La notizia della scomparsa del giornalista Piero Scaramucci ci rattrista e ci ricorda quella sera, il 22 aprile del 2015, quando fu ospite in Sala civica a Monte Marenzo per la presentazione del libro “Una storia quasi soltanto mia” (ed. 2009 Feltrinelli), una lunga intervista  a Licia Rognini, moglie dell’anarchico Pinelli. Presentazione organizzata dall’Associazione Culturale UPper di Monte Marenzo, con il patrocinio del Comune di Monte Marenzo e in collaborazione con la Sezione ANPI di Monte Marenzo e quella della Valle San Martino nell’ambito dei festeggiamenti per il 70° della Liberazione dal Nazifascismo.

Piero Scaramucci, volto storico della Rai e tra i fondatori di RadioPopolare, quella sera, insieme alla figlia di Pino Pinelli, Silvia, ragionò sulla memoria e sul presente, confessò che l’intervista fatta a Licia Pinelli è stata l’intervista più difficile della sua vita. Rispose alle tante domande del pubblico in sala e volle chiudere la serata con una lettura di Giuseppe Gozzini, primo obiettore di coscienza cattolico.

Riprendo in mano il libro che mi autografò quella sera, un libro pieno di sottolineature in matita sulle risposte della moglie di Pinelli alle domande di Scaramucci.

Riguardo le foto di Adriano Barachetti, scattate in Sala Civica, e ricordo la passione e la lucidità di Scaramucci, sempre pronto a dare voce a chi veniva oscurato dai media.  

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