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Don Giuseppe verso una nuova missione

L’impegno pastorale di don Giuseppe a Monte Marenzo sta giungendo al termine.

Come è stato annunciato oggi (30 maggio 2020) durante la Messa del pomeriggio, appena dopo l’estate ricomincerà una nuova esperienza nella comunità di Nembro, portandovi quella testimonianza del Vangelo che abbiamo avuto modo di apprezzare nella sua lunga permanenza a Monte Marenzo.

L’avvicendarsi dei sacerdoti nelle parrocchie è una regola della Chiesa che ha una sua ragion d’essere. Soprattutto – pensiamo noi che non siamo esperti di diritto canonico – per la necessità di riorganizzare la presenza dei servizi religiosi secondo le necessità delle comunità di una diocesi, o per rispondere alle esigenze dei singoli religiosi.

Comunque sia, abbiamo appreso con dispiacere la notizia. Pur nel rispetto dei diversi ambiti abbiamo sempre condiviso con don Giuseppe l’attenzione per gli ultimi, per la pace e l’ambiente, la valorizzazione dei talenti indipendentemente dall’appartenenza religiosa o laica che fosse, l’amore per la cultura.

Un punto di incontro è stato l’apprezzamento reciproco per l’opera del cardinale Martini. In più occasioni abbiamo ragionato sugli scritti di questo grande pensatore della nostra contemporaneità, ben sintetizzai nella frase: “…la differenza da marcare non sarà tanto quella tra credenti e non credenti, ma tra pensanti e non pensanti, tra uomini e donne che hanno il coraggio di vivere la sofferenza, di continuare a cercare per credere, sperare e amare, e uomini e donne che hanno rinunciato alla lotta, che sembrano essersi accontentati dell’orizzonte penultimo e non sanno più accendersi di desiderio e di nostalgia al pensiero dell’ultimo orizzonte e dell’ultima patria.”

Se al primo momento c’è rammarico per il timore si possa interrompere questo dialogo, questa amicizia, poi, più razionalmente, possiamo convenire che non saranno pochi chilometri ad impedirne la prosecuzione.

Inoltre, riteniamo che la scelta di Don Giuseppe non sia dettata da una disaffezione per la nostra comunità, piuttosto dal desiderio di valorizzare, mettere a profitto in un’altra realtà ecclesiale, la positiva esperienza pastorale fatta a Monte Marenzo. Personalmente ho sempre condiviso lo stimolo di rimettersi in gioco, di ricercare nuove motivazioni, per evitare i rischi di un assopirsi interiore.

Non ci resta, per ora, che ringraziare don Giuseppe per la sua presenza tra noi in questi anni e formulare i nostri migliori auguri per la sua nuova missione.

11 pensieri su “Don Giuseppe verso una nuova missione”

  1. Avatar
    Oliviero dice:

    Non voglio esprimere pareri o sentimenti nei confronti dell’attuale parroco di Monte Marenzo che tra breve lascerà in obbedienza al nostro Vescovo la nostra comunità.
    Piuttosto vorrei sfatare un mito che vuole la religione estranea alla politica.
    Per un cristiano non può essere così!
    Ma cosa è la politica:
    Dal vocabolario Treccani:
    POLITICA: Il complesso delle attività che si riferiscono alla ‘vita pubblica’ e agli ‘affari pubblici’ di una determinata comunità di persone. Il termine deriva dal greco pòlis («città-Stato») e sulla scia dell’opera di Aristotele Politica ha anche a lungo indicato l’insieme delle dottrine e dei saperi che hanno per oggetto questa specifica dimensione dell’ AGIRE ASSOCIATO.
    E cosa è la religione:
    Sempre secondo il vocabolario Treccani
    RELIGIONE Complesso di credenze, sentimenti, riti che legano un individuo o un gruppo umano con ciò CHE ESSO RITIENE SACRO.
    Ovviamente nel nostro piccolo ambito la religione predominante è quella Cattolica con i suoi comandamenti, che non sono altro che l’osservanza più scrupolosa del vivere civile e del rispetto dell’altro, non mi sembra cosi difficile quindi asserire che un cattolico in osservanza alla propria fede non possa venire meno in tutti gli ambiti sociali a questi suoi obblighi.

