Angelo ha pubblicato ieri la notizia sull’inaugurazione della sede della UILDM della provincia di Lecco intitolata a Daniele Genazzini e ha rimandato all’articolo di Leccoonline con la cronaca dell’evento.

Che dire di più rispetto al puntuale articolo a firma di Anna Tentori? Avevo chiesto a Giorgio Toneatto di fare un racconto fotografico e questa mattina ci ha mandato alcuni scatti che pubblichiamo qui sotto. Ringrazio Giorgio e scorrendo le sue immagini posso aggiungere qualche riflessione.

Posso raccontare che ieri i protagonisti non sono stati solo Gerolamo Fontana e Renato Milani e i rappresentanti UILDM e Telethon che si sono avvicendati al microfono e il Coro Femminile “Vandelia” della Valsassina (con una bella divisa dello stesso colore della T del logo Telethon, come ha improvvisato scherzando il presentatore), o la direttrice Maria Grazia Riva (che ha preferito togliersi le scarpe sull’erba del parco di Villa de’ Ponti).

I protagonisti sono stati idealmente anche tutti coloro che con il loro contributo (i volontari, gli animatori delle mille iniziative e i donatori), sono stati artefici di questo altro tassello che la UILDM della Provincia di Lecco può collocare nella sua storia.

Non parlo di traguardo, ogni tassello dei “grandi motori” di UILDM e di Telethon, diventa pretesto e lancio di nuove iniziative. Gerolamo, Renato e i tanti collaboratori e collaboratrici che hanno vicino, stanno già lavorando per la prossima Maratona con la solita sfida: un euro in più rispetto ai record degli anni precedenti. Scherzando da anni con Gerolamo dico sempre: “Se c’è un euro in più è il mio!”, perché se ciascuno di noi versa un euro in più ogni anno l’obiettivo diventa più raggiungibile. E bene ha fatto Gerolamo a ricordare che non sono euro gettati. Tanti sono i successi della ricerca e tanti sono i progetti “made in Lecco”, (il braccio bionico; il Progetto Polo medico territoriale per le acuzie dei malati neuromuscolari; la realizzazione di comandi vocali per i letti motorizzati), idee tecnologicamente avanzate per migliorare le condizioni di vita delle persone colpite dalle malattie genetiche e rare.   

Nel parco di Villa De Ponti ci sono tante persone con lo stesso obiettivo e ci sono anche tanti ragazzi in carrozzina. Gerolamo quando riprende la parola prima del taglio del nastro spiega il motivo di dell’intitolazione della sede a Daniele Genazzini: “Daniele ci ha lasciati a 26 anni: era un ragazzo che sognava e voleva vivere, ed è per questo che noi lottiamo, per il dovere di dare una speranza concreta a tutti i nostri ragazzi”.

Lucia ed Emilio, i genitori di Daniele, sono lì, un po’ defilati nel parco e, anche una roccia come Emilio (anche se non lo da a vedere), si sarà commosso a queste parole e poco prima quando il coro ha intonato un canto per Daniele e per Leonardo Baldinu, un testimonial del manifesto Telethon che proprio Giorgio ha ritratto due anni fa insieme al nostro Fabrizio che ieri era circondato dai suoi fedelissimi amici.

Mi vengono in mente le parole sentite poco prima dal segretario nazionale UILDM Alberto Fontana: “Ho sempre riconosciuto a questo territorio la capacità di saper costruire comunità, una parola che non dobbiamo perdere di vista, perché essa è in grado di saper dare le risposte alle nostre difficoltà, facendoci sentire meno soli.” E mi viene in mente Daniele, quando frequentava la scuola elementare a Monte Marenzo e in gita veniva letteralmente spinto dai compagni fino alla cima della Torre di San Martino della Battaglia o sui gradini dell’Arena di Verona…

Tocca allora a Lucia ed Emilio tagliare il nastro della nuova sede, accanto a Gerolamo, Renato e a Carlo Greppi, padrone di casa della Comunità Montana. Dietro, fisicamente ed idealmente, ci siete tutti voi. Benvenuti nella “vostra” nuova sede.

 

 

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