Il balletto della mascherina

Ballo in maschera: opera musicale di Giuseppe Verdi su libretto di Antonio Somma.

Balletto. Significato figurativo: Rituale inutile; serie di formalità prive di senso: es: è iniziato il solito b.

Mascherina… Sì, quella (parafrasando Shakespeare: mascherina o non mascherina, questo è il dilemma…).

Sì perché venire a capo di norme e decreti, sentire virologi e Organizzazioni Mondiali Sanitarie, o Governi, o Governatori di Regione, se si deve o non si deve (o si doveva e or si deve) usare la mascherina, è un dilemma che nemmeno Leonardo da Vinci o Albert Einstein potrebbero risolvere in breve tempo.

Sì o no? Prima si dice che devono metterla i sintomatici, poi si dice che è inutile, poi che la si deve mettere là ma non qui. E poi quali? Quelle certificate con filtro FFP2 o FFP3? Quelle chirurgiche? Quelle fatte in casa con stoffa e cartaforno visto che le altre non si trovano o, se si trovano, costano l’occhio della testa?

Sì perché prima non c’erano e erano sconsigliate, poi forse arrivano che la Regione le ha ordinate, poi arriveranno settimana prossima, poi…

E lasciam perdere come si devono indossare, che qualcuno, anche importante, non la sa neppure mettere…

Insomma ora si devono mettere (tutti in Lombardia) appena si esce di casa.

E se non l’hai? Basta coprirsi con una sciarpa (se fa freddo) o un foulard (in tinta con la giacca?).

Ma non dovevamo usare quelle spaziali? Ora basta il foulard?

Insomma ora dicono che piuttosto che niente è meglio piuttosto (non so scrivere in dialetto).

… Non c’è niente da ridere. E’ una cosa estremamente seria.

Categorie: Benessere

2 Commenti

Il balletto della mascherina

  1. “… Non c’è niente da ridere. E’ una cosa estremamente seria.”
    Concordo pienamente con Sergio.
    Ma la parodia in dialetto di Carlo Limonta, fine ed arguta, mi ha fatto ridere fino alle lacrime.
    Perfetta, a conclusione, la morale del finale…Ancora una volta complimenti Carlo!

  2. Tee! . . . . o sentì a l’usterea che la mascherena te ghe purtala nela burseta quan te eet a fa la spesa, dopo ‘l ma dec Pierì che te ghe de metela sö in di dè disper, ma anca ‘Ntugneto el gà resù el ma dec de metela sö quant el spunta ol suu, Gineto pö el ma dech che lü el la pica sö quant el va a regulaa i galene, la so spusa Mariucia la ga pruibì de töla fo prema de sarasö la porta.
    Tee, me sö piö se fa.
    Siamo in un tempo in cui la comunicazione è tutto

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