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Il saluto di tutta la Comunità a Don Giuseppe

Sono stati 12 anni intensi e ricchi di relazioni quelli trascorsi a Monte Marenzo da don Giuseppe Turani. Lo hanno testimoniato ieri sera  tante persone e i rappresentanti delle Associazioni che lo hanno salutato nella chiesa parrocchiale.

L’organizzazione è stata perfetta a cura dei volontari dell’Oratorio che hanno rigorosamente indirizzato le persone ai propri posti nel rispetto delle norme anticovid. L’atmosfera è stata quindi molto particolare per una festa in musica, ma tutti hanno fatto in modo che questa sensazione si tramutasse in un virtuale abbraccio a don Giuseppe.

Eccellente la conduzione della serata da parte di Massimo Tavola che ha introdotto i brani musicali eseguiti da tre bravissimi artisti: Ambra Canevari all’arpa, Andrea Dall’Olio al violino e la cantante Leslie Abbadini. A loro si è aggiunta a sorpresa una vera rivelazione di Monte Marenzo, Marika Locati, che ha cantato alcuni brani e ha poi duettato nel bis conclusivo con Leslie Abbadini. Il pubblico ha omaggiato tutti gli artisti con numerosi applausi ed una standing ovation finale.

La chiesa era troppo piccola per contenere le tante persone che hanno voluto salutare don Giuseppe. Allora l’organizzazione ha previsto la proiezione all’esterno sul sagrato di quanto accadeva in chiesa e quando ha iniziato a piovere qualcuno si è rifugiato sotto gli alberi pur di rimanere ad ascoltare la musica e le parole.

Le Parole sono state tante, impossibile riportarle tutte. Come è impossibile trasmettere con le nostre parole la grande emozione che ha colto alcuni rappresentanti delle Associazioni e della nostra comunità laica e religiosa, chiamati sul pulpito in ordine alfabetico dopo il brevissimo intervento del vicesindaco Franco Spreafico che ha rimandato ad oggi il saluto “ufficiale” dell’Amministrazione a Don Giuseppe.

Quindi si sono alternati al canto e alla musica i saluti di AIDO, Alpini, Andech, Auser, i Catechisti, il Coro Parrocchiale e il Gruppo chitarre, i Coscritti, Il Germoglio del Monte, il Gruppo Mamme, il Gruppo Giovani Missionari, il Gruppo Missionario, il Gruppo Oratorio, il Gruppo di Preghiera, la Polisportiva, Telethon e Uildm, la nostra Associazione UPper ed infine i Cacciatori. 

Ognuno ha cercato, nel proprio intervento, di ricordare le tante cose condivise con don Giuseppe in questi 12 anni. Tante occasioni di incontro e di costruzione di progetti. In tutti la dichiarazione che questi anni rimarranno scolpiti nella nostra memoria e nella storia della nostra comunità. Ognuno ha portato un dono particolare.

Alla fine è toccato a lui, a don Giuseppe. Lo ha fatto nel suo modo, un po’ scherzando e un po’ con riflessioni profonde. Si è presentato come sempre informale in maglietta bianca, aveva seguito con attenzione la musica i canti e le nostre parole e ha ringraziato tutti.

E noi di UPper? Sul nostro sito ci permettiamo di riportare qui sotto il saluto della nostra Associazione a Don Giuseppe. Se altre Associazioni e Gruppi vorranno far conoscere in rete il loro intervento, possono aggiungerlo come commento.

Ho mostrato dal pulpito il nostro regalo: una tela con una riproduzione di un episodio del ciclo affrescato di Santa Margherita. Lo abbiamo fatto, d’accordo con tutti i componenti del Direttivo, per le ragioni che abbiamo spiegato ieri sera.

—-

A Don Giuseppe Turani

Monte Marenzo, 29 agosto 2020

Caro Don Giuseppe,

a un “Quattrocento in mezzo ai boschi” – che ben conosci e che ha segnato, per noi di UPper, un sodalizio importante e fruttuoso – affidiamo il nostro messaggio di saluto e di amicizia per il commiato di oggi.

Tra le tante, abbiamo scelto quest’immagine.

Ricordiamo volentieri di come ci hai suggerito una tua (per noi inedita) interpretazione di fede, rispetto al “dialogo sulle dita” tra Margherita giovinetta e il potente Olibrio, nel nono riquadro del ciclo affrescato delle Storie della Santa.  

