Tra etnografia e cinema. La condizione contadina in una cascina lombarda di fine ‘800.

Sono davvero molte le iniziative interessanti che questo inizio d’autunno offre (ed è difficile scegliere!) nel territorio lecchese ed anche qui in Valle San Martino.

Mentre Monte Marenzo si prepara alla nuova edizione di Sapori d’autunno (14 ottobre), si terrà la prima domenica del mese l’appuntamento, promosso da Comunità Montana, della Mostra Agricola (nota a molti come la Fiera di Carenno) che richiama ogni anno grande concorso di pubblico, non solo di addetti al settore.

Proprio alla vigilia della Mostra Agricola, il Gruppo Muratori e Amici di Ca’ Martì, che gestisce il museo di Carenno, propone, insieme all’Associazione Agricoltori Valle San Martino, una serata speciale che vuole unire spettacolo e memoria storica, onorando un artista, Maestro schivo e geniale, da poco scomparso.

L’invito è alla visione del capolavoro di Ermanno Olmi (Bergamo 1931- Asiago 2018), a 40 anni dalla Palma d’Oro di Cannes assegnata a L’albero degli zoccoli nel 1978.

Il film, com’è noto, racconta – con toni di ‘ realismo poetico ’ – la condizione contadina in una cascina lombarda di fine ‘800.

Riproponendo all’attenzione il film di Olmi, Ca’ Martì, come museo ‘etnografico’, dedicato cioè ad una cultura del lavoro (quella della tradizione edilizia), vuole da un lato sottolineare l’intreccio costante tra lavoro edile e contesto agricolo locale: non solo la montagna forniva le risorse, ma alle donne era affidata la campagna in assenza dei familiari emigranti.

Dall’altro, vuole ancora una volta ricordare come, dietro ai documenti, alle immagini, agli oggetti raccolti in una collezione museale, i protagonisti siano le persone con le loro vite vissute, i loro saperi, i loro valori, il loro mondo affettivo.

Ci aiuterà a focalizzare un aspetto più vicino al tema della tradizione edilizia l’arch. Fabrizio Fasolini, esperto in architettura rurale, tra i promotori delle manifestazioni svoltesi nel 40° dell’Albero degli zoccoli a Martinengo, nella Bassa Bergamasca, presso Cascina Zigò, all’epoca set del film.

Un’ulteriore occasione di confronto tra culture del costruire, per promuovere la salvaguardia dei nuclei storici e delle tecniche tradizionali, in continuità con le iniziative promosse dal museo Ca’ Martì per il ciclo “Abitare la terra. Dai saperi tradizionali all’edilizia sostenibile” e con l’impegno del recente Corso Muri a secco realizzato con successo dal Gruppo Muratori e Amici di Ca’ Martì con Fondazione Clerici ed ESPE
Lecco.

Queste, alcune buone ragioni per essere presenti alla serata di sabato 6 ottobre!

 

Museo dei Muratori Ca’ Martì

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