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Un semplice naso rosso si trasforma in una magica chiave per entrare nel cuore delle persone

Avrei dovuto aspettarmelo… Lele arriva con la sua sposa, con una scatola piena di libri e una borsa. AnnaMaria, Don Angelo e Flavio hanno già predisposto il proiettore e le sedie davanti al tavolo. Dietro al tavolo ci sono io che dovrei presentare la serata e Lele spiazza tutti… mi si avvicina ed inizia a truccarmi con collana di carta, cappello, e mi incolla dei baffi bianchi… Lui invece si mette un cappello e un naso rosso…

Il pubblico comincia a ridere. Sembro un vecchio professore che deve tenere a bada uno studente non disciplinatissimo… Allora sto al gioco, inizio ad interrogare Lele in matematica… Dico dei numeri:

“23?”. E Lele subito risponde: “I Paesi che abbiamo attraversato”.

“2022?” – “L’anno del nostro viaggio… che però è stato pensato molto prima, poi il covid e la guerra…”

È iniziata così, ieri sera, presso il Salone dell’Oratorio di Monte Marenzo, la presentazione del libro “3 Nasi rossi e un 128 verde”, scritto da Emanuele Panzeri («Lele») che ha ripercorso il suo straordinario viaggio insieme a due compagni di avventura.

Con Lele e le sue mille chitarre, abbiamo condiviso il teatro civile di due nostri progetti teatrali (“Diversamente Viva” e, con gli amici Ouroborus, “Io sono la mia opera”).

Ieri sera, con noi di UPper, anche l’Associazione Il Germoglio del Monte e la Biblioteca Comunale, il Comune di Monte Marenzo che ha patrocinato l’evento e la Parrocchia San Paolo che ci ha ospitato. L’argomento del libro e la sua finalità, rientrano a pieno titolo nelle iniziative promosse dalla Comunità Montana per L’Estate di San Martino.

Il libro racconta l’impresa del trio composto da Lele, Valerio Carbonara e Stefano Maddalon, membri del gruppo Becco to the Borders (spesso citato come “i Becchi”), che nel 2022 hanno intrapreso un viaggio di circa 17 000 km in Europa alla guida di una vecchia auto, una Fiat 128 verde (ribattezzata “Zuel”) del 1973. L’obiettivo: portare un sorriso nei centri di accoglienza e tra i bambini in difficoltà, con l’abito leggero del clown e il simbolo del naso rosso.

Con il linguaggio della clownterapia, hanno tentato di alleviare le fatiche di grandi e piccoli lungo la loro strada. Hanno incontrato circa 200 bambini che hanno sorriso con loro nei 7 centri di accoglienza che hanno visitato. Il tutto per uno scopo benefico, quello di sostenere l’Associazione Veronica Sacchi.

Durante l’incontro di ieri sera, Lele, mostrandoci alcune foto sullo schermo (e molte foto le trovate nel libro), ha raccontato le tappe dell’avventura: il viaggio attraverso Balcani, Grecia, Turchia, Georgia e poi su, fino a Capo Nord; gli incontri fatti lungo il cammino; le condizioni dell’auto d’epoca e la spontaneità del progetto. Il tono era quello di un «diario di bordo» raccontato con humour, emozione e senso di meraviglia.

Lele ha descritto la preparazione di “Zuel” e le scelte di viaggio: come il progetto non fosse solo un’avventura su strada, ma anche un gesto concreto di solidarietà e condivisione, che ha avuto un impatto umano significativo.

Il libro affronta tematiche di viaggio, amicizia, solidarietà e spensieratezza con autenticità e grazia, mostrando come anche piccoli gesti possano produrre grandi effetti. Inoltre, unisce racconto, immagini, musica (i QR code presenti nel volume, permettono di ascoltare brani musicali composti dallo stesso autore in relazione ai capitoli del viaggio) e riflessioni, rendendolo un’esperienza multidimensionale.

Se volete il libro potete contattare Lele su facebook (https://www.facebook.com/emanuele.panzeri.37) o inviare mail a  posta@unpaeseperstarbene.it che farà da tramite.

Il ricavato derivante dalla vendita del libro sarà devoluto all’associazione Buono dentro Buono fuori di don Pietro Raimondi, impegnata in missioni in Timor Est.

A fine serata il “firmacopie” con dediche personalizzate, tutte tra il divertente e la riflessione. Come recita la quarta di copertina del libro: «Un semplice naso rosso si trasforma in una magica chiave per entrare nel cuore delle persone».

(le foto sono di Emma Monastra e Alberto Nava che ringraziamo)

 

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