È stato il dialogo, lo scambio reciproco di idee e di progetti, di attenzioni e di rispetto, a segnare l’incontro tra la nostra Associazione e il tuo percorso di questi anni nella comunità del paese. La presentazione di libri, il Teatro civile in Oratorio e quello della Passione e dell’Avvento sulle note di De André, gli incontri su non facili temi d’attualità, l’ospitalità per le letture condivise di ‘Tante fedi sotto lo stesso cielo’, fino ai momenti di festa comune.

Sei stato tu a spronarci per valorizzare la chiesetta di Santa Margherita con le aperture estive di “Alla scoperta di un gioiello tra i boschi”, che UPper si è ben volentieri impegnato a sostenere.

Ricorderemo, con te, questi anni in cui abbiamo condiviso grandi e piccoli avvenimenti, l’amore per le cose belle, lo stupore e, insieme, la preoccupazione per questo meraviglioso, e pur così precario, “creato”, l’entusiasmo e il non facile impegno per provare a fare di questa nostra terra – non solo del nostro piccolo paese – un luogo e un tempo dove lo “star bene” valga per tutti.

Con affetto

Associazione Culturale UPper Monte Marenzo – Un Paese per star bene

Con il contributo fotografico di Giorgio Toneatto

 

La galleria fotografica della serata di ieri è curata da Angelo Fontana che ringraziamo.

 

 

9 pensieri su “Il saluto di tutta la Comunità a Don Giuseppe”

  1. Avatar
    Flavio Bonacina dice:

    Il Gruppo Oratorio ha voluto salutare don Giuseppe così…..

    CARO DON GIUSEPPE

    a nome del Gruppo Oratorio vogliamo esprimere il nostro grazie per tutto quello che abbiamo vissuto insieme in questi 12 anni.
    Abbiamo creato con te legami, sintonie, collaborazioni e confronti che hanno arricchito la nostra esperienza di fede e di impegno a servizio della nostra comunità.
    A noi tutti piace ricordare i tuoi occhi gioiosi in occasione delle feste organizzate, colmi di riconoscenza e affetto nei nostri confronti.
    Non neghiamo che oggi in noi c’è un po’ di tristezza, ma andiamo avanti, continuando a condividere insieme ciò che tu hai seminato in noi, mettendo alla base di tutto la generosità, la condivisione e l’accoglienza verso il prossimo.
    Arrivederci caro Don, ti staremo accanto con la preghiera e ti auguriamo di proseguire con serenità e gioia questo tuo nuovo cammino.
    Con tanto affetto.
    Gruppo Oratorio

  2. Sergio
    Sergio dice:

    Anche AIDO ha lasciato sulla nostra pagina Facebook l’intervento fatto sabato sera durante il saluto a Don Giuseppe.
    Qui il link

    https://www.unpaeseperstarbene.it/wp-content/uploads/2020/08/118616791_3234038743353956_3819576024498975670_o.jpg

