… è anche questione di umanità
Per una persona che cade ora in una situazione di grave e gravissima disabilità non è previsto alcun sostegno. La presentazione di nuove istanze sarebbe stata rinviata a una fase successiva all’approvazione del Piano nazionale per la non autosufficienza, determinando di fatto una sospensione indefinita dell’accesso ai sostegni.
Fontana comunica come da famiglie, organizzazioni sindacali, associazioni delle persone con disabilità, enti gestori e amministrazioni comunali, arrivino forti preoccupazioni per le gravi criticità che minacciano le misure di sostegno domiciliare a persone che, al di là dei soldi, già sopportano il peso di gravissime patologie.
Se la Regione si è affrettata a prevedere a breve il blocco dei sostegni economici, il Governo centrale ci mette del suo a far andare male il pacchetto dei provvedimenti. Infatti, non si capiscono le ragioni dei ritardi nel trasferimento delle risorse relative al Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027, né quali siano i tempi previsti per la piena operatività del provvedimento.
Ogni tanto è bene affermare il principio che, prima di essere istituzionale, prima di essere un sacrosanto diritto, prima di essere fondamento di una comunità civile e solidale, è umano. Veramente c’è da chiedersi come sia possibile lasciare sole persone e famiglie che si trovano in gravi difficoltà. Tutti sanno come per alcune malattie non c’è cura, però è possibile, anzi doverosa, favorire loro un’esistenza dignitosa sostenuta dagli strumenti essenziali per garantire accessibilità, autonomia al massimo grado possibile, permanenza nel proprio contesto di vita, piena inclusione sociale.
Gerolamo sta facendo il diavolo a quattro e ringrazia tutte le persone, amici, parlamentari, associazioni, amministratori, operatori socio sanitari e dell’informazione, che condividono questa battaglia civile e democratica.

Mi raccomando votateli ancora!
La maggior parte dei politici del nostro Paese dovrebbe sublimare il proprio egoismo e dedicarsi, anima e corpo, a risolvere i bisogni e le istanze della Comunità nazionale e locale: ma vivono in un altro “pianeta”.
Allora sarebbe meglio che se ne ritornassero a fare quello che facevano prima di entrare in politica, cioè nulla..
Pebbe
Le famiglie, devono lottare contro il sistema, oltre che contro la disabilità, ogni giorno…solo noi care giver sappiamo ciò che passiamo…non è che perché nostro figlio affetto da Sindrome di White Sutton “per fortuna” parla e cammina seppur non bene allora non ha nulla…la disabilità spesso non si vede e noi dobbiamo ogni volta fare i conti con la burocrazia e le istituzioni che costantemente ci mettono il bastone tra le ruote come se stessimo rubando qualcosa…ma che cosa poi?! Avremmo preferito fare la spola tra i parchi di divertimento e non certo tra medici terapisti e ospedali…sono davvero delusa da questa “sensibilità” verso questa nostra realtà…e non mi stancherò mai di ripeterlo…