  2. Sergio Vaccaro
    Sergio Vaccaro dice:

    Riporto qui il testo della lettera letta dalle Associazioni di Monte Marenzo in occasione del 40° anniversario del sacerdozio di Don Giuseppe l’11 giugno 2017 e che trovo ancora attuale.

    Ciao don Giuseppe,
    ti diamo del tu, come ci hai invitato a fare, come si dà agli amici e alle persone familiari, perché da molti anni sei entrato nelle nostre famiglie.
    Lo hai fatto quando sei arrivato a Monte Marenzo, nove anni fa. Sei passato da tutte le case, non per dare la benedizione come ci aspettavamo, ma proprio per conoscerci uno ad uno, come un pastore che conosce uno ad uno i componenti del suo gregge. E hai chiesto di condividere un pranzo od una cena, proprio come si fa in una vera famiglia.
    Da allora abbiamo imparato a conoscerti e ad apprezzarti. Ti abbiamo ascoltato e ci hai fatto riflettere con le tue appassionate omelie durante le Celebrazioni dell’Eucaristia, ti abbiamo visto e ci sei stato vicino nei momenti del dolore e in quelli della gioia. Sei stato uguale con ciascuno di noi, anche con chi non è credente o cristiano. Ci hai dato conforto e consiglio, sappiamo che nel bisogno tu ci sei.
    Non è essere famiglia questo? Non è essere Comunità?
    E hai svolto il tuo ruolo di custode del Vangelo. Hai rafforzato la nostra fede e ci hai sempre detto che la cosa più importante è la carità.
    Oggi festeggiamo insieme a te i tuoi quarant’anni di sacerdozio.
    Ti immaginiamo ragazzo, nella tua famiglia, a meditare quella scelta. Quanti anni sono passati? Magari ci pensavi andando in bicicletta. Non eri Gimondi (e tu sei più giovane) e le strade non erano quelle di Sedrina ma della tua Villa D’Adda. E a quell’età magari è difficile fare questo passo. Ma forse la vocazione tiene meno conto delle difficoltà e fa invece maggiormente desiderare la ricchezza e la pienezza della vita di un sacerdote.
    Allora sei andato in seminario, hai studiato, hai ricevuto l’Ordinazione e da allora non ti sei più fermato. Hai avuto altre parrocchie prima di questa, hai continuato a studiare e sei Dottore in Liturgia, hai voluto condividere alcune esperienze in Missione. E non hai abbandonato la tua passione per la bicicletta…
    “Ecco, passa Don Giuseppe”. Così ci diciamo quando ti vediamo. Chi viene da fuori ci guarda e rimane stupito. “Un prete?”. Già, un sacerdote. Tu non mostri di esserlo nell’abito, ma lo sei nel profondo dell’animo.
    Sapendo della tua passione per la bellezza e per l’arte abbiamo pensato a questa Icona che raffigura la Trasfigurazione di Gesù, opera del Maestro Emiliano Tironi: Gesù si mostra ai discepoli con uno straordinario splendore sul Monte Tabor.
    E il Monte Tabor, si sa, metro più, metro meno, è alto come il nostro Monte di Santa Margherita…
    Allora auguri don Giuseppe e grazie.
    Le Associazioni Di Monte Marenzo
    Andech, AIDO, Auser, Alpini, Biblioteca, Cacciatori, Gruppo Mamme, Polisportiva, UILDM, UPper

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    gerolamo fontana dice:

