Alta durante le riprese per il documentario “I Tesori della DOL” ed anche con l’intervista fatta ad Antonio Carminati a Cà Berizzi e a Cà Roncaglia in Valle Imagna ed interessanti discussioni con Roberto Bonati.
    Non devono scusarsi Ornella e Giuliano, anzi mi ha fatto molto piacere questa “interferenza”.
    Grazie per esserci stati.

  3. Riceviamo sulla posta di UPper da Giuliano e Ornella questa mail che giriamo a Ruggero Meles e Carlo Limonta:

    Ieri sera eravamo alla Presentazione del documentario I tESORI DELLA DOL E LO ABBIAMO MOLTO APPREZZATO.
    Dopo la proiezione e il seguente momneto delle domande avete parlato dei Bergamini. Ci siamo ricordati di avere una pubblicazione riguardante l’argomento e quando siamo arrvati a casa abbiamo controllato
    e abbiamo trovato il libro intitolato “LA CIVILTA’ DEI BERGAMINI” UN’EREDITA’ MISCONOSCIUTA scritta dal SIG.MICHELE CORTI (forse è lo stesso signore della Vostra intervista?) ed edito dal CENTRO STUDI
    VALLE IMAGNA. Magari lo sapete già e siccome ieri sera non avete accennato al libro abbiamo pensato si scriverVi.
    Scusate l’interferenza e buon lavoro

    Giuliano e Ornella

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