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“Le giostre”, di Aurora Spreafico e Caterina Dazzi, incantano

Bravissime!

È il commento generale che il pubblico presente ha espresso dopo (e durante) lo spettacolo “Le giostre” alle due protagoniste sul palco dell’anfiteatro di Monte Marenzo.

Sì, anche durante, perché ci sono stati applausi a scena aperta in alcuni momenti in cui Aurora chiosava con una frase un lungo monologo poetico sulla base sonora che Caterina aveva scelto. E tanti in piedi alla fine ad applaudire.

Le immagini qui sotto restituiscono il clima che si respirava tra il pubblico attento che guardava e ascoltava la performance, un dialogo in musica con le parole di Aurora Spreafico, attrice e poeta, e la selezione musicale di Caterina Dazzi, regista e “giostraia”.

“Il palco è uno spazio di intimità. La consolle è a terra, le atmosfere sono quelle sono in una cantina rivoluzionaria e di grandi sogni spiritual punk. La musica è una selezione-ottovolante, le sonorità si ampliano, muovendosi dalla scomposizione mantrica di pezzi elettronici alle feste di paese.” Così leggiamo dalla scheda tecnica dello spettacolo ideato dal Collettivo Fontana, una compagnia teatrale romana under 30 fondata da Caterina Dazzi (regista), Aurora Spreafico (autrice e attrice), Luigi Fedele (attore e creativo) e Valeria Bocchia (producer).

E a dare una preziosissima mano ad amplificare e gestire i suoni è stato l’amico Massimo Deo, ancora una volta disponibile ad aiutare Aurora e la nostra Associazione in questo bellissimo spettacolo che è già andato in scena in giro per l’Italia.

Ma andiamo con ordine e con i ringraziamenti. Innanzitutto ad AUSER Monte Marenzo che ha contribuito a questo progetto, al Comune di Monte Marenzo per il patrocinio, alla Parrocchia che era disponibile ad ospitarci in caso di pioggia (ma ieri il tempo era splendido) ed infine la nostra Associazione UPper che ha voluto riportare Aurora proprio dove ha mosso i suoi primi passi d’attrice (una splendida interprete del nostro teatro civile in “Io sono la mia opera”) e che si è diplomata all’Accademia del Piccolo Teatro di Milano.

Caterina, diplomata all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’amico di Roma, ha giocato con la musica esaltando e sottolineando le parole di Aurora e ha sapientemente sfruttato lo spazio dell’anfiteatro.

Dopo lo spettacolo qualche dolce, qualche patatina e del buon vino, per festeggiare come in un picnic di paese, che tutti hanno apprezzato, mentre Aurora firmava le copie di “Le giostre” e il suo precedente libro di poesie “Sirene”.

Oltre alle foto qui sotto (grazie ad Alberto Nava e Graziano Morganti), vi lasciamo con una lettera che Angelo Gandolfi ha indirizzato ad Aurora dopo la lettura del testo di “Le giostre”:

 

5 SETTEMBRE 2025

Aurora, cara amica, scendo ora da Giostre e sono ancora frastornato.

Troppe lune sulle spalle per poter tener dietro all’impeto del “voglio tutto” del tuo lampo, stella piè veloce appena spuntata all’orizzonte.

Hai tanto amore da donare che basta per l’eternità, ma deve farsi strada a colpi di molotov per sbriciolare gli scheletri di chi ci assegna un destino soffocante. Abbiamo bisogno dell’innocenza bambina per uccidere le certezze incistate come cancri nel cuore, abbiamo bisogno delle antiche saggezze delle montagne per resistere al vortice di una Terra uscita dai cardini.

Leggendoti colgo come col ventre capace della nostra paranza draghiamo l’esistenza e raccogliamo di tutto e il contrario di tutto. Forse ci intossicheremo e moriremo, forse subiremo una mutazione epigenetica e germinerà una nuova umanità, nuove piante, altri animali, rocce inedite.

La tua poesia canta questo passaggio delicatissimo. Squaderna tutte le parti in commedia, apre le ante dell’immenso armadio dei costumi, ognuno potrà scegliere il personaggio istigato dal suo demone e si sentirà protagonista.

Dietro le quinte il caso se ne frega del trambusto e sta scrivendo la sceneggiatura a tutti sconosciuta. Forse una sola certezza: su questa opera non calerà mai il sipario.

Cara Aurora, mi emoziona leggerti. Le tue strofe, le tue allegorie, le tue riuscitissime costruzioni sinestesiche, non si adagiano mai, dentro hanno una furia creativa e dinamica prossima a una raccolta di sentenze del nostro tempo (non è un paradosso), sillabario per comprendere le radici della nostra identità culturale.

Un pensiero su ““Le giostre”, di Aurora Spreafico e Caterina Dazzi, incantano”

  1. Una sottile traccia dalla Grazia alla Disgrazia. Dal “nostro” ’68 fin qui. Questi nostri nipoti hanno ancora una bella voglia di rompere tutto. Tutta questa assurda civiltà che cammina spedita verso il disastro. Molto evocativi i racconti a più dimensioni. Brava Aurora e Brava Caterina.

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