    Mamma mia, Io ho una paura che il fascismo mascherato purtroppo arrivi, in Italia e In Europa, e qui mi fermo.
    Io voglio solo dire che tutte le persone di Monte Marenzo perdono un grande Prete, Don Giuseppe in tutti questi anni, è sempre stato un amico sincero, con Lui potevi parlare di Tutto, Lui ha sempre rispettato il pensiero dell’altro, e naturalmente ha le sue idea e la difende sempre, forse da fastidio questo?
    IO non sono un grande frequentatore della chiesa, però quando ci vado ascolto, partecipo a cuore aperto, io penso che la maggior parte della gente di Monte Marenzo, quando predica don Giuseppe si sia accorto che predica con partecipazione, con una voglia di comunicare e di DARE grandissima, non avete mai guardato i suoi occhi? il suo tono di voce? (scherzando molte volte gli dicevo Giuseppe Sei da coppa dei Campioni) quando predica nei funerali, non è mai stata una predica di un mestierante, no! Lui ci ha sempre messo la voglia di aiutare i parenti che soffrono, come si fa a non capire?
    Io voglio ringraziarlo con un forte abbraccio, Grazie Don Giuseppe Grazie per tutto quello che ci hai dato, sarà una nostra missione non perderci. Grazie ancora. Gerry

    1. Avatar
      Simona malighetti dice:

      Siamo in un paese libero anche di pensiero se non la penso come voi non è un mio problema ma più un vostro io almeno lo esprimo sinceramente non seguo quello di nessuno e se non vi piace pazienza vivo ugualmente e accetto anche il parere diverso dal mio cosa che qualcuno non fa mi sembra sempre i soliti che vogliono che la pensino come loro e no io la penso diversamente fatevi una ragione

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    Simona malighetti dice:

    Il fascismo è finito io posso pensarla come voglio ho avuto la mia esperienza con don Giuseppe di persona per dire questo non penso come fanno tutti come pecore che inseguono il gregge e basta pensarla politicamente nella stessa maniere per essere bravi mi dispiace per voi

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    Marina Mazzola dice:

    Sarebbe buona regola che chi scrive, anche lo facesse sui muri, si firmasse con nome e cognome e si rendesse responsabile di ciò che scrive. Io personalmente sono molto dispiaciuta che Don Giuseppe ci lasci e chi ha frequentato la Chiesa, ma non solo, ha sempre avuto modo di stimarlo ed apprezzarlo in ogni occasione per la lealtà e chiarezza dei suoi giudizi.

    1. Avatar
      PINA dice:

      SE LA SIMONA CHE SCRIVE, E’ LA PERSONA CHE IO PENSO,E’ STATA IMBOCCATA,VISTO CHE NON HA MAAI FREQUENTATO LA CHIESA,ANCHE CON IL PARROCO PRECEDENTE.SICURAMENTE IL DON ANDRA’ A STARE MEGLIO E NON AVRA’ PARROCCHIANI CHE LO MINACCIANO CON TELEFONATE ANONIME.BUONA VITA NUOVA DON GIUSEPPE.

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    Maria Maddalena Chiari dice:

    mi spiace leggere un giudizio così categorico su don Giuseppe: evidentemente ci sono persone che giudicano senza conoscere

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    Simona dice:

    Non piacerà a nessuno il mio parere ma è un prete troppo appartenente alla politica e poco alla religione e che giudicava senza conoscere le persone così per mia esperienza

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    Marilena dice:

    Il nostro silenzio in questo momento è carico di grande affetto per Don Giuseppe ma anche di tristezza

  9. Sergio Vaccaro
    Sergio Vaccaro dice:

    Notizia inaspettata e ovviamente dispiace non avere Don Giuseppe con cui confrontarsi, discutere, condividere alcune piccole e grandi cose.
    Ci siamo sentiti giusto qualche giorno fa per decidere che fare quest’anno per le aperture estive di Santa Margherita con “Alla scoperta di un gioiello tra i boschi”, iniziativa che proprio Don Giuseppe ci spinse ad intraprendere 12 anni fa per la valorizzazione della nostra bellissima chiesa.
    E pochi giorni fa l’abbraccio virtuale di tutta la Comunità per i suoi 70 anni. Auguri che ho avuto il piacere di rivolgere a Don Giuseppe a nome della nostra Associazione UPper.
    In questi 12 anni Don Giuseppe è stato un riferimento preciso.
    Ci auguriamo di sentirci e vederci ancora. Intanto i nostri auguri per il suo futuro e il suo nuovo impegno.
    E Grazie di tutto.
    Sergio Vaccaro

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