  3. Avatar
    Oliviero e Luciana dice:

    Caro don Giuseppe,
    a nome del gruppo catechisti vogliamo ringraziarti per questi anni in cui ci hai accompagnato e dove abbiamo cercato di fare tesoro delle tue idee riguardo a cosa sia la catechesi.
    Catechesi significa “insegnare”, ma non un insegnamento scolastico, come ci hai spesso sottolineato: catechesi non è la scuola, i ragazzi non sono alunni dietro un banco, catechesi è annuncio del Vangelo, è mostrare come gli insegnamenti che Gesù ci ha lasciato duemila anni fa, rimangono sempre attuali, insegnamenti che fin da piccoli devono accompagnarci nella vita di tutti i giorni, un’educazione come quella dei nostri nonni, dove il sacro faceva parte del quotidiano e che forse oggi un po’ si è perso, come si sono persi i significati di certe parole; come ad esempio essere “galantuomini” e “donne oneste”, il che non vuol dire che una volta si era migliori, ma semplicemente che si insegnavano nel poco valori come l’onestà e la solidarietà, si insegnava a pregare sapendo ringraziare Dio per le cose belle, chiedere aiuto nella difficoltà e perdono nell’errore, dove nonostante vi fossero più regole e limitazioni, si era più vicini ai sacramenti.
    Certo se i principi nel tempo rimangono gli stessi, cambiano le modalità di trasmissione, ci hai invitati a riflettere su cosa vuole dire essere catechista oggi, a fare scelte coraggiose, ad abbandonare gli schemi più semplici e consolidati della catechesi tradizionale, che possono essere lontani e scomodi per le nuove generazioni, per cercarne di nuovi, per seminare in un campo che non è nostro, pieno di sassi, spine, dove la terra buona c’è ma è nascosta, con l’idea che probabilmente non coglieremo noi i frutti delle nostre fatiche di contadini.
    Non solo, ci hai fatto capire che il catechista non è “uno che ha studiato”, non esistono istruzioni o manuali per essere catechista, ogni catechista è una persona impegnata a cercare di rispondere alla domanda “Chi è Gesù?”, e in questo cammino di ricerca porta con sé gli altri e condivide con loro ogni pezzetto di verità che riesce a scoprire.
    Come San Paolo ci ricorda nella lettura di questa domenica: “Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate di capire ciò che è gradito al Signore.”
    In questo senso tutti devono essere catechisti: i genitori, i nonni, i fratelli e sorelle, gli amici…e infatti tu hai sempre rinnovato l’invito a tutti per il servizio di catechesi, sottolineando l’importanza della condivisione e collaborazione anche nel servizio stesso, perché ciascuno di noi ha dei talenti da investire nel servizio, tanti o pochi non importa, quello che importa è camminare insieme verso Gesù e portare con noi quanti più fratelli e sorelle possibile.
    Quindi grazie don Giuseppe per aver investito il tuo tempo anche nella cura della catechesi e dei catechisti, per averci fatto sempre tenere le porte aperte ai nuovi catechisti, organizzato incontri di formazione per gli adulti sulla Parola di Dio, sostenuto sempre il dialogo con le nuove generazioni, dai più piccoli ai ragazzi e ai giovani, esortandoci a trovare per ciascuno di loro il modo di comunicare che Gesù li ama, ci ama tutti e desidera la nostra felicità, per la quale siamo chiamati a servire, perché come dice una canzone: “Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani, per fare il suo lavoro, oggi Cristo non ha mani…”

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    Carla Magni dice:

    AUSER INSIEME MONTE MARENZO
    Ci siamo chiesti come potessimo salutare don Giuseppe affinché ricordi con nostalgia la sua lunga permanenza tra di noi.
    AUSER, con le poche righe che seguono, intende condividere con voi tutti il senso più autentico di un’amicizia così a lungo praticata e che continuerà anche in futuro.
    Ci conoscente da oltre vent’anni e sapete qual è il nostro compito. Come volontari laici cerchiamo di dare una mano e in modo gratuito alle persone anziane, disabili, comunque fragili e con qualche difficoltà.
    Credetemi, è bello, dà soddisfazione vedere una persona contenta, serena, solo perché l’hai aiutata ad avere qualche piccolo problema in meno. Da questo impegno anche noi volontari riceviamo un aiuto importante: la soddisfazione, nonostante la nostra età non più giovane, di essere utili agli altri, di dare ancora un senso alla nostra esistenza.
    Condividere le storie di chi ci è prossimo, soprattutto le sorti degli ultimi, era inevitabile che ci avrebbe portato ad incontrare don Giuseppe, che di queste sensibilità ne ha fatto il tratto più appassionato del suo percorso pastorale. Su questo terreno comune lo abbiamo conosciuto, apprezzato profondamente come persona e come prete.
    Per dodici anni, caro don Giuseppe, abbiamo condiviso le tue parole colme di pace e senso di giustizia, abbiamo trovato tanti stimoli nelle tue riflessioni del Vangelo calato nel vivo dell’esperienza di ogni giorno, ti abbiamo sentito sempre vicino alle sorti della nostra comunità.
    Per i nostri volontari, sostenitori, utenti dei nostri servizi, sei stato importante perché ci hai rinsaldato nella convinzione che il nostro impegno è cosa buona. Ma soprattutto, i comportamenti e l’esempio che hai testimoniato hanno contribuito a rafforzare i valori di coesistenza e solidarietà nella comunità di Monte Marenzo.
    In una comunità, anche piccola come la nostra, non deve esserci un solo modo di pensare, di comportarsi. Solo dal confronto tra esperienze, sensibilità e culture diverse può nascere una società nuova, un mondo migliore.
    In questi anni, caro don Giuseppe, non hai perso l’occasione di ricordarci questo: “Dobbiamo saper vivere in un mondo in cui ogni individuo va rispettato perché è unico, è una parte speciale della creazione, una scintilla di vita, e una occasione capace di migliorarci tutti”.
    Grazie don, ti confermiamo che da questa strada noi non torneremo indietro.
    Nella valigia che hai preparato, ci permettiamo metterti un piccolo dono che pensiamo ti faccia piacere portare a Nembro: la riproduzione su tela dell’affresco dell’altare di S. Alessandro, la chiesetta che hai amato e restaurato come lascito d’affetto in favore di tutti noi.
    Ciao e buon viaggio.
    Monte Marenzo, 29 agosto 2020.

