Un incontro ravvicinato inatteso quello tra Don Giuseppe e… Papa Francesco!

La notizia l’ha data lo stesso Don Giuseppe durante la Celebrazione dell’Eucarestia lo scorso 12 giugno al suo ritorno da Roma, dopo una visita di tre giorni.

Ieri sera, ad un tavolo del bar dell’Oratorio insieme alla nostra Carmen, mentre è in pieno svolgimento la Festa Missionaria e dallo schermo TV sopra di noi si vede la partita Brasile Italia, mi faccio raccontare da Don Giuseppe come ha incontrato il Papa.

Ogni anno, in occasione dell’anniversario di ordinazione al sacerdozio, avvenuto l’11 giugno del 1977, Don Giuseppe re-incontra i suoi compagni di ordinazione, tutti bergamaschi (erano in 13 mi specifica, e 3 sono purtroppo morti). E’ l’opportunità di scambiare ricordi e di pranzare insieme. Un anno l’incontro è avvenuto anche qui a Monte Marenzo. E per il 25° di sacerdozio vi fu un incontro con Papa Giovanni  Paolo II, ormai malato, che, quando strinse le mani ai sacerdoti bergamaschi e a Don Giuseppe disse una battuta spiritosa: “tutti venticinquenni?”.

Per questo 36° anniversario si è deciso di fare una tre giorni a Roma. Uno dei suoi ex compagni di corso è un Monsignore che risiede da anni a Roma ed è ben introdotto in Vaticano, così riesce a far soggiornare il gruppo dei 9 sacerdoti che hanno raccolto l’invito presso la Residenza Santa Marta in Vaticano.

Come tutti sanno Papa Francesco risiede lì, al secondo piano, non avendo voluto trasferirsi nell’appartamento pontificio al terzo piano del Palazzo Apostolico.

Così il nostro Don Giuseppe appena arrivato, nel tardo pomeriggio del 10 giugno, nella hall del Santa Marta, chiede la chiave della sua stanza al quarto piano e, girandosi, a non più di cinque metri da lui… vede la tunica bianca del Papa!

Don Giuseppe ci dice della sua emozione per questo incontro ravvicinato che si ripete più volte nel corso dei tre giorni di permanenza a Roma. Infatti lo rivede più tardi nella Cappella del Santa Marta a pregare e poi ancora nel refettorio dove Don Giuseppe è alla tavola con i suoi compagni e, al tavolo accanto, c’è il Papa che cena con alcuni collaboratori.

Al termine della cena quando il Papa si alza, il Monsignore amico di Don Giuseppe chiede se può far fare una foto con i suoi compagni di ordinazione. Il Papa gentilissimo si presta a mettersi in posa nella foto di gruppo e poi saluta tutti uno ad uno con una stretta di mano.

Anche al pranzo del giorno successivo il Papa è lì e quando lascia la sala tutta la compagnia di Don Giuseppe si alza, ma il Papa dice loro di stare seduti…

Insomma un Papa alla mano, umile, e che colpisce per la sua semplicità.

A questo punto a me e a Carmen viene in mente una fiction TV sulla vita di Papa Giovanni XXIII, quando passeggia nei giardini vaticani ed i giardinieri si nascondevano perché era stato proibito loro di avvicinare il Papa. E Papa Giovanni rompe questa consuetudine. Ora Papa Francesco vive addirittura in albergo, e chiunque lo può avvicinare. Lo dimostra anche il suo inizio di pontificato, un contatto continuo con i fedeli,  contraddistinto da gesti significativi. D’altra parte, ci dice Don Giuseppe, il significato di Pontefice è quello di “costruire ponti”.

L’udienza del mercoledì ha visto il Papa attorniato da circa 80.000 fedeli e lui non si è risparmiato stringendo centinaia di mani, presentandosi prima dell’orario previsto e rimanendo poi a lungo in mezzo al “suo popolo”.

Don Giuseppe ci racconta del seguito della visita romana, la possibilità di concelebrare l’Eucarestia sulla tomba di Papa Giovanni XXIII e le passeggiate nei giardini vaticani, il breve giro in alcune chiese di Roma, a vedere i quadri del Caravaggio o le statue di Michelangelo…

Poi è già tempo di tornare e Don Giuseppe fa il suo turno di guida del pulmino sulla Cisa, per tornare a casa ed essere puntuale alla Messa a Monte Marenzo.

Categorie: Panel

2 Commenti

Don Giuseppe e Papa Francesco

  1. Grazie Don Giuseppe per le belle emozioni che abbiamo vissuto anche noi attraverso la narrazione del suo incontro con Papa Francesco….

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