Lettera per il giorno della Cresima
Nel giorno della Cresima F. ha ricevuto dagli zii (redattori e amici di Upper) questa lettera. E’ una riflessione che, prendendo spunto dai fondamenti di questo sacramento, va oltre il rito religioso e ne estende il significato profondo al complesso e meraviglioso transito dall’infanzia all’adolescenza.
Carissimo F., innanzitutto grazie per l’invito a condividere la giornata della tua Cresima.
Durante gli incontri di preparazione i catechisti ti avranno spiegato, molto meglio di noi, quali sono gli impegni e i doni che ricevi con questo sacramento.
Forse già lo sai che alcuni di questi doni sono molto importanti per tutte le donne e gli uomini della Terra, anche dai non cristiani. Sperando di non annoiarti vorremmo condividere con te alcune riflessioni su questi doni.
Lo possiamo fare perché sei un tipo in gamba e, soprattutto, stai transitando da essere bambino ad essere un adolescente. L’adolescenza è un’età meravigliosa, piena di vita, di scoperte, di scelte, che segneranno per sempre la strada della tua vita.
Sai qual è l’aspetto più grandioso di questo passaggio? Sul mondo visto con gli occhi di un bambino, che in gran parte sono gli occhi di mamma, papà e di ogni familiare con i quali vivi, pian piano si posano gli occhi tuoi, di una persona che sta diventando adulta. Credici, cambia molto.
Su molte cose comincerai ad avere le tue idee, sentirai la necessità di scegliere secondo i tuoi desideri e le tue speranze (che non sempre saranno condivisi dagli adulti). Per esempio, ti irriterà sentirti dire dai grandi: “Fai come ti dico, perché ci ho provato prima io”. L’esperienza è importante e avranno pure ragione, ma vorrai provare tu a creare qualcosa di nuovo, a sperimentare tutte quelle sensazioni, quei sentimenti, che ci fanno essere persone libere e consapevoli (consapevoli significa comprendere le cose che fai, che dici, capire i motivi di quello che ti succede e che vogliono da te).
Allo zio A., che non cammina, piacerebbe tanto camminare in montagna. Tanti suoi amici amanti delle escursioni gli raccontano per filo e per segno dei panorami, del vento nei capelli, del silenzio e dei richiami degli animali selvatici. Lui ringrazia, ma sa che non riuscirà mai a godere in modo autentico una situazione che non riesce a vivere in prima persona.
L’uomo è un essere sociale, quindi per tutta la vita ti confronterai con gli altri. A maggior ragione durante l’adolescenza è una buona cosa confrontarti, comunicare con chi ti ama, senza rinunciare ad esprimere le tue idee, a sostenere con convinzione le tue proposte. Vedrai che le persone che ti amano, proprio perché ti amano, sapranno ascoltarti e in tante occasioni condividere le tue ragioni, la tua volontà.
Caro F., ritorniamo ai doni che acquisisci in questa giornata. Ne prendiamo alcuni e su questi vogliamo con te condividere dei pensieri, tenendo nel giusto conto anche i pensieri di quanti non si riconoscono solo nelle religioni. Di questi ragionamenti puoi anche non tenerne conto, ma ci piace farlo perché anche a noi vecchi ogni tanto fa bene ricordare come dobbiamo comportarci.
Sapienza. Il sapere, che parola grandiosa! Se ci dovessero chiedere di dare una definizione a “chi è l’uomo?”, una delle risposte migliori sarebbe: “L’uomo è il suo sapere”. Dopo 6-7 milioni di anni dalla comparsa dei primi ominidi, dopo 300.000 anni dall’Homo Sapiens, oggi noi siamo il sapere che abbiamo accumulato in questo tempo lunghissimo. Nessuno saprà mai tutto, ma noi dobbiamo continuare ad arricchire il nostro sapere per arricchire la nostra umanità. Dobbiamo imparare da tutto e da tutti: da ogni essere vivente (compresi gli animali e le piante), dalle relazioni sociali e personali, dalla cultura, dall’esperienza e dalla storia di quanti ci hanno preceduto, dalle emozioni e dai sentimenti, dai consigli del cuore, come dalle immagini della nostra fantasia. Anche nelle stelle e i nei mondi dell’Universo senza confini, così apparentemente muti, da sempre cerchiamo di carpire nuovi saperi dagli infiniti misteri custoditi.
Intelletto e fortezza. In molte religioni l’intelletto è la capacità di penetrare nel senso del divino. Per tutti è la capacità di comprendere, ragionare e confrontare con logica, ma anche il motore del pensiero astratto. Caro F., il cervello con le sue 200 miliardi di cellule è l’organo fisico usato dall’intelletto per esercitare il suo potere. Quindi, dobbiamo sempre tenere l’intelligenza accesa e funzionante, senza la quale il sapere di cui si diceva poc’anzi sarebbe impossibile, senza la quale, per ignoranza (nel senso di ignorare), si potrebbero commettere profonde ingiustizie, colpevoli atrocità. Sappiamo che anche persone dotate di intelligenza hanno commesso cose terribili, questo perché non l’hanno saputa o voluta accompagnare, come sempre si deve, dalla coscienza, dalla responsabilità morale e dal rispetto della vita e dignità altrui. Sulla fortezza la vogliamo fare semplice: è la volontà. Nella vita di ognuno di noi, così come nella tua, molte cose accadono per caso, non possiamo farci niente. Tante altre – ed è la parte migliore di noi – possono accadere solo se abbiamo la volontà di realizzarle. Lavoro, studio, amore verso una persona e verso il prossimo, opere creative, e mille altri desideri che il nostro intelletto immagina, è solo con la nostra volontà che prendono vita, si concretizzano.
Pietà. Chiudo con questo dono il più delle volte frainteso, frainteso nella sua forma peggiore. Forse ti sarà capitato di sentir dire di una persona che fa pietà, che è uno sfigato, un rottame umano, da tenere alla larga perché non ha nulla di buono da offrire. Affermazioni completamente sbagliate.
Per gli antichi latini la piétas era un sistema di valori morali, religiosi e sociali di fondamentale importanza. Significava un sacco di principi: devozione per il divino, rispetto per la famiglia, lealtà, onore e dovere. Noi contemporanei col termine pietà esprimiamo la condivisione verso chi soffre, l’avere dei sentimenti teneri e commossi, l’essere in grado di avere degli slanci affettivi e di solidarietà verso quanti ci chiedono aiuto.
Caro F. in questo momento ci giungono fortissime richieste di aiuto anche se il più delle volte non le sentiamo, frastornati come siamo da una montagna di stupidate, da cose prive di valore autentico. Queste grida ci giungono da bambini e innocenti polverizzati dalle guerre. Da milioni di persone che fuggono da conflitti devastanti, fame, malattie, estreme povertà. Da tante persone, che pur abitando da sempre vicino a noi, non ci accorgiamo che annegano nel bisogno, inascoltati e privati della loro dignità.
Ecco, verso tutti quanti si trovano in queste condizioni dobbiamo provare il più autentico senso di pietà, nel suo significato più autentico, antico e contemporaneo, come unica soluzione per rimanere umani, per salvare questa nostra meravigliosa Terra.
Perdonaci per questo scritto, forse troppo lungo. Se sei riuscito ad arrivare a questo punto, vincendo la tentazione di interrompere la lettura, sei decisamente più bravo di quanto eravamo noi alla tua età.
Con profondo affetto.
firmato C. R. A. A.
Carvico, 18 maggio 2025.