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    Nadia dice:

    Caro Don Giuseppe,
    in questi dodici anni abbiamo scoperto la tua grande passione per la musica, in particolare quella
    sacra.
    Hai organizzato, ogni anno, per le solennità di San Paolo e della Madonna del Rosario numerosi
    concerti in modo che la musica potesse esprimere con pienezza la gioia della festa.
    Come comunità abbiamo così avuto la possibilità di scoprire la “voce” dell’organo, sia da solista,
    sia in coppia con altri strumenti come la tromba, il sassofono, il flauto traverso…
    Che meraviglia scoprire i vari registri, anche quelli più inusuali del nostro bell’organo Bossi!
    In alcune occasioni abbiamo avuto modo di ascoltare canti proposti da cori di altre parrocchie;
    anche il nostro coro, quando era più numeroso, si è esibito presentando i propri “cavalli di
    battaglia”.
    A proposito di canto e coro… nel tuo libro “Celebrare l’eucarestia” hai scritto: “Chi partecipa
    all’Eucarestia, è bene che unisca la sua voce al canto dell’assemblea, perché cantare è proprio di
    chi ama e chi canta bene prega due volte, come dice Sant’Agostino.”
    In tutte le celebrazioni eucaristiche, anche le ordinarie, quelle di tutti i giorni, hai voluto che il
    canto accompagnasse sempre la liturgia, come espressione di una preghiera intensa e profonda.
    Nelle celebrazioni della domenica poi hai cercato in tutti i modi che il canto fosse sostenuto anche
    da uno strumento.
    Ecco allora la chitarra, strumento più informale, adatto per la celebrazione eucaristica per i ragazzi
    e le famiglie. Per la celebrazione vespertina, per quella serale e per le solennità hai invece
    valorizzato l’organo, lo strumento per eccellenza della musica sacra.
    Nell’animazione liturgica, sia come Gruppo delle chitarre sia come Coro parrocchiale, abbiamo
    cercato di tener presente le tue preziose indicazioni: guidare e sostenere il canto dell’assemblea e
    non sostituirsi ad essa.
    Infatti ci siamo sforzati di fare in modo che l’assemblea fosse aiutata a partecipare in modo attivo,
    proponendo diversi canti per esprimere i momenti di gioia e di acclamazione (Alleluia e Santo), di
    supplica e di ringraziamento, di meditazione e purtroppo, in alcuni casi, anche di dolore.
    Il Coro parrocchiale e il Gruppo delle Chitarre si propongono di essere un insieme di voci e di suoni
    che esprimono la gioia di incontrarsi con il Signore, coinvolgendo e supportando i fedeli
    partecipanti, per formare un’unica voce di lode.
    Il canto non è un semplice decoro o segno di solennità e neppure soltanto espressione artistica o
    di festa; diventa invece parola-musica-preghiera, in collegamento stretto con la liturgia della
    Parola, per celebrare il Signore Gesù in modo comunitario.
    Ti ringraziamo, don Giuseppe, per averci aiutato a crescere nella consapevolezza di questo ruolo.
    Ora ti vogliamo salutare, augurandoti di vivere con passione la nuova missione che ti viene
    affidata.
    Siamo sicuri che la musica continuerà ad accompagnarti nel tuo cammino.
    il Coro San Paolo
    il Gruppo delle chitarre
    gli Organisti

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    Locatelli Germana Antonia dice:

    SALUTO A DON GIUSEPPE DALLA SEZIONE CACCIATORI.
    Carissimo Don Giuseppe,
    tra Lei e la nostra sezione, non c’è purtroppo stato molto feeling, forse dovuto anche a causa delle diverse passioni sportive, ma questo non ci impedisce di riconoscere e di esprimere che persona speciale Lei sia.
    Volevamo salutarla e augurarle il meglio per il futuro. Ora Lei inizierà una nuova missione a Nembro e di sicuro porterà tanta gioia e speranza come ha fatto qui a Monte Marenzo per ben 12 anni.
    La salutiamo donandole due pensieri:
    – I GUANTI, che possano tenere al caldo le sue mani durante gli inverni freddi, come Lei è riuscito a scaldare molti cuori e molte anime con le sue Omelie;
    – IL PORTACHIAVI MULTIFUNZIONALE, che possa aiutarla, nel momento del bisogno, a superare quelle piccole difficoltà che ogni tanto capitano lungo il percorso. Un po’ come Lei che ha sempre trovato il modo o le parole per aiutare le persone in difficoltà, non solo fisicamente, ma anche spiritualmente.
    A nome della Sezione Cacciatori di Monte Marenzo Le porgo i nostri più cordiali saluti e i nostri più sinceri ringraziamenti.
    Arrivederci Don Giuseppe.

