Luci e rugiada
Quel che sicuramente possiamo dire, all’indomani, è che valeva la pena: di questo, grazie a tutte e tutti.
Valeva la pena invitare Lo Specchio e UPper a presentare anche a Carenno il loro film.
Valeva la pena chiedere un’altra volta l’agibilità della sala a Fondazione Casa del Fanciullo e la collaborazione tecnica per la proiezione a ProLoco e, ancora prima, contare – come Gruppo Muratori e Amici di Ca’Martì, ideatori dell’iniziativa – su Soci e direttivo per la promozione, la predisposizione e poi l’accompagnamento al breve tratto di percorso tra pietre a secco, fino al ristoro finale, grazie all’orto di Piero e alle abilità pasticcere di Ime e Fiorella, nonché al tavolo bibite di ProLoco. Un altro tavolo, a cura dello Specchio, ha esposto lavori in ceramica realizzati dagli Ospiti del CDD.
La proiezione di “come rugiada” (il film di Carlo Limonta che ha firmato anche la sceneggiatura con Angelo Gandolfi) è stata accolta con attenzione e interesse, commozione e rispetto, dai convenuti per il pomeriggio di domenica 24 agosto nel contesto naturale della Fracetta, poco fuori il centro del paese.
Qui, tra fine agosto e primi settembre, l’Associazione che gestisce il Museo comunale Ca’ Martì dedicato alla tradizione edile del territorio, promuove da alcuni anni l’appuntamento, inizialmente in versione notturna, “Luci sulle pietre”: con l’intento di mettere in luce il tema delle tecniche tradizionali in pietra a secco, oggetto di riscoperta e manutenzione a cura della stessa Associazione, attraverso Corsi (in loco e altrove) e indagini etnografiche ed ambientali, ma anche di ben più ampia valorizzazione a livello nazionale e internazionale. (Vedi articolo al link: https://www.unpaeseperstarbene.it/2025/metter-mano-alla-cura-del-presente/)
L’edizione di quest’anno – come recita la locandina – si presentava come
“dedicata al nostro territorio, a chi ne custodisce le opere e a chi ne custodisce le persone”.
Si voleva, cioè, dedicare una “luce” particolare a vite non facili e, insieme, a coloro che portano sollievo, ‘come rugiada’, alle vite di questi compagni tra noi, che quotidianamente affrontano prove, a volte dure come pietre.
La metafora della luce è, del resto, legata all’idea stessa alla base del museo Ca’ Martì, che nasce per illuminare una vicenda umana e sociale, una tradizione secolare fatta di sassi e di conoscenze, di mani e di saperi, di difficoltà e di traguardi. Per proprio compito, poi, ogni museo è luogo di incontro e di costruzione di comunità, tanto più in un contesto globale così drammatico.
Grazie ancora a quanti hanno contribuito e partecipato alla giornata dedicata a “come rugiada”. Per il congedo, avevo trascritto un pensiero che ci arriva da quasi cento anni fa. Non c’è stato tempo per condividerlo e lo riportiamo qui:
“Quanto dovremmo aspettare perché anche gli altri diventino pacifisti? ….Non si può dirlo, ma forse non è una speranza utopistica….Nel frattempo possiamo dirci: tutto ciò che promuove l’evoluzione civile lavora anche contro la guerra.” Sigmund Freud, Albert Einstein, Perché la guerra? (1932), trad it. Bollati Boringhieri, Torino 2013.
Cristina Melazzi
Galleria fotografica a cura di Graziano Morganti e Cristina Melazzi

Per iniziare vorrei ringraziare Cà Martì, la Pro Loco, la comunità di Carenno e l’associazione Lo Specchio per questo interessante evento che vuole rimarcare una tradizione importantissima come quella dei muratori e la loro arte di trattare la pietra, tramandando una conoscenza che ancora oggi è un patrimonio ricchissimo. La proiezione del documentario ‘come rugiada’ si trova bene in questa manifestazione, e trovo molto centrata la metafora già citata circa la difficoltà che il mondo dei muratori ha dovuto affrontare nel trattare una materia dura come la pietra e la durezza della quotidianità affrontata dai nostri amici fragili. Il profondo senso di umanità che accompagna questi eventi è ciò di cui abbiamo bisogno soprattutto in questo nostro tempo che appare così arido, così privo di gesti gentili. Grazie ancora a Cristina, Alberto e tutte le persone che nei vari ambiti si sono adoperati per la buona riuscita della manifestazione.
Carlo
LUCE SULLE PIETRE, LUCE SULLE FRAGILITA’ E… LUCE SULLA MEMORIA DE “LO SPECCHIO”
Siamo grati dell’invito che abbiamo accolto molto volentieri. Una proiezione di COME RUGIADA a Carenno ci mancava… era proprio da farsi!
Per LO SPECCHIO Carenno è il luogo dove per diversi anni si è svolta la camminata rivolta anche a persone con disabilità “Toccare il cielo… con un dito”.
Carenno è sinonimo di Pertus dove si prova il percorso ad utenza ampliata Paolo VI a cui abbiamo dedicato il cortometraggio UN SENTIERO PER TUTTI (soggetto e riprese di Angelo Gandolfi, Sergio Vaccaro, Carlo Limonta e Giorgio Toneatto – visibile su YouTube). Carenno è la meta sicura per il nostro “turismo lento” dove passare una giornata in serenità con i nostri ragazzi, accolti sempre con calore dagli amici del bar “Il Centrale”.
Una proiezione così ben presentata inevitabilmente ancora una volta ci ha emozionato e commosso.