L’avventurosa fuga di Caterina Villa e altre storie di donne per la libertà
Non è facile, per chi oggi ha solo dieci anni, avvicinarsi alla ‘Storia’.
Ad avvenimenti che – se per noi adulti o ‘grandi adulti’ sono più ravvicinati, come tempo e come senso – agli occhi di un preadolescente appaiono davvero tanto lontani!
Tuttavia ci abbiamo provato, invitando la classe Quinta della Scuola Primaria Senza Zaino di Monte Marenzo, con la loro Insegnante Monica Carsana, a visitare la Mostra dedicata alle tante protagoniste della Resistenza nel territorio lecchese, del meratese e della Brianza.
Una ventina i pannelli che illustrano la ricerca documentaria, voluta e realizzata lo scorso anno dall’Anpi provinciale di Lecco, dalla sezione lecchese dell’ Unione Donne Italiane, dall’associazione culturale meratese Punto Rosso. La mostra, itinerante su richiesta, è già stata presentata a Lecco, Merate e in molte realtà della provincia. Come UPper e Biblioteca civica abbiamo tenuto a farla conoscere qui in paese, ospitata dall’Amministrazione al primo piano del Comune.
A raccontare e illustrare la mostra si è offerta Liliana Rota, dell’Associazione Punto Rosso di Cernusco Lombardone, che teniamo a ringraziare. Liliana è tra le ideatrici e promotrici del lavoro di ricerca e raccolta di documenti, lettere, fotografie che ha permesso di ricostruire e valorizzare il contributo determinante di giovani donne coraggiose, impegnate (in alcuni casi fino al sacrificio della vita) accanto a ragazzi, uomini, famiglie, sacerdoti, personaggi importanti e gente comune, a combattere, anche nella nostra zona, per la Liberazione dal regime fascista e per la costruzione di un’Italia finalmente democratica.
L’apporto femminile all’indomani della Guerra sarà fondamentale, oltre che nella scelta della Repubblica come forma di governo, anche nella stesura della nostra Carta Costituzionale, benché circoscritto alle ventuno donne elette nell’Assemblea chiamata a redigerla. Così, l’ultimo pannello della Mostra richiama esplicitamente la volontà, da ascrivere alle ‘Madri Costituenti’, di inserire la pace come riferimento essenziale nella nostra Costituzione.
Tra il gruppo classe in visita, qualcuna e qualcuno ha seguito con più curiosità e attenzione il nostro non facile racconto: hanno attratto in particolare le vicende quasi da film di cui sono state protagoniste giovani lecchesi, come Caterina, una delle sorelle Villa, di cui si ricorda la rocambolesca fuga dal treno blindato diretto ai campi di concentramento.
Alcune ragazzine hanno colto la difficoltà di vita delle donne di allora, ponendoci domande a cui abbiamo cercato di dare spiegazioni.
Insieme alla propria firma, qualcuno/a ha lasciato brevi commenti positivi o, al contrario, molto critici su quanto visto: una piccola libertà e sincerità di opinione che – ci siamo detti tra noi e l’insegnante, con un sorriso- possiamo ben concedere ai ragazzi, per fortuna e grazie anche a chi ci ha preceduto, così come è importante continuare a difendere questa e altre libertà, per tutti noi.
Un grazie al gruppo classe, siamo contenti di avervi ospitati, buona scuola e buon fine scuola!
Cristina Melazzi