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    Angelo Fontana dice:

    Il saluto a Don Giuseppe da parte dei sui coscritti :

    Caro Don Giuseppe, la classe 1950, i tuoi coscritti di Monte Marenzo, con gratitudine e stima si uniscono a tutta la Comunità per un affettuoso saluto e ringraziamento per questi dodici anni trascorsi insieme.
    Parti per un nuovo impegno pastorale e speriamo proprio di far parte dei tanti ricordi che metterai nella tua valigia.
    Ti chiediamo di avere un pensiero per noi nelle tue preghiere, unitamente alla nostra comunità e a tutte le persone che ti hanno voluto bene.
    Sappi che quando verrai a Monte Marenzo, sarai sempre il benvenuto.
    Vogliamo regalare un rasoio elettrico a te, che sei stato il primo ciclista tra i parroci che ti hanno preceduto qui a Monte Marenzo, cosi tutte le mattine, quando farai la barba, ti ricorderai di noi coscritti.

    Con affetto,
    Adriana, Angelo, Elide, Enrico, Gabriele, Gerolamo, Gilio, Giulio, Giancarlo, Laura, Marisa, Luigi, Lidano, Nina, Sergio, Tulio.

    Monte Marenzo, 29 agosto 2020.

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    ANNA MARIA dice:

    SALUTO DE “IL GERMOGLIO DEL MONTE”

    Grazie Massimo che mi dai questo spazio per fare i saluti anch’io.
    Rappresento un gruppo nuovo qui a Monte, Il Germoglio del Monte, nato nell’autunno scorso a seguito del libro che ho pubblicato e in ricordo di mio figlio Davide e dei suoi amici.
    Ringrazio don Giuseppe che mi ha incoraggiato ad intraprendere questo progetto, mi ha dato buoni consigli e ci ha sempre accolti in oratorio per le nostre riunioni.
    Vogliamo esprimere il nostro augurio di buona vita attraverso un piccolo e umile dono contenuto in questa piccola bisaccia confezionata da Ivana, che tu conosci bene.
    E’ un semplice portachiavi, ma è prezioso perchè fatto a mano da uno degli artisti del legno di Monte Marenzo: Ferdinando. Rappresenta il simbolo del nostro gruppo, un germoglio di bucaneve come segno di speranza e di buona vita tra le persone.
    Ti auguriamo di appenderci le chiavi della felicità, della serenità e della sempre più profonda fede in Dio.
    Io a nome de Il Germoglio del Monte ti saluto e ti lascio con un’altra sorpresa perchè un membro del nostro gruppo ti ha scritto una dedica in rima. Prego Luciana:

    DEDICA A DON GIUSEPPE

    Era arrivato un prete al nostro paese
    veniva al posto di don Renato
    era semplice e cortese
    il vecchio parroco era affaticato.

    Don Giuseppe il suo nome
    e lui giovane ancor
    prese a cuore la sua missione
    con passione e fervor.

    Le celebrazioni domenicali andò facendo
    e come Vangelo le sue spiegazioni
    lasciavan di stucco suscitando
    nella gente tante emozioni.

    Il suo interesse andava dai grandi ai piccini
    dai vecchi agli acciaccati
    tutti volea come fratelli vicini
    senza rancori o volti imbronciati.

    Nel frammezzo con tanta passione
    andava in bicicletta
    e si dimostrava come un campione
    senza paura di alcuna vetta.

    Tutto sembrava sistemato
    ma ahimè sul più bello
    l’idillio si è spezzato
    come una tela senza più acquarello.

    La sua permanenza a Monte è terminata
    non vorremmo pensare ad un addio mortificato
    ma far nascere un augurio di lunga data
    per un apostolato fecondo nel paese al quale è destinato.

  9. Avatar
    ANNA MARIA dice:

    ANCORA TANTI AUGURI DON GIUSEPPE, BUONA VITA E BUONA FORTUNA PER LA TUA NUOVA MISSIONE

    IL GERMOGLIO DEL MONTE

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